Ci hanno lasciato

Celebrazioni Corpus Domini 07 giugno 2026 – Soprapieve

La data del Corpus Domini 2026 è: domenica 07/06/2026
In Italia tale ricorrenza non è riconosciuta come festività e la celebrazione è posticipata alla

Camminiamo insieme verso la Solennità del Corpus Domini

La nostra comunità è pronta a vivere giorni intensi e profondi che culminano nella Solennità del Corpus Domini, un’occasione speciale per ritrovarci attorno all’Eucaristia, fonte e culmine della nostra fede.

🙏 Solennità del Corpus Domini 2026 a Soprapieve🙏

Le comunità dell’Unità Pastorale di Soprapieve si ritrovano insieme per celebrare una delle feste più sentite della tradizione cristiana, tra Santa Messa, processioni e momenti di condivisione.

Un’occasione speciale di fede, incontro e partecipazione per famiglie, bambini e tutta la comunità. ✨

📍 San Martino di Castrozza – sabato 6 giugno
📍 Tonadico – domenica 7 giugno
📍 Mis – domenica 7 giugno

Tutti gli orari nel manifesto qui sotto ⬇️


 

Solennità del Corpus Domini – Celebriamo la presenza viva di Cristo

La Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, comunemente nota come Corpus Domini (“Corpo del Signore”), è una delle principali feste dell’anno liturgico della Chiesa cattolica. Si celebra il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità oppure, in diversi Paesi tra cui l’Italia, la domenica successiva, per favorire una partecipazione più ampia dei fedeli.

Questa celebrazione nasce per rendere grazie e professare pubblicamente la fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Rievoca, in forma solenne ma gioiosa, il dono dell’Eucaristia istituito da Cristo durante l’Ultima Cena, e porta fuori dalla chiesa, nelle strade e nelle piazze, la sua presenza viva attraverso la processione eucaristica.

📜 Origini storiche

La solennità fu istituita nel 1264 da Papa Urbano IV ad Orvieto, con la bolla Transiturus, in seguito al miracolo eucaristico di Bolsena. Da allora, la festa si è diffusa in tutto il mondo cattolico, ed è ancora oggi riconosciuta come festa civile in alcuni Paesi, tra cui Svizzera (nei cantoni cattolici), Spagna, Germania, Irlanda, Croazia, Polonia, Portogallo, Austria, Brasile, San Marino e il Principato di Monaco.


Un invito alla comunità: tutti insieme per il Corpo di Cristo

Invitiamo tutti i fedeli a partecipare con viva fede alla celebrazione del Corpus Domini, segno visibile della nostra unità come popolo di Dio e della nostra missione di essere presenza viva dell’amore di Cristo nel mondo.

In modo speciale, sono invitati i ragazzi della Prima Comunione, con il loro abito bianco e il cesto di petali di fiori, per onorare il passaggio di Gesù tra noi nella processione eucaristica. A questo gesto possono unirsi anche i bambini della catechesi e della scuola materna, per vivere tutti insieme un momento di fede semplice, ma profondo.

Ringraziamo il Signore per la sua presenza reale e viva in mezzo a noi,
e chiediamogli la gioia e la forza di essere, ciascuno, sua presenza d’amore nel mondo.

Sagra Sacro Cuore Zortea 14 giugno 2026

FESTA PATRONALE DEL SACRO CUORE

14 giugno 2026 ore 10.00: Santa Messa a Zortea

Domenica 14 giugno 2026, la comunità di Zortea si ritrova in festa per celebrare il Sacro Cuore di Gesù, Patrono della chiesa del paese.

Alle ore 10.00 sarà celebrata la Santa Messa solenne, seguita dalla tradizionale processione per le vie del paese: un momento di fede, preghiera e partecipazione che unisce generazioni nel segno della devozione e della comunità.

Al termine della celebrazione, presso il parco di Zortea, seguirà un momento conviviale con rinfresco aperto a tutti, occasione semplice e preziosa per stare insieme nella gioia della festa patronale.

fonte foto http://www.lavocedelnordest.eu/
fonte foto http://www.lavocedelnordest.eu/
Zortea dall’alto, foto di Ennio Rattin

Foto aerea Zortea concessa da Ennio Rattin
Foto aerea Zortea concessa da Ennio Rattin

Zortea vista dall'alto.Immagine dal sito Vanoi.it
Zortea vista dall’alto. Immagine dal sito Vanoi.it

Sagra Di Zortea – Valle del Vanoi

Chiesa di Zortea

 

Sagron – Madonna di Caravaggio 31 Maggio 2026 – Chiesa dei Marcoi

⛰️ FESTA DELLA MADONNA DEL CARAVAGGIO AI MARCOI ⛰️

La comunità di Sagron invita tutti a partecipare alla tradizionale festa dedicata alla Madonna del Caravaggio, in uno dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne.

