Il 22 agosto 1959, con la solenne consacrazione dei popoli a Maria, si concludeva l’ultima Mariapoli di Primiero. La Comunità Locale del Movimento dei Focolari, celebra anche quest’anno, a PRIMIERO la memoria del Patto di fraternità fra i popoli.
Per i limiti imposti dalla pandemia in corso all’evento di quest’anno si potrà partecipare via web anche da sedi lontane.
L’ evento on-line è in collaborazione tra Movimento dei Focolari, Comunità Locale di Primiero, ACLI Primiero e si svolgerà il 22 agosto 2021 a partire dalle ore 16.00
Sarà visibile su: https://www.facebook.com/focolaritalia
In differita su: https://www.youtube.com/c/FocolaritaliaItalia/

Racconto, esperienze di vita e video dalle Mariapoli degli anni ’50 Dott. Diego Goller Iride
FAR CRESCERE LA FRATERNITÀ: LA CURA DEL CREATO E DELLE RELAZIONI Prof. Sergio Rondinara
La natura (video)
Presentazione di Ricostruire Comunità a Primiero
Esperienza del GENVERDE con video e canzone
Festa di Santa Chiara

Festa di Santa Chiara

Dal 10/08/2021 Al 11/08/2021
Località: Tonadico
Luogo: Monastero delle Clarisse Cappuccine
10 agosto
- ore 18 – primi vespri della Solennità e vespri e Transito di Santa Chiara.
- Veglia e ufficio delle letture – Monastero delle Cappuccine, ore 21.00
- Ore 7.30 Lodi
- Santa Messa.
Tonadico, Monastero delle Cappuccine, ore 18.00
Forum economia

