
Comunità Cristiane di Primiero e Vanoi
CAMMINO QUARESIMALE 2026
Imposizione delle Ceneri
Mercoledì 18 febbraio 2026:
Mezzano ore 18
Canal San Bovo ore 18


Diocesi di Trento
Imèr Mezzano Fiera di Primiero Transacqua Tonadico Siror Sagron-Mis San Martino di Castrozza Canal San Bovo Caoria Ronco Prade Zortea

Imposizione delle Ceneri
Mercoledì 18 febbraio 2026:
Mezzano ore 18
Canal San Bovo ore 18

PERCHÉ LA QUARESIMA INIZIA COL MERCOLEDÌ DELLE CENERI
La celebrazione di oggi nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza: costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. In questo giorno la Chiesa prescrive il digiuno e l’astinenza dalle carni. Simbolicamente, le ceneri indicano la penitenza, richiamano la caducità della vita terrena e la necessità della conversione
Omelia del Santo Padre anno 2022

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il periodo che precede la Pasqua, ed è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, astensione che la Chiesa richiede per tutti i venerdì dell’anno ma che negli ultimi decenni è stato ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è previsto il Venerdì Santo.
«Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris», ovvero: «Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai». Queste parole compaiono in Genesi 3,19 allorché Dio, dopo il peccato originale, cacciando Adamo dal giardino dell’Eden lo condanna alla fatica del lavoro e alla morte: «Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». Questa frase veniva recitata il giorno delle Ceneri quando il sacerdote imponeva le ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente – ai fedeli. Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II, la frase è stata mutata con la locuzione: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15) che esprime, oltre a quello penitenziale, l’aspetto positivo della Quaresima che è tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio.
La celebrazione delle Ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. Dal punto di vista liturgico, le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma, avvertono i liturgisti, è opportuno indicare una celebrazione comunitaria “privilegiata” nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.
Il digiuno è importante per tutte le religioni: i musulmani celebrano il mese di Ramadan, gli ebrei il kippur e i cristiani la Quaresima.
A differenza del Rito Romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri. «La tradizione ambrosiana non ha mai conosciuto questo giorno, ma ha sempre rigorosamente dato avvio al periodo quaresimale con la domenica che introduce la Quaresima, appunto, in capite quadragesimae», ha spiegato monsignor Claudio Magnoli, responsabile del Servizio per la Pastorale Liturgica della Diocesi.
La teologia biblica rivela un duplice significato dell’uso delle ceneri:
1. Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell’uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…” (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: “Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere” (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell’uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).
2. Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere” (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: “Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore” (Gdt 4,11).
Tratto da: Famiglia Cristiana
Il 3 febbraio la Chiesa celebra la memoria di San Biagio, medico e vescovo di origine armena, venerato fin dall’antichità per la sua testimonianza di fede e per i numerosi miracoli a lui attribuiti. Tra questi, è particolarmente noto l’episodio della guarigione di un ragazzo che stava soffocando a causa di una lisca di pesce, evento che ha reso San Biagio invocato come protettore della gola.
In occasione della sua memoria liturgica, martedì 3 febbraio alle ore 18.00,
nelle chiese di Fiera e Siror sarà celebrata la Santa Messa con la tradizionale benedizione della gola, gesto di affidamento e di preghiera per la salute del corpo e dello spirito.
Tutta la comunità è invitata a partecipare.
Dal sito Santi e Beati
|
San Biagio Vescovo e martire Festa: 3 febbraio – Memoria Facoltativa |
|
† Sebaste, Armenia, ca. 316
Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della “pax” costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l’occidentale Costantino e l’orientale Licinio. Nell’VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana – in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti – e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell’atto risale il rito della “benedizione della gola”, compiuto con due candele incrociate. Patronato: Malattie della gola Etimologia: Biagio = bleso, balbuziente, dal latino Emblema: Bastone pastorale, Candela, Palma, Pettine per lana Martirologio Romano: San Biagio, vescovo e martire, che in quanto cristiano subì a Sivas nell’antica Armenia il martirio sotto l’imperatore Licinio. |