📅 Domenica 31 maggio 2026
🕚 Ore 11.00
⛪ Santa Messa con la Comunità

Un momento di fede, semplicità e incontro immersi nella bellezza della natura e delle nostre tradizioni. 🌿🙏

LA SAGRA DEI MARCOI

Il 26 maggio si festeggia la Patrona della chiesetta dei Marcoi: la Madonna di Caravaggio.

In quel giorno, o nei giorni seguenti, la comunità si riunisce attorno ad un importante tassello della storia di Sagron Mis.

La sagra è un forte richiamo alle origini che coinvolge non solo i paesani, ma anche chi questa valle l’ha abbandonata alla ricerca di lavoro e di fortuna.

Ritornarci in questa occasione diventa il pretesto per riabbracciare parenti e amici, per rigenerare i ricordi, per onorare i propri avi.

La forza evocativa risiede nella consapevolezza che questa piccola chiesetta rappresenta l’origine della collettività.

A consolidare il valore suggestivo che da sempre l’ha accompagnata, è interessante ricordare come in passato gli abitanti di Tisèr e delle frazioni limitrofe del fondovalle raggiungessero in pellegrinaggio la chiesetta nei periodi di siccità per invocare l’arrivo della pioggia.

Foto Luciana Bettega

Delle origini di Sagron Mis non si sa ancora molto. Una delle poche certezze che si hanno è però che il nucleo attorno al quale si è formata la prima comunità sia proprio quello dei Marcoi, con la sua bella chiesetta.
Eretta all’inizio del ‘600, la Chiesa dei Marcoi venne consacrata nel 1630 ed intitolata alla Madonna di Loreto. Nel frattempo la comunità attorno alla frazione dei Marcoi cresceva, poco dopo venne costruito il cimitero e nel 1737 finalmente un sacerdote arrivò ad occuparsi di queste genti in maniera stabile.

Purtroppo, un devastante incendio la incenerì già nel 1793, e di lì a poco venne costruita una chiesa più grande, ai Salvadori (l’attuale Sagron), pronta ad accogliere più comodamente i fedeli, in quello che era ormai diventato il centro della vita sociale del paese.
La leggenda narra che dalle fiamme della chiesa dei Marcoi si salvò solo la raffigurazione della Madonna di Loreto, e forse anche per questo prodigio, pochi anni dopo venne ricostruita interamente dai due fratelli Giovanni Battista e Domenico Marcon. Venne dedicata alla Madonna di Caravaggio, e anche se ormai il culto si era definitivamente trasferito a Sagron, ritornò ad essere un importante luogo di devozione non solo per gli abitanti dei Marcoi.

Due furibonde alluvioni, nel 1882 e nel 1966, misero la chiesetta nuovamente a dura prova, distruggendo tutta l’area cimiteriale prima, e danneggiando la struttura stessa poi. Oggi la piccola cappella si presenta invece in buono stato, e nonostante sia quasi sempre chiusa, c’è un giorno, ogni anno attorno al 26 di maggio, in cui essa “rivive” come un tempo, è il giorno della Sagra dei Marcoi, appuntamento sentitissimo da tutti i paesani e anche da chi Sagron Mis l’ha lasciato per cercare fortuna altrove, ma che puntualmente non manca di ritornare ai Marcoi per un giorno di festa.

Testo tratto da Primiero.net

 

Due paesi, tante frazioni
Sagron Mis è costituito da un discreto numero di abitati sparsi, piccoli agglomerati sorti su entrambi i versanti dell’alta valle del Mis forse per opera di carbonai. Il più rilevante, sede municipale, è Sagron, le cui case esibiscono ingenui affreschi e meridiane con scritte sentenziose (“Errare può sulla campana il ferro / Ma quando luce il sol io mai non erro”). Un surreale pannello mette a confronto Sagron-Mis niente meno che con Milano: su un lato le montagne, sull’altro il Duomo. E in mezzo, sopra gli stemmi dei due comuni, è appeso un ramoscello che la pressione atmosferica sposta tra pioggia e bello, passando per variabile. Non fosse chiaro lo scopo di questo primitivo “barometro naturale”, la scritta in dialetto toglie ogni dubbio: “el ram de pez el segna dret el temp ch’el fa el moi el sec”.

Proprio a Sagron si trova la principale delle tre chiese esistenti in zona, tutte dedicate a Maria: a Sagron, a Marcoi e a Mis. La parrocchiale di Sagron, dedicata alla Madonna di Loreto, fu riedificata due volte nel Settecento, dopo che incendi avevano devastato un edificio preesistente: l’attuale tempio fu eretto fra il 1795 e il 1807, mentre il campanile è stato aggiunto nel 1954. Più antica sarebbe la cappella che sorge nella frazione Marcoi, forse nucleo abitativo fondante della comunità di Sagron: lo mostrerebbero gli ingenui affreschi secenteschi di una filatrice e di un cacciatore tracciati quattro secoli fa sul muro esterno di una casa adiacente (sul posto ora vi sono delle copie). Consacrata nel 1630, in anni di gravi pestilenze, la cappella fu dedicata alla Madonna di Loreto, ma con la risistemazione del 1812 fu assegnata alla Madonna di Caravaggio. Oggi esibisce una cinquecentesca pala d’altare restaurata nel 2021 e un’immagine settecentesca della Vergine lauretana. Terza e ultima la semplice chiesa di Mis: costruita nel 1901 e dedicata alla Madonna delle Grazie, ha una facciata a due spioventi, ornata da archetti pensili di gusto neogotico, un portale lapideo ad arco a sesto acuto e un alto campanile a cuspide.

