✝️ San Biagio, protettore della gola
Il 3 febbraio la Chiesa celebra la memoria di San Biagio, medico e vescovo di origine armena, venerato fin dall’antichità per la sua testimonianza di fede e per i numerosi miracoli a lui attribuiti. Tra questi, è particolarmente noto l’episodio della guarigione di un ragazzo che stava soffocando a causa di una lisca di pesce, evento che ha reso San Biagio invocato come protettore della gola.
In occasione della sua memoria liturgica, martedì 3 febbraio alle ore 18.00,
nelle chiese di Fiera e Siror sarà celebrata la Santa Messa con la tradizionale benedizione della gola, gesto di affidamento e di preghiera per la salute del corpo e dello spirito.
Tutta la comunità è invitata a partecipare.
Dal sito Santi e Beati
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San Biagio Vescovo e martire Festa: 3 febbraio – Memoria Facoltativa |
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† Sebaste, Armenia, ca. 316
Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della “pax” costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l’occidentale Costantino e l’orientale Licinio. Nell’VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana – in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti – e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell’atto risale il rito della “benedizione della gola”, compiuto con due candele incrociate. Patronato: Malattie della gola Etimologia: Biagio = bleso, balbuziente, dal latino Emblema: Bastone pastorale, Candela, Palma, Pettine per lana Martirologio Romano: San Biagio, vescovo e martire, che in quanto cristiano subì a Sivas nell’antica Armenia il martirio sotto l’imperatore Licinio. |