Il “FORUM – C’è un altro modo si fare impresa…” è un incontro annuale per l’economia e il lavoro nato a Primiero quattro anni fa con l’intento di produrre idee nuove per promuovere l’economia ed il lavoro, in particolare quello giovanile, nella Valle di Primiero.
Prof. Luigino Bruni, da 10 anni apprezzato editorialista di Avvenire, coordinatore del convegno di Assisi su Economia di Francesco, coordinatore mondiale di Economia di Comunione, docente in 2 università, biblista che interroga la Parola di Dio e se ne lascia interrogare, autore di numerose pubblicazioni.
Dal quotidiano Avvenire.
Bruni e Avvenire. La buona misura è dismisura: molto più di un’altra economia
Alessandro Zaccuri domenica 25 luglio 2021
Luigino Bruni e ‘Avvenire’: dieci anni e un giorno tra il Libro e la realtà (dafare nuova)
L’accademico e scrittore in questi anni ha proposto un approccio alla Scrittura in chiave economica evidenziando quel processo che è principalmente produzione di senso La dimensione femminile è una delle caratteristiche ricorrenti nell’analisi dei testi proposta in numerosi articoli – .
Dieci anni. Anzi, dieci anni e un giorno, che a pensarci è un conteggio più adeguato all’idea di economia e di umana sapienza che, a partire dal 24 luglio 2011, Luigino Bruni ha voluto condividere con i lettori di Avvenire attraverso un appuntamento domenicale subito impostosi per autorevolezza e divenuto presto familiare. Dieci anni è l’esito del computo preciso dal quale il buon amministratore non può prescindere quando si tratti di dare concretezza a un progetto. Ma c’è quel giorno in più, a sua volta indispensabile, perché è soltanto nella dismisura che si apprezza la misura: soltanto prendendo atto che non tutto è compiuto si riesce a immaginare il compimento.
Se la scienza della misura è l’eredità di Atene, ossia della tradizione di pensiero che deriva dalla cultura greco-latina, l’arte della dismisura è il dono di Gerusalemme, è la prospettiva di inesplicabile grandezza che contraddistingue la mentalità dell’uomo biblico. Non per niente, la prima attestazione di una citazione scritturistica in ambito profano risale all’anonimo trattato greco Del sublime, che nel I secolo d.C. mette a tema quella particolare declinazione della bellezza che implica la percezione del tremendo e spinge verso la magnanimità: la dismisura, appunto, senza la quale verrebbe meno la ragione stessa della misura. I n questi dieci anni e un giorno, Bruni ha affrontato argomenti che, nella loro varietà, restano sempre riconducibili all’esigenza di un ripensamento profondo – mai polemico e sempre documentato – degli elementi che stanno alla base dell’agire economico, nella sua accezione più piena. Lo ha fatto rimettendo in discussione le premesse del capitalismo e restituendo al Medioevo la sua carica innovativa e comunitaria, per esempio. Lo ha fatto, anzitutto, rileggendo la Bibbia da una prospettiva apparentemente inusuale, che è appunto quella dell’economista che interroga la Parola di Dio e se ne lascia interrogare. A differenza di quanto avviene spesso nella saggistica degli ultimi decenni, Bruni non sovrappone mai le sue competenze al dettato del testo al quale si riferisce, né lo piega per trovare conferma a una tesi precostituita o, peggio, pregiudiziale.
Siamo lontanissimi da operazioni come quelle che hanno equiparato L’arte della guerra di Sun Tzu a un manuale di marketing o che hanno dissezionato le opere di Shakespeare per trarne massime di comportamento a beneficio dei manager. Iniziative di per sé comprensibili, in alcuni casi perfino apprezzabili, ma che alla lunga tradiscono un intento opportunistico del tutto estraneo alla singolare forma di esegesi promossa da Bruni. C redente oltre che scienziato (meglio: scienziato in quanto credente, perché la ragioni della speranza non vanno disgiunte dalla ragionevolezza dell’argomentazione), lo storico dell’Economia e teorico dell’Economia di Comunione si accosta alla Bibbia con uno sguardo originale ma non ingenuo. Prima di intraprendere il commento di un libro, attua una ricognizione il più possibile ampia e circostanziata, si rifà all’inesauribile pa- trimonio patristico e attinge agli studi più aggiornati e interconfessionali. Dopo di che, Bruni procede in campo aperto, andando alla ricerca di un legame che, a lungo inavvertito, finisce per imporsi come principio ermeneutico decisivo. In questione, com’è noto, c’è la dimensione economica del racconto biblico, che è qualcosa di più e qualcosa di diverso rispetto al guadagno di esperienza che ogni racconto non manca di suscitare. Questo è lo statuto della letteratura, alla quale la Bibbia stessa appartiene in quanto biblioteca di generi differenti, dal resoconto storico al poema d’amore. Per dirla con l’Eliot della Terra desolata (o devastata, come suggerisce la nuova traduzione di Carmen Gallo), la vicenda di ogni essere umano è sempre sospesa tra profit e loss, tra ‘profitto’ e ‘perdita’, termini squisitamente economici dei quali la letteratura si appropria per esplorare il mistero della vita e della morte, del desiderio e del lutto.
Negli interventi un ripensamento dell’agire economico, mettendo in discussione le premesse del capitalismo e rileggendo la Bibbia da una prospettiva inusuale
Questo accade anche nella Bibbia, certamente. Ma nella Bibbia non accade solamente questo, come Bruni sta dimostrando una domenica dopo l’altra. Undici finora i libri commentati, dal racconto fondativo di Genesi (dove i patriarchi sono spesso mercanti, e mercanti particolarmente accorti) fino alla brevissima, meravigliosa storia di Rut, la straniera capace di trasformare in marginalità positiva l’emarginazione alla quale sarebbe altrimenti destinata. La dimensione femminile è una della caratteristiche ricorrenti nell’analisi condotta da Bruni, che nello specifico ha posto la sua indagine sull’Esodo sotto il segno delle «levatrici d’Egitto ». È una sensibilità che non stupisce, considerata l’adesione di Bruni al Movimento dei Focolari, all’interno del quale è fortissima l’impronta mariana impressa dalla fondatrice Chiara Lubich. Una volta di più, però, femminile in quanto percorsa dalla ruah, il respiro materno dello Spirito, è tutta la Bibbia, nel canto dei Salmi così come nella testimonianza dei profeti (Isaia, Geremia ed Ezechiele sono quelli di cui Bruni si è già occupato), nelle cronache consegnate ai libri di Samuele e dei Re così come nell’aspra requisitoria di Qoèlet. Per accorgersene occorre sventare l’equivoco in conseguenza del quale il dettato della Bibbia rischierebbe di restare imprigionato in una fissità fuori dal tempo. Proprio perché è Parola di Dio trasmessa all’umanità, al contrario, la Bibbia si rende sempre disponibile all’interpretazione. In maniera non arbitraria e strumentale, si capisce, ma sempre circostanziata e rispettosa della realtà storica e delle implicazioni teologiche che ogni interpretazione presuppone. I l modello suggerito da Bruni consiste nel leggere la Bibbia in chiave economica non tanto (o non soltanto) perché nella Scrittura si trovino indicazioni imprenditoriali ancora oggi preziose, ma perché la Scrittura stessa mette in atto un processo economico, che è principalmente e irrinunciabilmente un processo di produzione di senso. La Bibbia è il testo generativo per eccellenza, nel quale la dinamica tipica della letteratura è sottoposta a un salto di scala. Il racconto parla di noi, come sempre, ma nello stesso tempo ci rivela qualcosa la cui esistenza ci sarebbe nota solo per via di intuizione o di presagio. In questo modo, ogni pensiero economico si rivela come riflesso, più o meno fedele o distorto, del disegno complessivo dell’economia della salvezza che la Bibbia descrive libro per libro, versetto per versetto.
Decifrare questi segnali è l’impresa che Bruni ha fatto propria e per la quale, da dieci anni e un giorno, abbiamo imparato a essergli grati. Se poi si volesse aggiungere un altro dato, di quelli esteriori e fattuali che tanto ricorrono nella rappresentazione convenzionale dell’economia, si potrebbe ricordare come i libri tratti dalle sue rubriche bibliche, editi con cadenza regolare da Edb, abbiano riscosso un interesse tale da provocare addirittura un tentativo di contraffazione. È capitato qualche anno fa, con il commento al libro di Giobbe, e in fondo anche questo è un segnale da non trascurare.
Celebrazione Eucaristica in suffragio dei defunti della pandemia.
Vescovo Lauro Tisi in Primiero e Vanoi
Santa Messa nella Memoria Liturgica della Beata Maria Serafina del Sacro Cuore.