Fonte del testo: GognaBlog

L’interno della chiesetta secentesca della Madonna di Caravaggio, nella frazione Marcoi, Sagron Mis.
Foto: Roberto Copello.

 

Santa Messa nella Memoria Liturgica della Beata Maria Serafina del Sacro Cuore anno 2026

Santa Messa nella memoria Liturgica della
Beata Maria Serafina del Sacro Cuore. 

Nel 15° anniversario della Beatificazione.
Giovedì 28 maggio ore 18.00 Chiesa di Imèr. 

 

Giovedì 28 maggio

Memoria liturgica della Beata Maria Serafina del Sacro Cuore

🕕 Ore 18.00
Santa Messa nella chiesa di Imèr.

Mercoledì 27 maggio

🕗 Ore 8.00
Santa Messa nella chiesa di Mezzano.

Pellegrinaggio a Faicchio sui luoghi della Beata Serafina Micheli.
Pellegrinaggio a Faicchio sui luoghi della Beata Serafina Micheli.

Beata Suor Serafina Micheli

A 15 anni dalla festa della beatificazione di Suor Maria Serafina del Sacro cuore a Faicchio ci ritroviamo come comunità parrocchiali nella chiesa di Imèr per onorare la memoria liturgica della Beata, in attesa di celebrare, il prossimo settembre, il 10° anniversario della Beatificazione.

Chi è suor Serafina Micheli?
Fonte delle notizie, Santi e Beati.

Beata Maria Serafina del Sacro Cuore (Clotilde Micheli) Fondatrice

28 maggio

Imer, Trento, 11 settembre 1849 – Faicchio, Benevento, 24 marzo 1911

 

La sua vita è la prova provata che, quand’anche una “telefonata celeste” indirizzasse chiaramente una persona verso una ben definita vocazione, la concretizzazione di questa è affidata al discernimento ed alla faticosa ricerca personale, da cui nessuno è esentato, tantomeno i santi. Clotilde Micheli nasce l’11 settembre 1849 a Imèr (Trentino) e dalla famiglia avrebbe tutto ciò che serve a far sbocciare una vocazione religiosa: un papà soprannominato “giusto”; una mamma che si divide tra casa e chiesa e che attira, come pensano i suoi vicini, le benedizioni del cielo sul paese; una sorella che sembra avere il filo diretto con il paradiso e che riceve in visione precise indicazioni sulla futura vita religiosa di Clotilde. Le visioni, appunto, di cui oggi non si parla volentieri: ne beneficiano prima la sorella e poi la stessa Clotilde, ma non sono, come a prima vista sembrerebbe, un particolare privilegio, casomai un tormento. Perché se, proprio grazie alle visioni, è ben chiaro il progetto di Dio su di lei, queste accentuano anche le sue fatiche per attuarlo. In particolare, le sembra evidente che Dio non la vuole suora tra le tante già esistenti, bensì fondatrice di una nuova congregazione che abbia lo specifico scopo di adorare la SS. Trinità, con speciale devozione alla Madonna ed agli Angeli, quali modelli di preghiera e di servizio. Ma dato che il diventare fondatrice non è precisamente come bere un bicchier d’acqua, ecco le prime difficoltà, che sembrano a dir poco insormontabili. Gli ostacoli maggiori non li riscontra in famiglia, che anzi la sollecita a rispondere alla sua vocazione, piuttosto in lei ed in chi dovrebbe consigliarla e sostenerla. Monsignor Agostini, futuro patriarca di Venezia, la incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa, ma lei si spaventa ed ha paura di non essere all’altezza della situazione; si trasferisce a Padova, dov’è sostenuta da un altro consigliere spirituale illuminato, che però muore troppo presto; con un sotterfugio qualcuno cerca di farla sposare e lei scappa in Germania, dove si sono trasferiti i genitori, e per otto anni si mette al servizio dei malati come infermiera piena di dolcezza e carità, ma neanche questa è la sua strada. Per farla breve, tra una spinta ed un tentennamento, Clotilde a 38 anni ancora non ha capito dove il Signore la sta attirando. Decide così di andargli incontro, iniziando un pellegrinaggio a piedi che ha come meta Roma e come tappe intermedie i principali santuari mariani. Qui entra nell’Istituto delle Immacolatine prendendo il nome di suor Annunziata, ma vi rimane poco più di due anni, il tempo cioè per accorgersi che non è quello il posto per lei. L’irrequieta Clotilde prosegue così il suo viaggio verso Caserta, nei cui dintorni, finalmente, riesce a raccogliere le prime cinque ragazze che a giugno 1891 prendono il velo insieme a lei: nascono così le Suore degli Angeli, adoratrici della Trinità, proprio come fin da ragazza aveva sognato. Lei prende il nome di Suor Maria Serafina del sacro Cuore ed appena un anno dopo alle sue prime suore viene affidato un orfanotrofio. L’assistenza all’infanzia ed alla gioventù abbandonata diventa così il carisma specifico, coniugato alla preghiera adorante che Madre Serafina sente come loro impegno primario. “Figliole mie, imparate a sorridere sempre”, raccomanda, mentre lei è la prima ad esercitarsi quando arriva la malattia, attraversa l’incomprensione di alcune consorelle, fa fronte alle calunnie che minano ed indeboliscono sempre più il suo fisico. Non aveva detto un giorno: “Signore non so amarti, ma insegnami a patire, che patirò per amore”?  Probabilmente le tocca anche una lunga notte dello spirito, se ad una consorella confida: “So che amo il Signore, ma non lo sento”.   Così, consumata dalle sofferenze fisiche e morali, spira il 24 marzo 1911, esattamente un secolo fa, mentre le sue figlie continuano “come gli Angeli ad adorare la Trinità e sono sulla terra come essi sono nei cieli”. Proclamata venerabile nel 2009, Madre Serafina Micheli è stata beatificata il 28 maggio 2011.

