Nel clima ancora vivo del Natale, domenica 28 dicembre alle ore 20.30, il Monastero delle Clarisse Cappuccine di Tonadico
ospiterà un suggestivo momento di ascolto e meditazione dal titolo “Puer natus in Bethlehem”.
La serata vedrà la partecipazione dell’Ensemble vocale femminile della Scuola Musicale di Primiero, insieme alle Monache Clarisse Cappuccine, in un intreccio di letture spirituali e canti della tradizione natalizia.
La direzione musicale è affidata al Maestro Paola Crema.
Il titolo dell’incontro richiama l’antico canto natalizio che annuncia la nascita del Salvatore a Betlemme, invitando ciascuno a sostare nel silenzio, nell’ascolto e nella contemplazione del mistero dell’Incarnazione.
L’iniziativa si inserisce come un’occasione significativa per prolungare la gioia del Natale e viverne il significato più profondo, attraverso la musica, la parola e la preghiera.
Natale in musica: il Coro Sass Maor anima la Santa Messa del 25 dicembre
Nel giorno del Natale, mercoledì 25 dicembre, la comunità è invitata a vivere un momento di particolare intensità spirituale e musicale.
Alle ore 18.00, presso l’Arcipretale di Santa Maria Assunta a Fiera di Primiero (Pieve), durante la Santa Messa, il Coro Sass Maor accompagnerà la celebrazione con il canto, offrendo un contributo prezioso alla preghiera comune e aiutando a contemplare il mistero della nascita di Gesù attraverso la bellezza della musica sacra.
Il canto corale, da sempre parte integrante della liturgia, diventa in questa solennità un segno di gioia, di comunione e di lode, capace di unire voci e cuori nel celebrare il Natale del Signore.
Tutti sono cordialmente invitati a partecipare a questa celebrazione, per vivere insieme un Natale fatto di fede, ascolto e condivisione.
Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta – Fiera foto Luciana Bettega
«Ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si impara a
disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si
custodisce il perdono. La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile,
fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione.
E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa». (Papa Leone XIV ai Vescovi della CEI – Roma, 17 giugno 2025)
La speranza, la vigilanza, la conversione, l’attesa, l’ascolto, la gioia, lo stesso Gesù,
sono doni che Maria, madre dei poveri, ci insegna ad accogliere e coltivare;
sono il contenuto prezioso dell’Avvento/Natale.
Pellegrini di Speranza, in quest’anno giubilare, ci lasciamo accogliere dalla Porta:
Cristo Gesù nostra speranza.
Lui viene al nostro incontro, con il fuoco del suo Spirito brucia ciò che schiavizza i cuori
e li rende incapaci di amare.
I doni dell’Avvento sopra citati ci permettono di aprire gli occhi per rallegrarci
dell’opera dello Spirito in mezzo a noi.
Come a Maria titubante, paurosa
(per lei è impossibile dare alla luce un figlio, non conosce uomo!),
l’Angelo le indica l’opera di Dio in Elisabetta
(lei che tutti dicevano sterile, è al sesto mese! Nulla è impossibile a Dio!),
così, lo stesso Angelo, risponde alla sfiducia, paura, scoraggiamento
proprio dei nostri giorni, indicandoci l’opera dello Spirito:
**È SEMPRE NUOVO E GIOVANE LO SPIRITO DI GENEROSITÀ
NEL CUORE DI TANTI VOLONTARI NELLE NOSTRE COMUNITÀ.**
Nei Vigili del fuoco, che ci hanno introdotto con la celebrazione della loro patrona
Santa Barbara, in questo tempo forte della vigilanza che caratterizza l’Avvento,
negli Alpini ed in tanti gruppi ed associazioni che non pretendiamo elencare
ma che nella gratuità e con la finalità di fare bella la nostra convivenza
servono nel silenzio,
nell’amore paziente che si esercita nelle famiglie
e al servizio degli anziani ed ammalati,
CONTEMPLIAMO IL MONDO NUOVO,
LA PACE CHE SI ACCENDE,
LA REALIZZAZIONE DEL SOGNO DI DIO,
IL NATALE 2025 CHE CI ACCINGIAMO A CELEBRARE.
Particolarmente ricco il nostro Avvento 2025 che ci fa riaprire l’elenco
delle opere dello Spirito fra noi:
la bellissima testimonianza di p. Francesco Patton
dalla martoriata Palestina con il suo libretto/provocazione “Disarmare il cuore”.
Luigi, Lena, Giansiro, Artemis, membri delle nostre comunità
che in questo Avvento hanno celebrato il compimento
del loro pellegrinaggio
e che continuano a vivere tra noi
per la bellezza dell’amore che hanno dato e ricevuto.
I quaranta ragazzi accompagnati dalle catechiste,
le famiglie, i loro padrini e madrine,
a cui il Vescovo Lauro ha conferito
il sacramento della Confermazione.