Il 2 Febbraio si celebra per i Cristiani la Candelora, ovvero la festa che celebra il ricordo della presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la nascita.
📅 Lunedì 2 febbraio
Festa della Presentazione del Signore
(Candelora)
🕯 Ore 18.00
⛪ Imèr – Santa Messa
⛪ Transacqua – Santa Messa
Sono invitate le famiglie dei bambini della catechesi per la tradizionale benedizione delle candele.
Nello stesso giorno allarghiamo la preghiera in occasione della
GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA
Ricorderemo in modo particolare le comunità religiose dei salesiani e delle monache clarisse cappuccine.
La Candelora è una ricorrenza cristiana che viene celebrata il 2 febbraio, chiamata anche Festa della purificazione della Vergine Maria e della presentazione di Gesù al Tempio.
Con la riforma liturgica, voluta dal Concilio Vaticano II, la Chiesa latina, in pieno accordo con quelle orientali, ha restituito al 2 febbraio la sua connotazione cristologica, ossia festa del Cristo, che aveva in origine, chiamandola Presentazione del Signore.
La festa è popolarmente chiamata anche “Festa della Candelora” perché in quel giorno si benedicono e distribuiscono ai fedeli candele accese che si dice difendano contro calamità e tempeste. Le candele accese simboleggiano Gesù Cristo la luce del mondo; così fu chiamato il Bambino Gesù dal vecchio Simeone al momento della sua presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi:
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Luca 2,29).
La Candelora segna per lo più, la fine dell’inverno. Un antico e celebre proverbio recita
“Candelora dell’inverno semo fora, ma se piove e tira vento, dell’inverno semo dentro”,”,
ossia all’arrivo della Candelora l’inverno è finito ma se il 2 febbraio il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno.
In pratica con l’avvento di Cristo, le tenebre cedono il passo alla luce, il peccato alla grazia, la morte alla Vita!

Martedì 20 gennaio 2026
Sagra di San Sebastiano – San Bascian – Tonadico
Santa Messa ore 10.00
Con la partecipazione della
Schützen Kompanie – Giuseppina Negrelli Primör
Martedì 20 gennaio, la comunità di Tonadico si riunirà per celebrare la Festa patronale di San Sebastiano, testimone di fede e di speranza, con una Santa Messa solenne alle ore 10.00 presso la chiesa di Tonadico.
La celebrazione vedrà la partecipazione della Compagnia degli Schützen di Primiero, la cui presenza conferisce solennità alla festa e richiama il valore delle tradizioni, della memoria storica e dell’identità della nostra valle.
La festa patronale rappresenta un momento importante per la vita della comunità: un tempo di preghiera condivisa, di ringraziamento e di affidamento al Santo patrono, invocandone la protezione e l’intercessione.
Tutta la popolazione è cordialmente invitata a partecipare a questo appuntamento di fede e di comunione.


San Sebastiano foto anno 2024




Dal sito Santi e beati.
|
San Sebastiano Martire 20 gennaio – Memoria Facoltativa |
|
Milano, 263 circa – Roma, 304 circa
I dati storici circa la figura di san Sebastiano sono limitati alla menzione nel più antico calendario della Chiesa di Roma, la «Depositio Martyrum», confluita nel «Cronografo» risalente al 354, e a una citazione nel «Commento al Salmo 118» di sant’Ambrogio vescovo di Milano. Una “Passio” scritta intorno al V secolo aggiunge che Sebastiano era un membro dei pretoriani, le guardie al diretto servizio dell’imperatore di Roma, ed era cristiano dalla nascita. Grazie al suo servizio, poteva portare conforto ai cristiani che erano destinati al supplizio. A sua volta fu denunciato come cristiano e condannato al supplizio delle frecce, per aver tradito la fiducia dell’imperatore Diocleziano. Ne uscì vivo ma non illeso: dopo le cure, si ripresentò a Diocleziano per rimproverarlo aspramente di quanto aveva commesso contro i cristiani. A quel punto, fu nuovamente condannato: frustato a morte, venne gettato, ormai cadavere, nella Cloaca Massima. Le sue spoglie furono però ritrovate e deposte nelle catacombe della via Appia. Le sue reliquie sono oggi venerate nella basilica di San Sebastiano fuori le Mura a Roma, tranne quella del cranio, custodita nella basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma. Patronato: Atleti, Arcieri, Vigili urbani, Tappezzieri Etimologia: Sebastiano = venerabile, dal greco Emblema: Freccia, Palma Martirologio Romano: San Sebastiano, martire, che, originario di Milano, venne a Roma, come riferisce sant’Ambrogio, al tempo in cui infuriavano violente persecuzioni e vi subì la passione; a Roma, pertanto, dove era giunto come ospite straniero, ebbe il domicilio della perpetua immortalità; la sua deposizione avvenne sempre a Roma ad Catacumbas in questo stesso giorno. |
ore 10.30 – Santa Messa della Comunità e Benedizione dei Bambini
📍 Mezzano
🕕 Ore 18.00– Santa Messa della Comunità e Benedizione dei Bambini
⛪ Canal San Bovo
Nel giorno dell’Epifania, le Parrocchie di Soprapieve propongono un momento di preghiera dedicato in modo particolare ai più piccoli, nel segno della pace, della benedizione e della fraternità universale.
📅 Martedì 6 gennaio 2026, alle ore 14.30,
presso la Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta a Pieve – Fiera,
si terrà una celebrazione di preghiera (non una Santa Messa) con la benedizione dei bambini e dei ragazzi, in occasione della Festa dell’Infanzia Missionaria.
Seguendo simbolicamente la stella dei Magi, i bambini sono invitati a sentirsi parte di una Chiesa che guarda lontano, che prega per la pace nel mondo e che riconosce nei più piccoli una speranza viva per il futuro.
La celebrazione sarà un momento semplice e gioioso, aperto a tutti, pensato per affidare al Signore i bambini, i ragazzi e le loro famiglie all’inizio del nuovo anno.
“L’amore di Gesù e la sua pace raggiungano tutti i bambini del mondo.”
Un’occasione preziosa per iniziare l’anno lasciandosi guidare dalla luce di Cristo.

Chiesa Arcipretale santa Maria Assunta ore 20.30
5 Gennaio 2026
La tradizione della Rassegna di Natale raggiunge quest’anno la sua 21ª edizione, confermandosi un appuntamento molto atteso nel cammino natalizio della nostra comunità.
📅 Lunedì 5 gennaio 2026, alle ore 20.30, presso la Chiesa Arcipretale di Fiera di Primiero, si terrà una serata di musica corale dedicata al Natale, alla pace e alla condivisione.
Protagonisti della rassegna saranno:
il Coro Sass Maor di Primiero (TN), diretto dal Maestro Federico Orler;
il Coro Torre Franca di Mattarello (TN), diretto dal Maestro Federico Bonato.
Attraverso il canto corale, le due formazioni offriranno al pubblico un percorso musicale capace di esprimere la gioia del Natale e il desiderio di fraternità che questo tempo porta con sé. La serata sarà presentata da Elisa Faoro.
La Rassegna di Natale è un’occasione preziosa per ritrovarsi come comunità, lasciandosi toccare dalla forza della musica e dal messaggio di speranza che essa sa trasmettere.
L’invito è aperto a tutti: un momento di bellezza, ascolto e incontro per continuare a vivere lo spirito del Natale.

Il Coro Sass Maor è nato nell’autunno del 1974 su iniziativa di alcuni giovani della Valle di Primiero. Sotto la direzione di don Giuseppe Seppi, cui è succeduto nel 1981 Tullio Dalla Sega, il Coro si è dedicato alla raccolta di canti primierotti e alla loro armonizzazione, trovando la collaborazione di validi musicisti come Camillo Moser, Marco Deflorian, lo stesso Giuseppe Seppi, Angelo Mazza, Carlo Deflorian, Sandro Filippi, Paolo Scalet, Terenzio Zardini, Cecilia Vettorazzi, Riccardo Giavina, Mario Lanaro, Roberto Gianotti, Gianluigi Dardo e Alessandro Buggiani.
Frutto di questo lavoro sono i dischi “La Mè Val”, inciso nel 1981, “No Stà Desmentegar” del 1993, “Vesin al Larin“ del 2002, “Incanto“ del 2006 ed il volume “Voci dalla Tradizione” pubblicato nel 1999 in occasione del 25° di fondazione. Nel 2016 l’ultima ed apprezzatissima incisione dal titolo “Tra rocce e stelle“. Il Coro ha effettuato trasferte in tutta Italia, in Germania, Austria, Svizzera e una tournèe nel sud del Brasile (1998). In occasione del 30° di fondazione (2004) il Coro ha scalato la vetta del Sass Maor (Pale di San Martino) a quota 2814 m. s.l.m., mentre in occasione del 40° (2014) realizza un indimenticabile gemellaggio con il coro Monte Santu di Baunei in Sardegna.
Nell’ambito della rassegna “Suoni delle Dolomiti” 2006 e 2008 ha preso parte all’esecuzione dell’opera di musica contemporanea “Vijidaes” (Visioni) del maestro Giorgio Battistelli.
Nel 2014, in occasione del centesimo anniversario della prima guerra mondiale il Sass Maor, in collaborazione con il Coro Enrosadira di Moena e il Gruppo teatrale “Coreghe Drio” dell’Istituto Comprensivo di Primiero mette in scena lo spettacolo “Lettere dal Fronte”, per commemorare tutte le vittime, ed in particolare l’individuo dietro le uniformi, indipendentemente dal loro colore. Dai diari, dalle lettere e dagli scritti di 10 soldati trentini, con la preziosa consulenza del dott. Quinto Antonelli, della Fondazione Museo Storico di Trento, sono stati tratti 11 canti composti da vari musicisti del calibro di Roberto Gianotti, Armando Franceschini, Lorenzo Donati, Ilario Defrancesco, Marina Giovannini e Felix Resch, con la direzione artistica di Luigi Azzolini.
Il Coro è composto di 35 elementi ed è stato magistralmente diretto dal 1990 fino allo scorso anno 2017 dal maestro Marco Gubert. Dall’inizio dell’anno 2018 è diretto dal giovane e appassionato maestro Federico Orler.

La sera del 31 dicembre, nelle comunità cristiane della Diocesi di Trento, viene tradizionalmente intonato il Te Deum, l’antico inno di lode e ringraziamento a Dio che accompagna la conclusione dell’anno civile.
Presieduto in Duomo dall’Arcivescovo Lauro Tisi e celebrato anche nelle parrocchie, il Te Deum è un momento solenne di preghiera comunitaria: un tempo prezioso per dire grazie per l’anno trascorso, affidare al Signore le fatiche e le gioie vissute e invocare pace e benedizione per l’anno che inizia.
Il Te Deum è uno dei più antichi inni della tradizione cristiana.
Viene cantato nelle grandi occasioni solenni e, in modo particolare:
alla fine dell’anno, come ringraziamento per il cammino compiuto;
all’inizio del nuovo anno, come invocazione di protezione, pace e speranza.
È una preghiera che educa a rileggere il tempo con uno sguardo di fede, riconoscendo la presenza di Dio nella storia personale e comunitaria.
🔹 Mattino
Ore 10.00 – Santa Messa
📍 Santuario di San Silvestro (Monte Totoga, sopra Imèr)
🔹 Pomeriggio / Sera – Te Deum di ringraziamento
Ore 16.00
📍 Siror – Santa Messa vigiliare con Te Deum
📍 Transacqua – Santa Messa vigiliare con Te Deum
Ore 18.00
📍 Imèr – Santa Messa vigiliare con Te Deum
📍 Canal San Bovo – Preghiera del Te Deum
📍 Fiera di Primiero – Arcipretale – Santa Messa vigiliare con Te Deum
📍 Tonadico – Santa Messa vigiliare con Te Deum

Concludere l’anno nella preghiera è un gesto semplice ma profondo:
ringraziare, affidare, ripartire.
Tutti sono invitati a partecipare per vivere insieme questo momento di comunione, gratitudine e speranza, affidando al Signore il nuovo anno e il desiderio di pace per il mondo.


Estratto da Wikipedia:
La Chiesetta di San Silvestro si trova nel territorio del comune di Imèr, in Trentino, sul monte Totoga, dove domina l’entrata della valle di Primiero. Secondo rivelazioni recenti venne costruita nel XIII secolo. La chiesetta viene aperta in occasione del 1º maggio, il 31 dicembre e il lunedì di Pasquetta.
Gli abitanti del Vanoi salivano un tempo per chiedere il sole al santo, in particolare quando la pioggia non dava tregua e rovinava i raccolti.
Questa chiesa, assieme a quelle di San Vittore a Tonadico, San Giovanni e Santa Romina a Mezzano, forma una croce a simbolica consacrazione della vallata di Primiero. Oggi un percorso da trekking denominato La Crosèra unisce questi punti con un bel percorso passante per i punti più caratteristici della valle.
Sull’intitolazione a Papa Silvestro I ha forse influito il fatto che la chiesa dominasse un’area boschiva ripida e di difficile accesso o forse il nome del papa ha sostituito quello di una divinità venerata sul colle prima della diffusione del cristianesimo a Primiero.


Nel clima ancora vivo del Natale,
domenica 28 dicembre alle ore 20.30, il Monastero delle Clarisse Cappuccine di Tonadico
ospiterà un suggestivo momento di ascolto e meditazione dal titolo “Puer natus in Bethlehem”.
La serata vedrà la partecipazione dell’Ensemble vocale femminile della Scuola Musicale di Primiero, insieme alle Monache Clarisse Cappuccine, in un intreccio di letture spirituali e canti della tradizione natalizia.
La direzione musicale è affidata al Maestro Paola Crema.
Il titolo dell’incontro richiama l’antico canto natalizio che annuncia la nascita del Salvatore a Betlemme, invitando ciascuno a sostare nel silenzio, nell’ascolto e nella contemplazione del mistero dell’Incarnazione.
L’iniziativa si inserisce come un’occasione significativa per prolungare la gioia del Natale e viverne il significato più profondo, attraverso la musica, la parola e la preghiera.
L’invito è rivolto a tutta la comunità.