Autore: Gianpiero Pettiti

Fonte delle notizie, Santi e Beati.


 

Clotilde Micheli nacque a Imer (Trento) l’11 settembre 1849 da genitori profondamente cristiani; a 3 anni come si usava allora, ricevé il Sacramento della Cresima, a Fiera di Primiero dal vescovo-principe di Trento mons. Tschiderer; a 10 anni ricevé la Prima Comunione.
A partire dalla sua giovinezza la vita di Clotilde Micheli sembra un romanzo ottocentesco, in realtà la Volontà di Dio plasmava quest’anima predestinata, facendola vagare da un posto all’altro, alla ricerca di come realizzare la rivelazione fattagli dalla Madonna il 2 agosto 1867, mentre a 18 anni era in preghiera come al solito nella chiesa di Imer.
La Madonna le manifestò la Volontà di Dio che venisse fondato un nuovo Istituto religioso, con lo specifico scopo di adorare la SS. Trinità, con speciale devozione alla Madonna ed agli Angeli, quali modelli di preghiera e di servizio.
Seguendo il consiglio di una donna saggia e prudente di Imer, Costanza Piazza, Clotilde si recò a Venezia per consigli spirituali da mons. Domenico Agostini, futuro patriarca della città lagunare, il quale consigliò la giovane ad iniziare l’opera voluta da Dio, invitandola a stenderne la Regola.
Ma essa presa dal timore di non riuscire, strappò le lettere di presentazione e ritornò ad Imer. Nel 1867 si trasferì da sola a Padova, qui rimase per nove anni fino al 1876, seguendo la guida spirituale di mons. Angelo Piacentini, professore del locale Seminario, cercando di capire meglio la chiamata ricevuta.
Alla morte del Piacentini nel 1876, Clotilde Micheli si recò a Castellavazzo (Belluno) presso l’arciprete Gerolamo Barpi, il quale conosciute le intenzioni della giovane, mise a sua disposizione un vecchio convento per la nuova fondazione.
Nel 1878 Clotilde stava per subire con un sotterfugio, un matrimonio combinato, per cui avendolo saputo, se ne fuggì in Germania ad Epfendorf nel Wurttemberg, dove i genitori si erano da poco trasferiti per lavoro.
Rimase in Germania sette anni, dal 1878 al 1885 lavorando come infermiera presso l’Ospedale delle Suore Elisabettine e facendosi notare per la sua carità e la delicatezza usata verso gli ammalati. Dopo la morte della madre nel 1882 e del padre nel 1885, decise di lasciare definitivamente la Germania e ritornò ad Imer suo paese natio.
Due anni dopo, questa irrequieta donna di 38 anni, insieme alla cugina Giuditta, intraprese nel maggio 1887 un pellegrinaggio a piedi verso Roma, facendo tappe a vari Santuari Mariani, con devozione e spirito di penitenza, sempre intenzionata a verificare ancora la Volontà di Dio, circa la fondazione ideata.
Ad agosto giunsero a Roma e ospitate dalle Suore di Carità Figlie dell’Immacolata (Immacolatine) fondate da Maria Fabiano; la fondatrice conosciuta Clotilde più profondamente, la convinse a prendere l’abito del suo nascente Istituto, promettendole di lasciarla libera se si fosse attuato il suo disegno giovanile.
Clotilde prese il nome di suor Annunziata e rimase fra le Immacolatine fino all’inizio del 1891, ricoprendo anche la carica di superiora dal 1888 al 1891 nel convento di Sgurgola d’Anagni.
La sua discesa verso l’Italia del Sud proseguì nel 1891, arrivando ad Alife (Caserta) su invito di padre Francesco Fusco da Trani, francescano conventuale, che intendeva proporre a Clotilde la realizzazione di una fondazione ideata dal vescovo mons. Scotti, ma lei constatò che il progetto del vescovo, non concordava con quello che sembrava essere il disegno di Dio su di lei.
Dopo essersi spostata a Caserta ospite di una famiglia che la sosteneva, Clotilde passò nella vicina Casolla con due giovinette che si erano unite a lei. Dopo alcuni mesi, il vescovo di Caserta mons. De Rossi, principe di Castelpetroso, autorizzò la vestizione religiosa del primo gruppo di cinque suore, che avvenne con la presenza di padre Fusco il 28 giugno 1891, la nuova Istituzione prese il nome di Suore degli Angeli, adoratrici della SS. Trinità.
La fondatrice Clotilde Micheli aveva 42 anni e prese il nome di suor Maria Serafina del Sacro Cuore. Un anno dopo un primo nucleo di suore fu inviato a gestire un orfanotrofio a S. Maria Capua Vetere (Caserta), che divenne anche la prima Casa dell’Istituto, seguita poi da altre opere, volte ad aiutare l’infanzia e la gioventù abbandonata.
Ma per madre Serafina cominciò, a partire dalla fine del 1895, un periodo di sofferenze fisiche, che dopo un intervento chirurgico molto delicato, sollecitato dallo stesso vescovo di Caserta, la indebolì vistosamente. Nel frattempo dopo varie vicende fu aperta nel giugno 1899 la Casa di Faicchio (Benevento) che in seguito diventerà l’Istituto di formazione della Congregazione. Madre Maria Serafina fu impegnata a realizzare altre opere ad un ritmo sostenuto che la indebolì ulteriormente, tanto da costringerla a non muoversi più da Faicchio.
Come quasi tutte le fondatrici di Congregazioni religiose, anche lei ebbe molto a soffrire moralmente per le incomprensioni patite anche all’interno stesso del suo Istituto, e il 24 marzo 1911, consumata dalle sofferenze fisiche morì nella Casa di Faicchio, dove è tumulata.
Per la santità della sua vita, che aumentò dopo la sua morte, le sue Suore degli Angeli avviarono la causa per la sua beatificazione, con il nulla osta della Santa Sede del 9 luglio 1990 e che procede presso la competente Congregazione per le Cause dei Santi. Il suo carisma di prescelta con un intervento della Vergine nel lontano 1867, l’accompagnò per tutta la vita e si diffonde tuttora nella sua Congregazione, come dono dello Spirito Santo: “Come gli Angeli adorerete la Trinità e sarete sulla terra come essi sono nei cieli”.