Il Sì rinnovato di tante coppie
che hanno celebrato un anniversario importante
del loro percorso.
Presepio di sassi a Ronco Pieroi. Foto Mario Demarchi
I presepi nelle nostre chiese, strade e case,
preparati con amore,
con l’incessante preghiera:
VIENI SIGNORE GESÙ!
Che la luce della Parola che si fa carne
alimenti la Speranza nei nostri cuori.
Mentre scrivo questi auguri, sono davanti al presepe in canonica a Pieve. L’ho preparato nei ritagli di tempo. Gli impegni di questo periodo sono tanti e mi sembra sempre di avere la sensazione che il tempo a disposizione non basti mai.
E così, per un attimo, chiudo gli occhi, ascolto il cuore e penso al “Bambino nato a Betlemme, un neonato, adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello” (Fonti francescane).
Cosa chiedere in questo Natale per tutti voi, per le nostre famiglie, per i piccoli e grandi?
C’è un pastore nel presepe che ha le mani vuote, ma lo sguardo verso la capanna di Betlemme.
Ecco il dono: lo stupore. Ha le mani vuote, nessun dono da poter offrire se non quello del proprio incanto.
È il dono che ci ha lasciato il Vescovo Lauro nella sua Visita pastorale in mezzo a noi: guardare e guardarci con gli occhi di Gesù di Nazareth.
E dinanzi a un po’ di fieno intravedo una culla di un amore così folle da farsi carne, per condividere la debolezza e la fragilità di coloro che ama, tramutandole in forza e vitalità infinite.
Il pastore, che abita i nostri presepi, con le braccia allargate e le mani vuote, non ha altro desiderio se non quello di accogliere l’unica cosa che dà senso al vivere e al morire: l’Amore.
“Sì, perché il Bambino di Betlemme è tutto Amore, solo Amore, nient’altro che Amore. È amore che guarisce dall’odio e dall’indifferenza. È amore che risana le ferite del cuore. È amore che rimette in piedi, dona vigore ai sogni, muove la storia umana verso orizzonti di pace e di giustizia. È amore che rende gli occhi capaci di scorgere la luce anche nel bel mezzo della notte. Della mia notte, delle nostre notti, della notte del mondo.” (don Mimmo Battaglia)
E quante volte ci siamo chiesti: quando arriverà la luce? Quando terminerà la notte del dolore, del male, della violenza?
Quante volte questa domanda è stata posta dai ragazzi al Vescovo Lauro, dalle persone sofferenti in Casa di Riposo, dai genitori che hanno perso un figlio. E quante volte io stesso, nel profondo della mia preghiera, l’ho posta al Signore.
E la risposta di Dio è una sola: la tua notte, la notte nel mondo, termina quando il nostro cuore diventa fieno, la nostra vita diventa culla, le nostre parole diventano carezze, i nostri sogni diventano voci di angeli che annunciano la pace, e la nostra vita si trasforma in Vangelo, capace di accogliere il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo.
Accogliere il Vangelo, sì, è questo ciò che auguro a me e a tutti voi in questo Natale.
Il Vescovo Lauro ci ha aiutato a cogliere la bellezza e la forza di uomini e donne, piccoli e grandi che sono “Vite che sanno di Vangelo”.
Faccio mia l’invocazione del nostro Vescovo:
“Vieni Signore Gesù e donaci ancora una volta il tuo modo di stare al mondo, quel modo di stare al mondo per cui le storie degli altri ci toccano, ci feriscono, ci coinvolgono”.
BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO!
Il parroco don Giuseppe, con don Bepi, don Carlo, don Gianpietro, don Ilario, don Silvio, Diacono Alessandro
Partecipa anche tu alla Marcia per la Pace per le vie di Primiero.
Fiaccolata di Natale per la Pace – Mercoledì 24 dicembre 2025
L’Unità Pastorale di Soprapieve invita tutta la comunità a partecipare alla Fiaccolata di Natale per la Pace, un momento comunitario semplice ma profondamente significativo, per accogliere insieme la luce del Natale e invocare il dono della pace nelle nostre famiglie e nel mondo.
📅 Mercoledì 24 dicembre 2025
⏰ Partenza ore 21.00 dalla Chiesa di Transacqua (ritrovo 10 minuti prima)
Il percorso della fiaccolata attraverserà alcuni luoghi simbolici delle nostre comunità: Ormanico, Treponti, la Chiesa del Convento delle Suore Cappuccine, la Madonna dell’Aiuto, fino a raggiungere la Chiesa Arcipretale di Pieve.
Qui, al termine del cammino, celebreremo insieme la Santa Messa di Natale alle ore 22.30.
