Santa Messa del 23 Maggio e rinnovo del voto alla Madonna dell’Aiuto,ore 20 Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta – Pieve

Rinnovo del Voto alla Madonna Dell’Aiuto, Domenica 23 Maggio, solennità di Pentecoste, ore 20.00 solenne veglia di preghiera
E (sotto)
Ottavario di Preghiera in onore della Madonna dell’Aiuto dal 17 al 21 maggio.
“Con gli occhi rivolti al cielo, le mani giunte o inginocchiati chiediamo a Maria di intercedere presso il Figlio la fine della pandemia, che affligge il mondo da ormai più di un anno e  la ripresa delle attività sociali e lavorative”.
(Papa Francesco)

 

Chiesa della Madonna Dell'Aiuto a Fiera - Foto Luciana Bettega
Chiesa della Madonna Dell’Aiuto a Fiera – Foto Luciana Bettega

Ottavario di Preghiera in onore della Madonna dell’Aiuto dal 17 al 21 maggio
Ore 8.00 S. Messa – Chiesa Madonna dell’Aiuto
Ore 20.00 S. Rosario – Arcipretale a Pieve
Il Santo Rosario della sera sarà animato dalle Comunità Cristiane di Soprapieve e dai Gruppi della catechesi.

Lunedì: TONADICO
Martedì: TRANSACQUA
Mercoledì: SIROR
Giovedì: SAN MARTINO DI C. e SAGRON MIS
Venerdì: FIERA


Lettera alle famiglie….
Siamo alle porte della Festa del Voto alla Madonna dell’Aiuto di domenica prossima 23 maggio, solennità di Pentecoste. La festa di Pentecoste con il dono dello Spirito Santo è l’inizio di una nuova stagione.
Ed è proprio il dono dello Spirito Santo ad aprirci ad una settimana di preghiera secondo le intenzioni affidateci da Papa Francesco: “Sull’esempio delle prime comunità cristiane, in questo momento di grande prova, eleviamo al Signore, per intercessione della Beata Vergine Maria, l’incessante supplica per la fine della pandemia e la ripresa della vita sociale e lavorativa”.
Quante persone passano davanti all’immagine della Madonna. Quanti posano i loro occhi negli occhi di Maria e si aprono a lei con l’intimità dei figli.
A volte, nel silenzio da cuore a cuore, che solo un Padre e una Madre sanno comprendere. Nei suoi occhi vediamo immagini di sofferenza, ansie, implorazioni, sconcerto, lacrime, commozione di tanti. Nei suoi occhi vediamo
tutta la fatica di questo tempo che lascia all’interno delle nostre case non poche difficoltà… E Lei ci offre Gesù! Questa è la nostra grande consolazione.
Quante luci troviamo sempre accese davanti a Maria. Mi commuovono sempre, perché penso a quanti desideri esprimono. Le accendiamo perché abbiamo bisogno di luce, ma anche per rassicurare Maria che il suo amore ci ha raggiunto; che non siamo più nel buio e quella luce la portiamo nel cuore, affinché illumini
di amore la vita intorno a noi.
Insieme con Maria chiederemo il dono dello Spirito Santo, per essere rinnovati nel profondo del cuore. Non lasciamo passare invano il dolore che ci ha travolto in questi mesi. Non lasciamo passare invano il volto di tanti fratelli e
sorelle che hanno raggiunto il Paradiso, lasciando qui in mezzo a noi tracce di tanto bene e di una vita donata agli altri. La Madonna dell’Aiuto aiuterà tutti noi ad accogliere lo Spirito Santo: per capire che il cielo è vicino e la terra più bella; a trovare l’azzurro nel cuore nostro e donarlo ai tanti che sono pieni di domande vere e di ricerca. Questi non chiedono fratelli maggiori antipatici o verità senz’amore, ma compagni di strada che siano testimoni, che camminino insieme a loro. Grazie al dono dello Spirito Santo avremo la forza di perdonarci, di fasciare qualche ferita, di riguardarci negli occhi e ridarci speranza gli uni con gli altri. Guardando a Maria invochiamo lo Spirito di fortezza su tutte le nostre famiglie, sui nostri ragazzi e giovani. Le affidiamo le famiglie dei bambini che in
queste domeniche si accosteranno al Pane vivo del Corpo e Sangue del Signore.
Le famiglie dei bambini che hanno ricevuto l’abbraccio del perdono di Gesù, nella prima confessione.
In particolare affidiamo il lavoro della nostra gente, perché, in sicurezza, siamo ancora in grado di dare alla nostra terra il volto dell’accoglienza. Guardando a Maria riconosciamo quanto Gesù ci ama ed il segreto della vita è amare, facendoci carico gli uni dei pesi degli altri.
Frequentando questo tempo sentiamo una domanda profonda: “Le nostre storie, le nostre vicende, le nostre iniziative, ciò che abbiamo realizzato, le nostre comunità, le nostre case, le nostre famiglie: sono luoghi d’amore dove
– seppure con fatica e nella fragilità – si costruiscono ancora storie d’amore?
Ricominceremo anche noi da questo amore?”

Con affetto, don Giuseppe

Chiesa Arcipretale con vista di Primiero San Martino di Castrozza
Chiesa Arcipretale con vista di Primiero San Martino di Castrozza