Autore: 
Antonio Borrelli

Sagra di Prade in onore alla Beata Vergine di Caravaggio 31 maggio 2026

🌿 SAGRA DI PRADE 🌿

Domenica 31 maggio 2026 la comunità di Prade
si ritrova in festa per vivere insieme una giornata di fede, incontro e amicizia.

⛪ Alle ore 10.00
Santa Messa solenne con processione per le vie del paese.

🥂 A seguire aperitivo insieme, per condividere la gioia della festa patronale in un clima semplice e familiare.

Un invito aperto a tutta la comunità, ai villeggianti e agli amici di Prade! ☀️

 

Unificazione delle Parrocchie

CON OCCHI NUOVI

Fratelli e sorelle,
oggi, nella Domenica dell’Ascensione, il Signore ci invita a guardare in alto per imparare ad abitare la terra con occhi nuovi. Ed è proprio con questo spirito che desideriamo condividere con voi un passo importante per il futuro delle nostre comunità cristiane.

Negli ultimi tre anni il Consiglio pastorale decanale, i Comitati parrocchiali e i Consigli per gli affari economici di Primiero, Vanoi e Mis hanno vissuto un intenso cammino di confronto, ascolto e discernimento. Un percorso fatto di dialogo, domande, fatiche e speranze, che ci ha portati a maturare una proposta da presentare al Vescovo Lauro: la nascita di un’unica Parrocchia che raccolga le attuali tredici parrocchie del territorio.

Non si tratta di una rinuncia né di una resa. Al contrario, nasce dalla consapevolezza che camminare insieme genera frutti nuovi. In questi anni abbiamo sperimentato quanto sia prezioso condividere talenti, energie e sensibilità diverse. Abbiamo visto comunità vive ritrovarsi attorno all’Eucaristia, collaborazioni capaci di allargare lo sguardo e creare nuove possibilità.

Siamo però anche consapevoli delle sfide che abbiamo davanti: il calo delle vocazioni, i tanti banchi vuoti nelle nostre chiese, la fatica crescente nel sostenere da soli strutture e attività. Restare immobili significherebbe lasciare che il fuoco si spenga lentamente. Sentiamo invece la responsabilità di custodire il futuro delle nostre comunità.

Abbiamo accolto l’invito del Vescovo Lauro durante la Visita pastorale: non vivere la Chiesa come semplice gestione burocratica o continua ricerca di risorse economiche, ma come luogo di relazioni, prossimità e Vangelo vissuto. Per questo desideriamo un’organizzazione più leggera, che ci permetta di dedicare più tempo alle persone, alla preghiera, alla carità e all’annuncio del Vangelo.

I campanili non scompariranno.
Le tradizioni, le sagre, i santi patroni e la storia delle nostre comunità resteranno custoditi con cura. Anche le offerte destinate alle singole parrocchie continueranno a rimanere legate alle rispettive comunità: la generosità di chi ci ha preceduto resta per noi un patrimonio sacro.

Sarà un percorso graduale, che richiederà tempo, pazienza e ascolto reciproco. Per questo invitiamo tutti a partecipare alle assemblee pubbliche dedicate al cammino di unificazione:

  • Martedì 26 maggio – ore 20.15
    Comunità di Mezzano-Imèr
    Centro Civico di Mezzano
  • Mercoledì 27 maggio – ore 20.15
    Comunità di Soprapieve
    Oratorio di Pieve
  • Giovedì 28 maggio – ore 20.15
    Comunità del Vanoi
    Oratorio di Canal San Bovo

Restiamo uniti, custodendo la bellezza della nostra storia e trovando il coraggio di guardare avanti con la speranza del Vangelo.

La pace di Cristo Risorto raggiunga tutti voi.


PREGHIERA PER IL CAMMINO DI UNIFICAZIONE

Signore della Pace,
che oggi torni a cercarci, guarda le nostre valli di Primiero, Vanoi e Mis.

Ti diciamo grazie per le nostre radici, per il suono delle campane che accompagna la vita dei nostri paesi. Ma oggi ti chiediamo anche il coraggio di non restare attaccati a ciò che ci appesantisce.

Aiutaci a sentirci davvero fratelli, a camminare insieme come un’unica famiglia, accorciando le distanze tra le nostre comunità perché possa fiorire la tua gioia. Amen.


AFFIDAMENTO A MARIA E CAMMINO DI PREGHIERA

Domenica 24 maggio – ore 20.30

Chiesa della Madonna dell’Aiuto

Le comunità cristiane di Primiero, Vanoi e Mis affideranno a Maria il cammino di unificazione delle nostre parrocchie e invocheranno il dono della pace nel mondo.

Seguiranno:

  • processione fino all’Arcipretale di Pieve
  • recita comunitaria del Santo Rosario

Le comunità di Soprapieve sono invitate a partecipare anche all’Ottavario di preghiera dal 18 al 22 maggio presso la Chiesa della Madonna dell’Aiuto.

Programma dell’Ottavario

  • Ore 8.30 – Santa Messa
    (Mercoledì 20 maggio seguirà l’Adorazione Eucaristica)
  • Ore 20.00 – Santo Rosario comunitario
    animato dalle parrocchie e dai gruppi di catechesi

Venerdì 22 maggio

Festa del Perdono

Dalle ore 17.00, presso l’Arcipretale di Pieve,
63 bambini di terza elementare di Primiero e Vanoi celebreranno il rito della Prima Confessione.

Seguirà in oratorio un’apericena preparata dai ragazzi del dopo Cresima.

Alle ore 11.00 il quadro della Madonna sarà tolto dalla nicchia ed esposto alla pubblica venerazione.


Sabato 23 maggio

Confessioni

Arcipretale di Pieve
dalle ore 16.00 alle 17.30


Mercoledì 20 maggio – ore 17.30

Incontro con l’Unione Diocesana Sacristi

Presso l’oratorio di Pieve saranno accolti i membri dell’Unione Diocesana Sacristi.
Sono invitati tutti coloro che si prendono cura delle nostre chiese.
Per informazioni rivolgersi a don Augusto.

MARIA, LA TUTTA BELLA

Alfabeto del Mistero

Già nel lontano 1999, nella Lettera agli artisti, san Giovanni Paolo II scriveva:

“La bellezza è cifra del mistero e richiamo al trascendente.
È invito a gustare la vita e a sognare il futuro”.

La bellezza è davvero una sorta di alfabeto del mistero, un ponte verso ciò che non vediamo ma percepiamo nel profondo.

La Chiesa, quando pensa alla bellezza, ricorre spesso a due immagini: la Beata Vergine Maria e le chiese. Entrambe riflettono una Bellezza più grande, che supera il tempo e lo spazio, trascende il passato, abita il presente e si apre con speranza al futuro: Dio stesso, somma Bellezza divina, incarnato nelle fragilità dell’umanità.

