Auguri di Natale 2025 da don Giuseppe Da Pra

Lettera alle famiglie – Don Giuseppe Da Pra
Orari delle Sante Messe nel periodo Natalizio e Orario delle Confessioni


QUANDO IL CUORE DIVENTA FIENO

Mentre scrivo questi auguri, sono davanti al presepe in canonica a Pieve.
L’ho preparato nei ritagli di tempo. Gli impegni di questo periodo sono tanti e mi sembra sempre di avere la sensazione che il tempo a disposizione non basti mai.

E così, per un attimo, chiudo gli occhi, ascolto il cuore e penso al
“Bambino nato a Betlemme, un neonato, adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”
(Fonti francescane).

Cosa chiedere in questo Natale per tutti voi, per le nostre famiglie, per i piccoli e grandi?

C’è un pastore nel presepe che ha le mani vuote, ma lo sguardo verso la capanna di Betlemme.

Ecco il dono: lo stupore.
Ha le mani vuote, nessun dono da poter offrire se non quello del proprio incanto.

È il dono che ci ha lasciato il Vescovo Lauro nella sua Visita pastorale in mezzo a noi: guardare e guardarci con gli occhi di Gesù di Nazareth.

E dinanzi a un po’ di fieno intravedo una culla di un amore così folle da farsi carne, per condividere la debolezza e la fragilità di coloro che ama, tramutandole in forza e vitalità infinite.

Il pastore, che abita i nostri presepi, con le braccia allargate e le mani vuote, non ha altro desiderio se non quello di accogliere l’unica cosa che dà senso al vivere e al morire: l’Amore.

“Sì, perché il Bambino di Betlemme è tutto Amore, solo Amore, nient’altro che Amore.
È amore che guarisce dall’odio e dall’indifferenza.
È amore che risana le ferite del cuore.
È amore che rimette in piedi, dona vigore ai sogni, muove la storia umana verso orizzonti di pace e di giustizia.
È amore che rende gli occhi capaci di scorgere la luce anche nel bel mezzo della notte.
Della mia notte, delle nostre notti, della notte del mondo.”
(don Mimmo Battaglia)

E quante volte ci siamo chiesti: quando arriverà la luce?
Quando terminerà la notte del dolore, del male, della violenza?

Quante volte questa domanda è stata posta dai ragazzi al Vescovo Lauro, dalle persone sofferenti in Casa di Riposo, dai genitori che hanno perso un figlio.
E quante volte io stesso, nel profondo della mia preghiera, l’ho posta al Signore.

E la risposta di Dio è una sola:
la tua notte, la notte nel mondo, termina quando il nostro cuore diventa fieno,
la nostra vita diventa culla,
le nostre parole diventano carezze,
i nostri sogni diventano voci di angeli che annunciano la pace,
e la nostra vita si trasforma in Vangelo, capace di accogliere il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo.

Accogliere il Vangelo, sì, è questo ciò che auguro a me e a tutti voi in questo Natale.

Il Vescovo Lauro ci ha aiutato a cogliere la bellezza e la forza di uomini e donne, piccoli e grandi che sono “Vite che sanno di Vangelo”.

Faccio mia l’invocazione del nostro Vescovo:

“Vieni Signore Gesù e donaci ancora una volta il tuo modo di stare al mondo,
quel modo di stare al mondo per cui le storie degli altri ci toccano,
ci feriscono,
ci coinvolgono”.

BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO!

Il parroco don Giuseppe,
con don Bepi, don Carlo, don Gianpietro, don Ilario, don Silvio,
Diacono Alessandro