🎣 Pesca di beneficenza dell’Assunta – Unità Pastorale di Soprapieve
In occasione della festa dell’Assunta, torna la tradizionale Pesca di Beneficenza dell’Assunta, un’iniziativa di solidarietà promossa dall’Unità Pastorale di Soprapieve.
📅 Da giovedì 13 a domenica 16 agosto 📍 Piazzale dell’Arcipretale di Fiera di Pieve
Il ricavato sarà destinato a sostenere i bambini di Kimbono, in Congo, e della Terra Santa.
Un’occasione per vivere insieme un momento di festa e, allo stesso tempo, contribuire concretamente a un progetto di solidarietà. ❤️
I premi sono da ritirare entro domenica sera.
Vi aspettiamo numerosi!
Tanti premi e sorprese… Ma il premio più bello è la gioia di fare della propria vita un dono!
Fin d’ora grazie a tutti coloro che vorranno donare un sorriso a questi bimbi e UN SENTITO GRAZIE a chi ci ha fornito i premi. 😉
📚 Incontro con l’autore: Marco Trabucchi presenta il suo ultimo libro
“Invecchiare non fa paura”
Invecchiare è una sfida che riguarda tutti. Ma può diventare anche un tempo ricco di senso, relazioni e nuove opportunità.
📅 Giovedì 6 agosto 🕠 Ore 17.30 📍 Palazzo delle Miniere – Primiero San Martino di Castrozza
Il professor Marco Trabucchi, tra i massimi esperti italiani di geriatria e psicogeriatria, presenterà il suo ultimo libro Invecchiare non fa paura, dialogando con la giornalista Manuela Crepaz.
Un incontro aperto a tutta la cittadinanza per riflettere insieme sul valore della longevità, sulla cura delle persone e su come vivere con serenità le diverse stagioni della vita.
📖 Durante l’incontro sarà possibile acquistare il libro.
L’ingresso è libero. Tutta la popolazione è cordialmente invitata.
Camminata della Trasfigurazione:
giovedì 6 agosto 2026 Santuario di San Silvestro il ritrovo è al Passo Gobbera alle ore 9.00 Cammineremo in preghiera verso il Santuario. santa Messa a San Silvestro alle ore 10.00
“Il pellegrinaggio è un segno peculiare,
perché è icona del cammino
che ogni persona compie nella sua esistenza.
La vita è un pellegrinaggio
e l’essere umano e’ viator,
un pellegrino che percorre una strada
fino alla meta desiderata”.
(Misericordiae Vultus, 14)
Chiesetta di San Silvestro 1 maggio 2019 foto Luciana Bettega
Il brano evangelico della trasfigurazione risuona in due occasioni nell’itinerario liturgico annuale: nella seconda Domenica di Quaresima e nella festa del 6 Agosto. Il tempo e il contesto tuttavia provocano a cogliere due messaggi diversi, se pure complementari: in Quaresima l’annuncio della Trasfigurazione intende ridestare la consapevolezza che “solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione”, nella Festa del 6 Agosto a questa motivazione se ne aggiunge un’altra: (Cristo) “nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, fece risplendere una luce incomparabile… per anticipare nella Trasfigurazione la meravigliosa sorte della Chiesa suo mistico corpo”. E’ ciò che la spiritualità cristiana dell’oriente ha compreso da molti secoli, facendo della Trasfigurazione la vera icona di ogni traguardo cristiano. https://www.diocesitn.it/site/tag/camminata-della-trasfigurazione/Alberto Chiara alberto.chiara.90
Il 6 agosto la Chiesa cattolica e quella ortodossa celebrano la Trasfigurazione di Nostro Signore. Gesù scelse di prendere con sé alcuni discepoli per salire sul Monte Tabor a pregare. Sei giorni prima aveva detto ai suoi discepoli: «Vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno» (Mt 16, 28) ed ecco che Pietro, Giacomo e Giovanni furono scelti per assistere all’ineffabile: Cristo apparve nel suo Corpo glorioso. Infatti, mentre pregava, «il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (Lc 9, 29) e due uomini, anch’essi apparsi nella loro gloria, parlavano con Lui del compimento in Gerusalemme del suo sacrificio: erano Mosè ed Elia che rappresentavano la Legge e i Profeti. L’episodio è raccontato dai vangeli di Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36.
