60° anniversario dell’alluvione del 1966

Alle ore 20.30, in oratorio a Pieve, si terrà l’incontro:

“Primiero 1966-2026. Sessant’anni dall’alluvione”

Ingresso gratuito.

L’alluvione del 4 e 5 novembre 1966 ha rappresentato un evento catastrofico e uno spartiacque storico per la Valle di Primiero. [1, 2]
Cause e dinamica dell’evento
  • Piogge e Scirocco: Forti e continue precipitazioni autunnali unite al vento di scirocco provocarono il rapido scioglimento della neve caduta in quota nei giorni precedenti. [1]

  • Piene e torrenti: I corsi d’acqua e i torrenti (tra cui il torrente che attraversa Fiera di Primiero) si trasformarono in fiumi in piena. [1]

  • Frane: Una devastante frana si staccò dal Monte di Mezzano, seppellendo sotto metri di fango e detriti gran parte del vecchio abitato di Mezzano. [1]

Impatto e danni

  • Vittime: Si registrarono diverse vittime (tra cui 5 morti solo nella zona di Primiero, Vanoi e Canal San Bovo) e complessivamente oltre 20 morti in tutto il Trentino. [1, 2]

  • Isolamento: La valle rimase completamente isolata, con strade interrotte, ponti distrutti e l’interruzione totale delle linee telefoniche, elettriche e del riscaldamento. [1, 2]

  • Soccorsi: La comunità, rimasta senza acqua potabile né corrente, ricevette i primi aiuti d’emergenza anche tramite gli elicotteri dell’esercito statunitense partiti da Verona (“Angeli del Mercé”) e il supporto di volontari e mezzi provenienti da altre regioni (come la Val d’Aosta). [1, 2]

Conseguenze sociali e territoriali

  • Fine del mondo agricolo tradizionale: L’evento accelerò il tramonto del vecchio sistema agricolo e rurale della valle.

  • La rinascita: Il dopoevento segnò l’inizio della ricostruzione, la modernizzazione del territorio e un nuovo sviluppo economico e turistico (visibile oggi nella rinascita di centri come Mezzano). [1, 2, 3]

Guarda un filmato d’epoca che documenta l’arrivo dei soccorsi e l’isolamento della comunità di Fiera di Primiero durante l’alluvione del 1966: