Ci hanno lasciato

Festa degli anniversari di Matrimonio

FESTA DEGLI ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

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UNITA’ PASTORALE DEL VANOI

DOMENICA 18 Novembre 2018
Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Canal San Bovo alle ore 10.30

Seguirà un momento conviviale e, per chi lo desidera, il pranzo.
Iscrizioni entro venerdì 16 novembre in orario d’ufficio a Canal San Bovo lunedì e venerdì 8.30 – 12.00

 

 

Enciclica Laudato sì

Indice dei nostri incontri sul tema.

«Laudato si’ mi signore per sora nostra madre terra», cantava Francesco. Terra, «casa comune», ricorda papa Bergoglio, che «è anche come una sorella con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia». In tutto 192 pagine, sei capitoli, 246 paragrafi e due preghiere per chiedere, con la sua seconda enciclica, «che  tipo di mondo vogliamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo».

Papa Francesco non parte da zero. Riprende le parole dei suoi predecessori e il grido di allarme che da tempo mette in guardia dallo sfruttamento inconsiderato delle risorse, da una politica miope che guarda al successo immediato senza prospettive a lungo termine, dall’egoismo delle società consumistiche che stentano a cambiare i propri stili di vita. Ricorda che la cura del creato è impegno di tutti, credenti e non credenti. E rilancia anche l’impegno ecumenico citando ampiamente, sul tema ambientale, il patriarca Bartolomeo.  

Dopo un ampio sguardo d’insieme e l’appello a «rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta», papa Francesco analizza, nel primo capitolo Quello che sta accadendo alla nostra casaLo fa servendosi delle più recenti acquisizioni scientifiche in materia ambientale e affrontando temi concreti.

Leggi “Enciclica Laudato sì”

Immigrazione e accoglienza

Il terzo appuntamento sull’enciclica Laudato si è parlato di “Immigrazione e accoglienza”.
Si è tenuto il 28 Settembre ore 20.30 presso l’oratorio di Pieve.

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Antonio Calo’ docente di filosofia e storia è stato ospite dell’incontro sull’Enciclica Laudato si dello
scorso 28 settembre. La sua esperienza parte dall’indignazione di fronte alle troppe morti nel
Mediterraneo. Come può un cristiano, un credente, ma in generale un essere umano rimanere
indifferente di fronte alla tragica fine di uomini, donne e bambini alla ricerca di un minimo di
dignità umana?
Antonio Calò ha deciso che poteva e doveva fare qualcosa! Eppure quando parla di accoglienza, ha
un approccio analitico, quasi matematico.
Si commuove ed emoziona, ma non risparmia le critiche a chi le merita. Racconta della storia
dell’Africa, martoriata dai cambiamenti climatici, dal deserto che avanza, dalle guerre intestine,
colonizzata dagli Europei un tempo e ora dai Cinesi (che rivendicano il loro diritto a crescere e che
per inciso hanno in mano gran parte del debito pubblico degli Stati Uniti….),.
Ripete una volta, due volte, tre volte “Ci vuole metodo per costruire un sistema di accoglienza”.
Non si può improvvisare o reagire d’istinto. Ovviamente se si vuole trovare una soluzione…
Quello che il Prof.Calò racconta è un modello al quale ha dato un nome matematico: 6+6×6.
Il suo scopo è dimostrare che un’altra accoglienza è possibile. Che un’alternativa ai grossi centri
disumanizzanti, alle cooperative improvvisate, allo spreco di denaro pubblico esiste e che lui l’ha
messa in pratica.
Il Prof. Calò e la sua famiglia con un atto di coraggio enorme, con la consapevolezza che la loro
situazione, il loro contesto famigliare ed economico lo permettevano, hanno aperto il cuore e la loro
casa ai profughi.
Dal 2015 Antonio Silvio Calò e la sua famiglia ospitano 6 Richiedenti Protezione Internazionale. A
casa propria appunto.
Quest’esperienza così particolare, profonda e diretta, lo ha spinto a formulare un modello di
accoglienza diffusa che ora – anzi, soprattutto ora che è stato insignito anche del titolo di Cittadino
Europeo dell’Anno 2018 – sta cercando di diffondere e promuovere.
Un’accoglienza che prevede 6 Richiedenti Asilo per ogni Comune di 5.000 abitanti, che propone la
valorizzazione di professionalità locali impiegate nell’accoglienza (operatori, insegnanti di italiano,
psicologi, legali…), un reinvestimento in loco delle risorse ed un coinvolgimento diretto
dell’Amministrazione pubblica.
E’ un sistema che accoglie chi vuol essere accolto, chi si impegna a rispettare le regole, a
reinvestirsi nella Comunità. Un sistema che non lascia spazio al buonismo, perchè c’è troppo da
fare, da lavorare, da organizzare e non rimane tempo per “sgarrare”!
Della sua esperienza, delle sue riflessioni come storico, come cittadino e come cattolico ci ha
parlato il Prof. Calò. Ha raccontato di come, dopo due anni nei quali i suoi figli hanno frequentato
corsi di italiano obbligatori e corsi professionalizzanti, si sono affacciati al mondo del lavoro.
Se ci sono italiani che chiedono un posto, privilegiate loro…. Ha insistito con i datori di lavoro.
Ma nessun veneto o italiano era interessato a lavare piatti e coltivare radicchio ed ora i ragazzi sono
assunti a tempo indeterminato…
Ci ha donato degli spunti, dei dubbi, qualche conferma (per una volta è rassicurante rendersi conto
che tante cose, qui, funzionano già come si vorrebbe!), qualche momento di commozione, delle
schede molto tecniche e soprattutto una riflessione, alla fine di questi tre incontri, che ci riporta
ancora alle parole di Papa Francesco: “[…]Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un
vero approccio ecologico diventa sempre più un approccio sociale, che deve integrare la giustizia
nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”
(49 -Laudato sì).

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La cura della casa comune

Lunedi 10 settembre ha avuto luogo l’incontro introduttivo al percorso sull’enciclica Laudato si, organizzato dal Comitato di Siror.

L’incontro gestito in modo dinamico ed efficace da Antonella Valer, ha dato modo a Cesare Lasen di illustrare in modo sintentico ma significativo i contenuti dell’enciclica, ai presenti di condividere preoccupazioni e proposte e ad Antonella di presentare come buona pratica i Bilanci di Giustizia e la Fiera Fà la Cosa Giusta.

Qui di seguito è possibile scaricare la sintesi del prof. Lasen.

2018-09-10 Primiero su Laudato Si’ INTERVENTO LASEN- VALER

  

Proteggere il creato per difendere l’uomo

LAUDATO SI’: PROTEGGERE IL CREATO PER DIFENDERE L’UOMO
Pdf  ConferenzaClima

Nel corso dell’incontro del 17 settembre Roberto Barbiero dell’Osservatorio Trentino per il clima, ha affrontato il delicato tema dei cambiamenti climatici e della necessità di un’azione rapida e incisiva a livello internazionale per affrontare le cause antropiche del riscaldamento globale e affrontare gli impatti che si stanno osservando.

Dopo un’analisi dei principali effetti naturali che mostrano il riscaldamento in corso, come la fusione dei ghiacciai artici e antartici e l’innalzamento del livello dei mari, si è soffermato infatti sulle attività umane che contribuiscono al riscaldamento globale e su come la comunità internazionale sta reagendo.

Il 2015 è stato un anno di straordinaria importanza per l’impegno mondiale nell’affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Innanzitutto la comunità internazionale, riunita a Parigi durante l’annuale Conferenza ONU sul clima (COP21), è riuscita finalmente a raggiungere uno storico Accordo sul Clima.

Pochi mesi prima dell’approvazione dell’Accordo tuttavia un altro importante documento è stato reso noto all’opinione pubblica: l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco. Un documento di grande peso che a partire da una rigorosa fotografia del degrado della terra, dell’acqua e dell’aria ne analizza le cause, a cominciare dallo strapotere della finanza e dalla debolezza della politica.

Se l’Accordo di Parigi rappresenta un capolavoro della diplomazia mondiale ed esprime obiettivi ritenuti già in partenza non sufficienti per arrestare la corsa del riscaldamento globale, l’analisi di Papa Francesco si spinge coraggiosamente verso l’individuazione e una critica delle cause.

«I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità», scrive Papa Francesco.

Se «il clima è un bene comune, di tutti e per tutti», l’impatto più pesante della sua alterazione ricade sui più poveri, ma molti «che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi».

Il Papa denuncia «la mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle» come «segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile».

Nel suo accorato appello, rivolto a credenti e non credenti nella cura del creato, Papa Francesco individua così dei rimedi e traccia una strada che prevede la necessità di modificare il proprio stile di vita e di consumi e si rivolge in particolare ad un richiamo alla politica nell’assumersi la responsabilità di azioni più incisive nel ridurre le emissioni dei gas serra responsabili del riscaldamento globale e di azioni di aiuto alle popolazioni più vulnerabili. L’Accordo di Parigi ha rappresentato una prima e importante risposta anche all’appello del Papa ma gli impegni assunti sono ancora troppo poco per evitare conseguenze devastanti per la vita sulla Terra.

Manuela Gualdi, di Trentino Solidale, ha presentato gli appuntamenti del mese dell’economia solidale e la Fiera Fa la cosa giusta che avrà luogo a Trento il 26-27-28 ottobre prossimi (Per chi fosse interessato intendiamo organizzare un pullman. Per adesioni contattare Elisa al 347 3148613 o a mezzo mail e.faoro@libero.it)

Che fare quindi per provare a cambiare rotta?

Lina Pradel del Gruppo di aquisto solidale di Primiero e Michele Bancher dell’Azienda Agricola L’Impronta,  hanno portato la loro esperienza e testimonianze di consumatori e produttori che hanno fatto scelte rispettose della terra, del lavoro e del clima.

Ringraziamenti dal cardinal Pietro Parolin

 

Il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, al rientro dalle vacanze estive ci scrive e ci ringrazia per le vacanze trascorse nella nostra Valle.
Ci fa molto piacere averlo avuto nostro ospite ed auspichiamo di poterlo riavere presto con noi.

Qui a lato la lettera che ci ha scritto.

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Chiesa di San Bartolomeo e Bovo

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e naturaL’attuale chiesa di Canal San Bovo venne costruita su progetto di Leopoldo Claricini fra il 1839 ed il 1850 dai maestri muratori Giovanni Conti e Domenico Muraro di Arten. Fu benedetta e dedicata a San Bartolomeo nel 1841 e consacrata dal principe vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer il 28 luglio 1852.

L’antica chiesa ora inesistente sostituiva un edificio più antico di matrice medioevale, ampliato nel 1633 e completamente riedificato a partire dal 1688.

Leggi “Chiesa di San Bartolomeo e Bovo”

Davanti al presepe

Davanti al presepe mettiamo molti personaggi.
Oggi la gente è sempre più in crisi spirituale e materiale,
ma tu vuoi far vedere che anche nelle difficoltà del mondo
ogni personaggio del presepe,
ha avuto il tempo di avvicinarsi  alla capanna per vederti.
Anche noi possiam provare ad esser come loro
se tu ci indichi la via che porta a Te