Giovanni Bellini, La Trasfigurazione.
QUALE PAPA HA DECISO DI ESTENDERLA ALLA CHIESA UNIVERSALE?
La liturgia romana leggeva il brano evangelico riferito all’episodio della Trasfigurazione il sabato delle Quattro Tempora di Quaresima, mettendo così in relazione questo mistero con quello della Passione. Lo stesso evangelista Matteo inizia il racconto con le parole: «Sei giorni dopo» (cioè dopo la solenne confessione di Pietro e il primo annuncio della passione), «Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E si trasfigurò davanti a loro: il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce».
C’è in questo episodio una netta contrapposizione all’agonia dell’orto del Getsemani. La Trasfigurazione, che fa parte del mistero della salvezza, è ben degna di una celebrazione liturgica che la Chiesa, sia in Occidente come in Oriente, ha comunque celebrato in vario modo e in date differenti, finché papa Callisto III nel 1457 elevò di grado la festa, estendendola alla Chiesa universale. Alla diffusione capillare della festa contribuì Pietro il Venerabile e Cluny.
QUAL È L’INTERPRETAZIONE DI SANT’AGOSTINO?
Sant’Agostino spiega, nel Discorso 78, che i suoi vestiti sono la sua Chiesa. «Se i vestiti non fossero tenuti ben stretti da colui che l’indossa, cadrebbero. Che c’è di strano se mediante il vestito bianchissimo viene simboleggiata la Chiesa, dal momento che sentite dire dal profeta Isaia: Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, lì farò diventare bianchi come neve (Is 1, 18)?». Dunque anche se i peccati commessi dagli uomini di Chiesa fossero di colore rosso scarlatto, la sua Sposa avrebbe comunque un abito candido e rilucente grazie al Sole, Cristo. A tale visione Pietro esprime sentimenti soltanto umani, senza pensieri soprannaturali: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» e, a questo punto, l’evangelista Luca precisa: «Egli non sapeva quel che diceva»; Pietro, la pietra sulla quale Cristo avrebbe edificato la sua Chiesa, seppure di fronte alla bellezza della maestà del Salvatore, utilizza canoni di carattere terreno.
Spiega ancora sant’Agostino: «È bello per noi, o Signore – dice – stare qui. Era infastidito dalla folla, aveva trovato la solitudine sul monte; lì aveva Cristo come cibo dell’anima. Perché avrebbe dovuto scendere per tornare alle fatiche e ai dolori mentre lassù era pieno di sentimenti di santo amore verso Dio e che gl’ispiravano perciò una santa condotta? Voleva star bene».
Di fronte a Cristo glorioso Pietro aveva trovato la felicità e non avrebbe più voluto muoversi da quel luogo. La risposta giunse mentre egli ancora parlava: arrivò una nube e li avvolse e da essa uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo», la stessa voce che si era udita quando San Giovanni Battista aveva battezzato Gesù sulle rive del Giordano: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,9-11).
Beato Angelico, Trasfigurazione di Gesù
QUAL È IL MONTE DELLA TRASFIGURAZIONE?
Una tradizione attestata già nel IV secolo da Cirillo di Gerusalemme e da Girolamo, identifica il luogo dove sarebbe avvenuta la Trasfigurazione con il monte Tabor, in arabo Gebel et-Tur (“la montagna”). Un colle rotondeggiante e isolato, alto circa 600 metri sul livello delle valli circostanti. È su questo colle che i bizantini costruiranno, poi, tre chiese di cui parla l’Anonimo Piacentino che le visiterà nel 570. Un secolo dopo Arculfo vi troverà un gran numero di monaci, e il Commemoratorium de Casis Dei (secolo IX) menzionerà il vescovado del Tabor con diciotto monaci al servizio di quattro chiese. Successivamente ci saranno i Benedettini che costruiranno anche un’abbazia, circondando gli edifici di una cinta fortificata.