In questo periodo ci siamo abituati a vedere, sul lato nord della chiesa Arcipretale di Pieve, un ponteggio che sale lungo l’immagine dell’Hortus conclusus, il “giardino chiuso”. Un’immagine che ci ricorda come prendersi cura della “Casa di Dio” non sia un semplice esercizio estetico o un vezzo per amanti dell’arte, ma un gesto d’amore profondo: custodire la memoria spirituale che definisce un popolo.

Parliamo di una delle opere più importanti del nostro territorio, appartenente alla scuola tedesca del Cinquecento, oggi affidata al delicato restauro della ditta trentina di Enrica Vinante, del marito Andrea e delle loro collaboratrici.

Ridare luce ai colori e alle linee di questo giardino simbolico, segnati dal tempo, significa prima di tutto accarezzare il cuore della nostra chiesa madre.

L’Hortus conclusus non è soltanto un’antica immagine: è una vera teologia visiva. Quel “recinto mistico” racconta la purezza della Vergine Maria, avvolta e colmata dall’amore di Dio per l’umanità.

Un grazie sincero a quanti accompagnano questo importante restauro con la preghiera, l’interessamento e la generosità.

Se il restauro ridà voce alle pietre, è la gente a dare anima all’edificio.

Chiesa della Madonna Dell'Aiuto a Fiera - Foto Luciana Bettega
Chiesa della Madonna Dell’Aiuto a Fiera – Foto Luciana Bettega
Per questo, domenica 24 maggio non sarà una data qualsiasi per Primiero, Vanoi e Mis. Si celebrerà il tradizionale Voto dei Padri, il saluto alla Madonna dell’Aiuto: un appuntamento che profuma di identità, memoria e radici.

Uscirà il quadro originale, portato a spalla tra la gente.

È un’immagine potente: Maria, Madre di Dio, che non trattiene il Figlio per sé, ma lo mostra al mondo, affinché ogni uomo e ogni donna possano incrociare il suo sguardo ed essere raggiunti da quella Bellezza che salva il mondo.

La processione non è nostalgia del passato, né paura del presente.

In un tempo in cui i conflitti continuano a ferire la vita dei popoli, accogliamo l’invito di papa Leone a essere una Chiesa capace di parole chiare per le vittime della violenza e della guerra.

Nella preghiera comune chiederemo alla Vergine Maria di fermare la follia delle armi e di donarci il coraggio di custodire la vita umana in ogni sua fase, dal primo respiro fino all’ultimo.

Onorare Maria per le strade dei nostri paesi significa anche questo: sporcarci i piedi per costruire una società dove la pace sia carità concreta e quotidiana, non soltanto una fragile pausa tra un’esplosione e l’altra.

Marcia per la Pace -16 maggio 2026

🕊️ Grande Marcia della Pace

3ª Marcia della Pace di Primiero

📅 Sabato 16 maggio 2026
🕝 Dalle 14.30

Promossa dall’Associazione di Promozione Sociale “TraMe e Terra”,
insieme a Primiero per la Pace.


🚶‍♀️ Un cammino per la pace, aperto a tutti
Un’occasione per mettersi in cammino insieme, tra comunità, famiglie e giovani,
per testimoniare che la pace nasce dai passi di ciascuno.


📍 Percorso

  • Partenza da Imèr (Via Nazionale)
  • Tappa a Mezzano
  • Risalita lungo la ciclabile
  • Arrivo a Fiera di Primiero – Giardini Vallombrosa

🎶 All’arrivo

  • Concerto della Scuola Musicale di Primiero
  • Musica, cibo e momenti di festa per tutti

🚐 Navetta gratuita per il rientro da Vallombrosa a Imèr


👉 Partecipiamo numerosi!
Perché la pace si costruisce insieme, passo dopo passo.

Festa patronale San Gottardo – Passo Gobbera – 3 maggio 2026

Domenica 3 maggio 2026 alle 10.00,

⛰️ Festa di San Gottardo

Patrono della chiesa di Passo Gobbera

Domenica 3 maggio 2026, alle ore 10.00,
celebreremo la Santa Messa in onore di San Gottardo,
patrono della nostra chiesa.

🙏 Un momento prezioso per ritrovarci come comunità,
affidare al Signore le nostre famiglie, il lavoro e la vita della nostra valle,
nel segno della fede semplice e radicata che ci è stata trasmessa.

✨ La festa del Patrono è un’occasione per custodire le nostre tradizioni
e riscoprire la bellezza di camminare insieme.

👉 Tutti sono invitati a partecipare

 

Nell’archivio interparrocchiale del Vanoi, riguardante la chiesa di san Gottardo, ci sono due grossi fascicoli contenenti carteggi vari e rendicontazioni che riportano le spese della fabbriceria dalla costruzione della sacrestia e del campanile in poi. Da questi documenti abbiamo preso le notizie seguenti.

La prima cappella è stata costruita per volontà di Basilio fu Nicolò Gobber nel 1682 tutto a proprie spese. (Documento di fondazione 27 – 09 – 1682 sotto la giurisdizione di Primiero e Castel Pietra) . Tale cappella dedicata a San Rocco (16 agosto), San Gottardo (5 maggio) e alla Madonna di Loreto (10 ottobre), è stata completamente demolita per far posto a quella attuale nel 1892.