✨ Un cammino di luce e speranza
La fiaccolata vuole essere un pellegrinaggio semplice e accessibile a tutti, un gesto di comunione e fraternità che ci prepara a vivere la Notte Santa con cuore rinnovato. Cammineremo insieme come “Pellegrini di Speranza”, portando nel silenzio e nella preghiera le attese, le fatiche e i desideri delle nostre comunità.
🤝 In collaborazione con Primiero per la Pace
TI ASPETTIAMO!
Portiamo insieme una luce che scalda il cuore e illumina la notte di Natale.
💖 Porta con te la voglia di condividere, camminare e pregare per un Natale di luce e armonia!
Il 24 dicembre è prevista una marcia chiamata “Pellegrini di speranza“. Questo evento comincia alle ore 21:00, con partenza dalla chiesa di Transacqua, e culmina con una Fiaccolata di Natale dedicata al tema della pace.
Il percorso della marcia condurrà i partecipanti fino all’ Arcipretale di Fiera, dove alle 22:30 verrà celebrata la Santa Messa. Questo evento sembra essere un’iniziativa speciale per unire la comunità in un momento di riflessione e spiritualità in occasione della vigilia di Natale.
La fiaccolata di Natale, come quella descritta, ha un significato simbolico profondo, specialmente in un contesto spirituale e comunitario. Ecco alcuni dei suoi significati principali:
1. *La luce come simbolo di speranza*
La fiaccola rappresenta la luce che illumina il buio, simboleggiando la speranza, la fede e la pace. In prossimità del Natale, richiama il tema centrale della nascita di Gesù, visto come la “luce del mondo” che porta speranza all’umanità.
2. *Il cammino verso la pace*
La marcia stessa, associata al concetto di “Pellegrini di speranza”, indica un viaggio fisico e spirituale. Ogni passo fatto insieme ai partecipanti è un segno di impegno verso la costruzione della pace, a livello personale e comunitario.
3. *Unità e comunità*
La fiaccolata coinvolge persone diverse unite dallo stesso obiettivo: celebrare il Natale in spirito di condivisione, solidarietà e armonia. Camminare insieme con la luce esprime l’importanza dell’unione e del sostegno reciproco per affrontare le difficoltà del mondo.
4. *Il fuoco come simbolo di purificazione*
Il fuoco della fiaccola può rappresentare un momento di purificazione e rinnovamento spirituale, un invito a lasciare andare ciò che è negativo e ad aprirsi a una vita più luminosa e piena di pace.
5. *L’annuncio della buona novella*
La fiaccolata richiama anche il gesto simbolico dei pastori che, illuminati dall’annuncio degli angeli, si mettono in cammino verso la grotta di Betlemme. La processione diventa quindi un atto di preparazione spirituale per accogliere il Natale.
Questo tipo di evento, soprattutto nella Vigilia di Natale, non è solo un’esperienza religiosa, ma anche un’occasione per riflettere su valori universali come la pace, la speranza e l’amore per il prossimo.
NOVENA DI NATALE, COS’È, QUANDO NASCE E COSA SIGNIFICA
Non è una preghiera ufficiale della Chiesa ma rientra tra le pie pratiche popolari. Si celebra nei nove giorni precedenti la solennità del Natale, dal 16 al 24 dicembre. Comprende vari testi che vogliono aiutare i fedeli a prepararsi spiritualmente alla nascita di Gesù. Fu eseguita per la prima volta in una casa di missionari vincenziani di Torino nel Natale del 1720, nella chiesa dell’Immacolata.
La Novena di Natale si celebra nei nove giorni precedenti la solennità del Natale cioè a partire dal 16 dicembre fino al 24. Comprende vari testi che vogliono aiutare i fedeli a prepararsi spiritualmente alla festa della nascità di Gesù.
Fino al Concilio Vaticano II si celebrava in latino, dopo il Concilio ne sono state approntate traduzioni nelle varie lingue.
In generale, le novene sono celebrazioni popolari che nell’arco dei secoli hanno affiancato le “liturgie ufficiali”. Esse sono annoverate nel grande elenco dei “pii esercizi”. «I pii esercizi», afferma J. Castellano, «si sono sviluppati nella pietà occidentale del Medioevo e dell’epoca moderna per coltivare il senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i santi, in un momento in cui il popolo rimaneva lontano dalle sorgenti della Bibbia e della liturgia o in cui, comunque, queste sorgenti rimanevano chiuse e non nutrivano la vita del popolo cristiano».
LE ORIGINI STORICHE
La Novena del Santo Natale fu eseguita per la prima volta in una casa di missionari vincenziani di Torino nel Natale del 1720, nella chiesa dell’Immacolata che si trovava a fianco del Convitto Ecclesiastico che i missionari gestivano per la formazione del clero.