PERCHÉ SI CELEBRA IL 6 AGOSTO?
La festa della Trasfigurazione secondo alcuni storici della liturgia ricorda la dedicazione delle basiliche del monte Tabor. Era celebrata dalla Chiesa nestoriana già alla fine del V secolo ed è documentata nel VII secolo nella Siria occidentale. La fissazione della data della festa al 6 agosto dipende dal fatto che secondo una tradizione l’episodio della Trasfigurazione narrato dai Vangeli sarebbe avvenuto quaranta giorni prima della crocifissione di Gesù. In Oriente si celebrava già la festa dell’Esaltazione della Santa Croce il 14 settembre, quindi di conseguenza fu stabilita la data della Trasfigurazione. In Occidente le prime testimonianze della festa risalgono alla metà del IX secolo (Napoli, paesi germanici, Spagna). Successivamente nel X secolo in Francia e nei secoli XI e XII anche a Roma nella Basilica Vaticana.
L’Arcivescovo Lauro Tisi a San Martino di Castrozza
Domenica 9 agosto – Ore 10.00
La comunità dei Santi Martino e Giuliano è lieta di invitare residenti, ospiti e turisti alla Santa Messa che sarà presieduta da S.E. Mons. Lauro Tisi, Arcivescovo di Trento.
La celebrazione si terrà:
📅 Domenica 9 agosto 🕙 Ore 10.00 ⛪ Chiesa di San Martino di Castrozza
La liturgia sarà animata dal Coro Vanoi, che accompagnerà la preghiera con il canto.
Sarà un momento significativo per ritrovarsi insieme attorno all’Eucaristia e accogliere il nostro Arcivescovo nella comunità di San Martino di Castrozza.
Come ricorda Mons. Lauro nella sua Lettera pastorale Il Vasaio:
«Cristo non impone la verità. La incarna. Anche solo la sua presenza smaschera le logiche del dominio e della violenza. Per il credente, la pace non consiste anzitutto nell’assenza di conflitti, ma nell’accogliere un diverso modo di abitare il mondo.»
Tutta la comunità è cordialmente invitata a partecipare.
domenica 2 Agosto dal mattino. Santa Messa ore 11.00
Festa della Madonna della Neve
L’invito è rivolto a tutti: residenti, ospiti e famiglie. Sarà una bella occasione per ritrovarci insieme nella preghiera e nella fraternità, immersi nella splendida cornice delle Vedèrne.
Ore 11.00: Santa messa a cura del Gruppo Alpini di Imèr Ore 12.00: Pranzo presso lo stand gastronomico a cura del bar Masi di Imèr – Pian GrantL’invito è rivolto a tutti: residenti, ospiti e famiglie. Sarà una bella occasione per ritrovarci insieme nella preghiera e nella fraternità, immersi nella splendida cornice delle Vedèrne.
P.S. Le strade di accesso al Monte Vederna saranno aperte al transito veicolare senza la necessità di permesso.
Imèr, Monte Vederna
Le famiglie e gli anziani possono raggiungere il monte Vederna comodamente in macchina.
La strada forestale della Val Noana per raggiungere il rifugio Vederna.
Gli sportivi uno degli altri due itinerari che possono trovare qui.
P.S. PASSA PAROLA 😉 .
Chiesetta Madonna della Neve sul Monte Vederna
Ph Roberto Bettega
Chiesa di San Martino di Castrozza. In ricordo di Stefania Giatti.