La chiesa attuale presenta una lapide sulla parete ovest che ricorda la prima fondazione.
Nel 1758 il vescovo di Feltre mons. Andrea Menucci visita la cappella della Gobbera.
La demolizione avviene nel 1889.

Segue su questa pagina:
Chiesa di San Gottardo al Passo Gobbera

Il 15 -11 – 1914 inizia il suo servizio pastorale don Giovanni Battista Boso di Caoria, sacerdote missionario. Curioso è il “contratto”:
–    400 corone dal comune. Questa era la cifra che normalmente il comune versava al secondo coadiutore di Canal san Bovo che non c’era più.
–    200 corone per la scuola
–    8 passi (1 pass era quasi 1,5 m3) di legna tagliata sul piazzale fornita dagli abitanti della frazione
–    Uso della canonica e dell’orto adiacente
–    Permesso della questua del lino a santa Caterina
–    Questa delle uova
–    Questa del burro a pasqua
–    Per battesimi Cor. 0.30
–    Per accompagnare un defunto fino a Canal san Bovo Cor 2 (meno se era un bambino)
–    La quota per la messa secondo la tariffa diocesanaIl contratto è accettato dai capi famiglia: seguono 39 firmeNel 1935 don Boso per malattia e probabilmente vecchiaia non celebra più l’eucaristia nella chiesa.
In una lettera tra il parroco di Canal san Bovo e il vicario generale si chiedono informazioni sugli avventisti nella frazione di Zortea.Altro sacerdote stabile fu don Antonio Bond con entrata il 30 – 11- 1949.
Gia dal 1956 non c’è più sacerdote stabile alla Gobbera infatti il vescovo affinché il parroco possa celebrare l’eucaristia domenicale nella frazione gli concede il permesso di binare e trinare.
INTERESSANTE
Dietro l’armadio di sacrestia c’è questa scritta a matita:
18 giugno 1923
Stamattina nevico dalle 5 alle 8. Alle 8 era tutto bianco di neve finoGhiaie lungo il Vanoi in Canale
I paesani andarono a prendere le mucche In montagna.20 giugno 1923
Le segature sulle Vederne sono ancora tutte bianche di neve. (segature sono le piante tagliate e portate a valle).

Chiesa Passo Gobbera Ph Renato Orsingher
Chiesa Passo Gobbera
Ph Renato Orsingher

Santo Rosario nel mese di Maggio 2026

🌸 MAGGIO CON MARIA – Parrocchie di Imèr e Mezzano

NELLA PREGHIERA DEL ROSARIO

Il Santo Rosario viene pregato:

  • Prima delle Messe feriali
    • 📍 Imèr: lunedì e mercoledì
    • 📍 Mezzano: martedì e giovedì
  • 📍 Chiesa della Madonna dell’Aiuto
    👉 dal lunedì al venerdì alle ore 20.00

🙏 Preghiera nei rioni

I rioni che desiderano ritrovarsi presso i capitelli per la preghiera del Rosario
possono organizzarsi autonomamente.


📅 Momenti comunitari

🗓 Sabato 30 maggio – ore 20.00
👉 Processione dal Brolo a Mezzano
👉 Rosario al capitello delle Scure

🗓 Domenica 31 maggio – ore 20.00
👉 Processione dalle scuole di Imèr
👉 Rosario al capitello della Madonna del Bus 

 

Parrocchie del Vanoi 👇


🌸 MAGGIO CON MARIA

Nella preghiera del Rosario e nella Santa Messa

🙏 Ogni giorno
📍 Chiesa di Caoria
🕓 Ore 16.00 – Preghiera del Santo Rosario

🙏 Dal lunedì al venerdì
📍 Chiesa di Canal San Bovo
🕓 Ore 18.00 – Preghiera del Santo Rosario

🙏 Ogni venerdì di maggio
📍 Cappella di Lausen
🕗 Ore 20.00 – Santa Messa

📅 Venerdì 15 maggio
📍 Cappella del Pront
🕒 Ore 15.00 – Santa Messa

🌹 Venerdì 13 maggio – Festa della Madonna di Fatima
📍 Capitello dei Gasperi (Ronco)
🕗 Ore 20.00 – Preghiera del Santo Rosario


 

Parrocchie di Soprapieve – Fiera, Transacqua, Siror, Tonadico, Mis, San Martino.

🌸 MAGGIO CON MARIA

Nella preghiera del Rosario

📍 Chiesa della Madonna dell’Aiuto
🕗 Dal lunedì al venerdì alle ore 20.00

📍 San Martino di Castrozza
🕠 Da lunedì a sabato alle ore 17.30

🙏 Nelle altre parrocchie
Il Rosario viene pregato prima delle Sante Messe

 

Come recitare il rosario.  (leggi sul sito di Radio Maria)

Come recitare il rosario

Come recitare il rosario.