Fra i missionari maggiormente stimati del Convitto vi era il padre Carlo Antonio Vacchetta (1665-1747), che era “maestro di sacre cerimonie e prefetto della chiesa e del canto”. Amico e frequentatore della casa dei missionari era il beato Sebastiano Valfré.
Entrambi avevano una particolare pietà verso l’umanità di Gesù e ne propagavano la devozione invitando i fedeli a contemplare e ad adorare il mistero dell’Incarnazione e della Natività di Cristo. È in questo ambiente particolarmente attento a vivere liturgicamente il Mistero di Gesù, Verbo Incarnato, che fu scritta e per la prima volta eseguita in canto la Novena di Natale.
La tradizione attribuisce a padre Vacchetta la redazione dei testi e della musica.
Grazie alle missioni popolari portate avanti dai vincenziani, la Novena fu diffusa in Piemonte, e da qui in tutta Italia. La diffusione fu facilitata dal fascino del suo canto e dalla semplicità della melodia.
A favorirne la devozione e la diffusione fu Gabriella Marolles delle Lanze, marchesa di Caluso. Questa, che aveva vissuto una giovinezza spensierata, e si era sposata prima con Carlo Agostino di Sale delle Lanze, e poi con il marchese di Saluzzo, rimasta vedova, e venuta ad abitare nei pressi della casa dei vincenziani di Torino, scelse come direttore spirituale il superiore, padre Domenico Amosso. E frequentando la chiesa dell’Immacolata restò particolarmente commossa dalle funzioni di preparazione al Natale, per cui stabilì nelle sue disposizione testamentarie che si facesse “ogni anno et in perpetuo la suddetta Novena”.
SIGNIFICATO DELLA NOVENA
Le profezie della nascita di Gesù furono tratte da brani dell’Antico Testamento e particolarmente dal profeta Isaia.
In esse è espresso non solo il profondo desiderio messianico dell’Antico Testamento con il desiderio che Dio si faccia presente sulla terra, ma in maniera espressiva viene cantata la supplica per la venuta di Gesù, l’eterno Presente nella storia degli uomini.
Varie sono le metafore che alimentano la gioia dell’attesa nella Novena: Gesù verrà come luce, come pace, come rugiada, come dolcezza, come novità, come Re potente, come dominatore universale, come bambino, come Signore giusto. La Novena vuole suscitare un atteggiamento nel credente: fermarsi ad adorarLo.
LA FORMA TRADIZIONALE
La novena di Natale, pur non essendo “preghiera ufficiale” della Chiesa, costituisce un momento molto significativo nella vita delle nostre comunità cristiane. Proprio perché non è una preghiera ufficiale essa può essere realizzata secondo diverse usanze, ma un indiscusso “primato” spetta alla novena tradizionale, nella notissima melodia gregoriana nata sul testo latino ma diffusa anche nella versione italiana curata dai monaci benedettini di Subiaco.
🍰💛 Un piccolo gesto che diventa un grande aiuto! 💛🍰
Anche quest’anno vogliamo trasformare la nostra generosità in un abbraccio concreto verso chi ha più bisogno. Sabato 13 e domenica 14 dicembre, all’uscita dalle Sante Messe, torna la raccolta fondi “Regalati un dolce aiutando i più poveri”, a sostegno dei progetti dell’Associazione Amici dell’Africa Primiero ODV.
✨ Come puoi contribuire? • preparando un dolce fatto in casa • oppure lasciando una semplice offerta Ogni gesto, anche il più piccolo, diventa un seme di speranza!
Grazie di cuore a chi parteciperà: la vostra bontà… fa davvero bene. 💛 Insieme possiamo fare la differenza!
L’associazione nasce per l’impegno di un gruppo di giovani volontari del Primiero che dopo aver realizzato nel 2001 una falegnameria a Mgolole e nell’anno successivo una scuola per le novizie a Bigwa in Tanzania, nel 2002 per dare carattere permanente all’azione di volontariato e per poter accedere a forme diverse di finanziamento, decisero di costituita una ONLUS chiamandola “Associazione Amici dell’Africa“.
Scopo dell’Associazione è quello di creare e favorire lo sviluppo in Africa e negli ultimi anni anche in Bolivia, attraverso piccoli progetti condivisi con le popolazioni locali. Inoltre i volontari sono impegnati a sensibilizzare e informare la popolazione del Primiero sulle problematiche del Terzo Mondo e sul tema della solidarietà internazionale attraverso l’organizzazione di eventi e di manifestazioni.
L’attuale consiglio direttivo è composto da:
Paolo Orler Presidente
Mirella Zugliani Vicepresidente
Attilio Orler Consigliere
Pierfrancesco Salvadori Consigliere
Luca Zugliani Consigliere
Vigilio Dalla Sega Segretario
“Nessuno di noi si è alzato con la sola forza del proprio polso.
Ce l’abbiamo fatta perché qualcuno si è chinato ad aiutarci”