Festa di Santa Marta, patrona dell’accoglienza
Sabato 29 Luglio 2026 San Martino di Castrozza ore 18.00
Festa di Santa Marta
Patrona dell’accoglienza
Mercoledì 29 luglio – San Martino di Castrozza
La comunità di San Martino di Castrozza celebra con gioia la festa di Santa Marta, patrona dell’accoglienza e dell’ospitalità.
Nel Vangelo, Marta apre la porta della sua casa a Gesù e lo accoglie con premura e generosità. Per questo è diventata il simbolo di quanti, con semplicità e dedizione, sanno accogliere il prossimo, trasformando ogni gesto di servizio in un’espressione di amore.
In una località come San Martino di Castrozza, da sempre terra di incontro e di ospitalità, la sua testimonianza continua a essere un richiamo prezioso per tutta la comunità e per i numerosi ospiti che scelgono le nostre montagne.
Programma
🕕 Ore 18.00 Santa Messa solenne nella chiesa di San Martino di Castrozza.
Al termine della celebrazione avrà luogo la tradizionale benedizione dei pani, segno di condivisione, provvidenza e fraternità, che richiama il desiderio di portare nelle nostre case il dono della pace e della benedizione del Signore.
L’invito è rivolto a tutti, residenti e ospiti, per condividere insieme questa bella festa della comunità.
Santa Marta 29 Luglio
Come Maria di Betania possiamo fare l’esperienza di sederci e metterci in ascolto
del Maestro che parla. Questo ci fa scoprire una nuova dimensione, un nuovo
percorso che ci mette in contatto con Dio. Niente “vocine” ma la scoperta
della dimensione dell’interiorità, del silenzio, di Dio che passa attraverso
l’esperienza della preghiera. L’uomo, purtroppo tende a possedere, a manipolare, a
schematizzare anche questa stupenda esperienza, riducendola ad un rumore senza
senso, ad mia noiosa ripetizione, a un dovere da assolvere in caso di difficoltà.
Spesso concepiamo la preghiera come una serie di formule che ripetiamo fino alla
noia. La preghiera è anzitutto ascolto, ascolto di Dio e di intercessione per il
mondo. Ma che cos’è la preghiera secondo Dio?
E’ colloquio, scambio di opinioni, reciproca intesa. Non una lista della spesa, non
un tentativo di corruzione, non una litania scaramantica.
Dio ci ha detto Gesù, non è un despota capriccioso o un potente da convincere.
Siamo figli e da figli ci tratta. Un buon Padre sa di che cosa ha bisogno il suo
figlio. Molte delle nostre preghiere rimangono inascoltate perchè abbiamo
sbagliato 1’indirizzi del destinatario. Non si rivolgono ad un padre, ma ad un
patrigno, ad un antipatico tutore a cui chiedere qualcosa che, pensiamo, ci sia
dovuto. La preghiera che Gesù ci ha insegnato, è piena di buonsenso
e di concretezza, di affetto e di gioia, di fiducia e di realismo e ci permette di
mettere a fuoco la nostra giomata. Gesù ci invita ad insistere perchè se chiediamo
otteniamo, se ci affidiamo siamo accolti dall’abbraccio del Padre.. Se non sei
esaudito è perchè chiedi male, senza l’insistenza dell’amico importuno, perchè ciò
che chiedi non è il vero tuo bene. E. allora, perchè non imparare a pregare? La
preghiera ha bisogno di te, come sei, devoto o peccatore, ma un “tu” vero, non
finto, non di facciata. La preghiera ha bisogno di un tempo in cui non sei distratto
o con la testa altrove. La preghiera ha bisogno di un luogo: dalla tua camera al
luogo dove passi la tua giornata, davanti alla natura, di flonte alle persone con cui
vivi. La preghiera ha bisogno di silenzio per ascoltare la Parola assaporata con
gioia. La preghiera ha bisogno di una parola da dire. La preghiera ha bisogno di
una parola da vivere. Nella preghiera scopriremo che nulla ci può impedire di dire
con verità e con gioia: Padre.
Chiesa di San Martino di Castrozza – inverno.
Chiesa San Martino di Castrozza con neve. Foto di Stefania Giatti
Dal 14 al 18 luglio 2026 • ogni mattina nella Chiesa di Siror, il Cardinale Pietro Parolin presiede la Santa Messa ore 8.00
La nostra comunità ha la gioia di accogliere ancora una volta il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Papa Leone XIV. Invitiamo tutti a partecipare numerosi alle celebrazioni per esprimergli, con la presenza e la preghiera, l’affetto delle nostre comunità e la vicinanza al Santo Padre.
Il Cardinale Pietro Parolin tra noi
La nostra comunità accoglie con gioia il Cardinale Pietro Parolin,
Segretario di Stato di Sua Santità Papa Leone XIV.
📅 Dal 14 al 18 luglio 2026
Santa Messa ogni mattina alle ore 8.00
📍 Chiesa di Siror
Il Cardinale Pietro Parolin
Segretario di Stato di Sua Santità Papa Leone XIV
presiederà ogni mattina la celebrazione eucaristica.
Anche quest’anno il Cardinale Pietro Parolin ha scelto di trascorrere alcuni giorni nella nostra terra di Primiero.
È una presenza che ci riempie di gioia e che rinnova un legame ormai consolidato con le nostre comunità.
Per tutti noi è soprattutto “don Pietro”: un sacerdote che, pur ricoprendo uno dei più importanti incarichi al servizio della Chiesa universale, ama vivere questi giorni con semplicità, condividendo con la nostra gente la celebrazione dell’Eucaristia, l’incontro con le persone e la bellezza delle nostre montagne.
Gli rivolgiamo il nostro più cordiale benvenuto “a casa”, assicurandogli l’affetto e la preghiera delle comunità del Primiero e del Vanoi.
Un invito a tutta la comunità
Invitiamo tutti i fedeli, le famiglie, gli ospiti e quanti desiderano vivere un momento di autentica comunione ecclesiale a partecipare alla Santa Messa presieduta dal Cardinale Pietro Parolin.
Sarà una preziosa occasione per ascoltare la Parola di Dio, celebrare insieme l’Eucaristia e affidare al Signore il Santo Padre, la Chiesa e il dono della pace nel mondo.
Vi aspettiamo numerosi.
«Grazie, don Pietro, per la sua vita donata al Signore, per il suo amore e per il servizio che rende al Papa, alla Chiesa e all’umanità. Bentornato in mezzo a noi!»
In occasione del a festa del Carmine Domenica 19 luglio 2026 .
Ore 10.00: Santa Messa dei Carmeni.
Ore 17.00: processione della Madonna del Carmine per le vie del paese presieduta dal S.E. Lauro Tisi.
Mezzano si prepara a vivere uno dei momenti più sentiti dell’anno.
La Festa della Madonna del Carmine non è soltanto una ricorrenza religiosa: è una tradizione che da generazioni unisce il paese e tutta la comunità del Primiero in un momento di fede, devozione e condivisione.
Domenica 19 luglio
Ore 10.30 – Santa Messa della Comunità.
Ore 17.00 – Preghiera dei Vespri e la tradizionale processione per le vie di Mezzano, presieduta da S.E. il Vescovo Lauro, un appuntamento che ogni anno richiama numerosi fedeli e visitatori.
Le vie del borgo accompagneranno il passaggio della Madonna in un’atmosfera di raccoglimento, tra il suono delle campane, le preghiere e l’affetto di una comunità che continua a custodire con orgoglio le proprie tradizioni.
Durante la festa sarà presente anche la Pesca di Beneficenza, organizzata dal Gruppo Missionario di Mezzano, il cui ricavato sostiene importanti iniziative di solidarietà.
L’invito è rivolto a tutti: agli abitanti di Mezzano, a quelli della Valle di Primiero e a chiunque desideri partecipare a una celebrazione che unisce fede, storia e tradizione in uno dei borghi più belli delle Dolomiti.
Ti aspettiamo per condividere insieme questo momento speciale. 🌿
LUNEDI’ 13 LUGLIO 2026 ore 10.00 a PASSO VALLES CELEBRAZIONE EUCARISTICA in onore di san Enrico
Anche quest’anno, la tradizionale celebrazione in onore di San Enrico si terrà in uno dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne: il Passo Valles.
📅 Quando: 13 luglio
🕥 Orario: Ore 10.00
📍 Dove: Passo Valles – tra natura, silenzio e spiritualità
🙏 Un momento di fede condivisa, immersi nella bellezza dell’alta quota.
🚗 Parcheggio: Il parcheggio è disponibile direttamente al Passo Valles, a pochi passi dal luogo della celebrazione. Si consiglia di arrivare con anticipo per agevolare la sosta e godere della quiete del paesaggio.
✨ Vi aspettiamo numerosi!
Vivi con noi una giornata di spiritualità, amicizia e montagna.
👉 Segna la data, condividi l’invito e vieni con chi vuoi bene!
#SanEnrico2026 #PassoValles #MessaInMontagna #RifugioLaresei #EscursioneInQuota #TradizioneViva
La chiesetta di Sant’ Enrico al Passo Valles fa parte della Parrocchia di San Martino di Castrozza. Si trovava nell’ex cimitero di guerra di Paneveggio ed è stata portata al Passo Valles da Enrico Cemin che l’ha ristrutturata. Nei mesi estivi, una volta alla settimana, viene celebrata una messa.
Un angolo di storia, spiritualità e tradizione
La Chiesetta del Passo Valles, situata a pochi passi dal Rifugio Capanna Passo Valles, è un luogo di grande significato storico e spirituale. Dedicata a San Enrico, la chiesa ospita al suo interno due splendide statue in legno realizzate da scultori locali: una raffigurante San Enrico e l’altra Santa Rosa. Queste statue sono state scolpite in onore di Enrico Cemin e Rosa Vaia, i fondatori del Rifugio Capanna Passo Valles, simbolo di devozione e riconoscenza verso le loro radici e la tradizione del rifugio.
Originariamente situata nel cimitero militare di Paneveggio, la chiesa fu smontata dopo la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita nel 1948 nel luogo attuale. La sua struttura, in tipico stile alpino, con tronchi ad incastro e tetto a due spioventi, si integra armoniosamente con il paesaggio montano circostante.
Ogni estate, grazie alla presenza dei frati francescani liguri, che soggiornano a Paneveggio, viene celebrata la messa il sabato pomeriggio. Questa tradizione estiva è un momento speciale per chi desidera vivere un’esperienza spirituale in un ambiente immerso nella natura.
La Chiesetta del Passo Valles è un luogo di pace e tranquillità, dove la bellezza delle Dolomiti e la spiritualità si fondono in un’atmosfera di serenità. Una visita alla chiesetta è un’opportunità per scoprire un angolo ricco di storia e onorare la memoria dei fondatori del rifugio.
Fonte: https://www.passovalles.com
Sant’ Enrico II
Nome: Sant’ Enrico II
Titolo: Imperatore
Nascita: 6 maggio 972, Bad Abbach o Hildesheim, Germania
S. Enrico nacque nel 972 da Enrico, re di Baviera e da Gisela, figlia di Corrado re di Borgogna. Ebbe ottima indole, nobili sentimenti e rara virtù: qualità che fecero di lui un imperatore santo.
Incoronato da Benedetto VIII il 22 febbraio del 1014, Enrico comprese quanto gli fosse necessaria la umiltà per non prevaricare; e la cercò e l’esercitò quindi in tutti i suoi atti. Era solito dire che Iddio voleva due cose da lui: la santificazione propria ed il benessere dei sudditi: programma che il glorioso monarca svolse lodevolmente in tutta la sua vita.
Unitosi in matrimonio con S. Cunegonda, conservò nella vita coniugale la perfetta castità, tanto da poter dire, in fin di vita, ai genitori di lei: Io ve la rendo illibata come me la deste.
S. Enrico per difendere la giustizia conculcata, ebbe anche a sostenere molte guerre, con le quali rese il suo nome sempre più temuto e rispettato.
In esse riusciva sempre vittorioso: ma il santo re prima di attaccar battaglia pregava e faceva pregare i soldati. In questo modo potè scacciare dall’Italia i Greci che, alleati dei Turchi, minacciavano la stessa Roma.
Eresse a sue spese molte cattedrali, fra cui quella di Bamberga, dedicata ai Ss. Pietro e Paolo, che fu consacrata dallo stesso Pontefice di Roma; restaurò molte chiese danneggiate dagli eretici, eresse sedi vescovili, fondò orfanotrofi.
Il suo zelo si spinse tanto avanti da riuscire a convertire Stefano, re di Boemia, il quale a sua volta portò tutta quella nazione alla vera religione.
In mezzo alle terrene grandezze, S. Enrico sentiva di non essere pienamente soddisfatto, perché bramava di servire unicamente a Dio. Per questo, essendo amico del beato Riccardo, abate di Verdun, fece istanze presso di lui per poter entrare nel suo monastero. Ma l’abate, vedendo il bene che il santo re faceva ai popoli, non glielo permise: e S. Enrico inchinò riverente il capo all’ubbidienza e tornò alla reggia.
Anche nelle infermità S. Enrico benediceva Dio: così sopportò con esemplare rassegnazione la contrazione di una coscia che lo rese zoppo per tutta la vita.
Circondato dai grandi dell’impero e da molti vescovi, santamente spirò in Grône il 13 luglio del 1024.
Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Bamberga ed egli fu canonizzato da Eugenio III nel 1145.
PRATICA. Impariamo da questo Santo a non lasciarci assorbire completamente dagli affari terreni, ma solleviamo spesso nostro pensiero al cielo, perché il Paradiso sarà la nostra vera patria.
PREGHIERA. O Dio, che quest’oggi trasferisti il tuo beato confessore Enrico dal fastigio del terreno impero al regno eterno, ti supplichiamo umilmente che come tu, prevenendolo colla tua grazia, gli facesti superare le lusinghe del secolo, così faccia che noi resistiamo, a sua imitazione, alle attrattive del mondo e giungiamo a te con cuore puro.
MARTIROLOGIO ROMANO. Sant’Enrico, che imperatore dei Romani, si adoperò insieme alla moglie santa Cunegonda per rinnovare la vita della Chiesa e propagare la fede di Cristo in tutta l’Europa; mosso da zelo missionario, istituì molte sedi episcopali e fondò monasteri. A Grona vicino a Göttingen in Germania lasciò in questo giorno la vita.
Metti le mani in pasta e contribuisci alla dolcezza della nostra comunità! Prepara il tuo dolce preferito, indica gli ingredienti e consegnalo confezionato nei punti di raccolta:
🍰 Festa del Dolce
Sabato 4 e domenica 5 luglio
Torna la tradizionale Festa del Dolce, un’iniziativa a sostegno delle Parrocchie e dei restauri delle nostre chiese.
Chi desidera contribuire può preparare un dolce già confezionato e consegnarlo presso:
📍 Canonica di Pieve
📍 Famiglia Boni Federico a Tonadico
📍 Centro Civico di Siror Venerdì dalle ore 16.00 alle 17.00
Un sincero grazie di cuore a tutti coloro che, con la loro generosità, contribuiranno alla buona riuscita dell’iniziativa.
💛 Grazie per il vostro contributo!
Non mancare, rendiamo questa festa ancora più dolce insieme! 💛