Santa Messa nella memoria Liturgica della
Beata Maria Serafina del Sacro Cuore.
Nel 10° anniversario della Beatificazione.
Venerdì 28 maggio ore 20.00 Chiesa di Imèr.

A 10 anni dalla festa della beatificazione di Suor Maria Serafina del Sacro cuore a Faicchio ci ritroviamo come comunità parrocchiali nella chiesa di Imèr per onorare la memoria liturgica della Beata, in attesa di celebrare, il prossimo settembre, il 10° anniversario della Beatificazione.

Chi è suor Serafina Micheli?
Fonte delle notizie, Santi e Beati.
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Beata Maria Serafina del Sacro Cuore (Clotilde Micheli) Fondatrice |
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Imer, Trento, 11 settembre 1849 – Faicchio, Benevento, 24 marzo 1911 |
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La sua vita è la prova provata che, quand’anche una “telefonata celeste” indirizzasse chiaramente una persona verso una ben definita vocazione, la concretizzazione di questa è affidata al discernimento ed alla faticosa ricerca personale, da cui nessuno è esentato, tantomeno i santi. Clotilde Micheli nasce l’11 settembre 1849 a Imèr (Trentino) e dalla famiglia avrebbe tutto ciò che serve a far sbocciare una vocazione religiosa: un papà soprannominato “giusto”; una mamma che si divide tra casa e chiesa e che attira, come pensano i suoi vicini, le benedizioni del cielo sul paese; una sorella che sembra avere il filo diretto con il paradiso e che riceve in visione precise indicazioni sulla futura vita religiosa di Clotilde. Le visioni, appunto, di cui oggi non si parla volentieri: ne beneficiano prima la sorella e poi la stessa Clotilde, ma non sono, come a prima vista sembrerebbe, un particolare privilegio, casomai un tormento. Perché se, proprio grazie alle visioni, è ben chiaro il progetto di Dio su di lei, queste accentuano anche le sue fatiche per attuarlo. In particolare, le sembra evidente che Dio non la vuole suora tra le tante già esistenti, bensì fondatrice di una nuova congregazione che abbia lo specifico scopo di adorare la SS. Trinità, con speciale devozione alla Madonna ed agli Angeli, quali modelli di preghiera e di servizio. Ma dato che il diventare fondatrice non è precisamente come bere un bicchier d’acqua, ecco le prime difficoltà, che sembrano a dir poco insormontabili. Gli ostacoli maggiori non li riscontra in famiglia, che anzi la sollecita a rispondere alla sua vocazione, piuttosto in lei ed in chi dovrebbe consigliarla e sostenerla. Monsignor Agostini, futuro patriarca di Venezia, la incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa, ma lei si spaventa ed ha paura di non essere all’altezza della situazione; si trasferisce a Padova, dov’è sostenuta da un altro consigliere spirituale illuminato, che però muore troppo presto; con un sotterfugio qualcuno cerca di farla sposare e lei scappa in Germania, dove si sono trasferiti i genitori, e per otto anni si mette al servizio dei malati come infermiera piena di dolcezza e carità, ma neanche questa è la sua strada. Per farla breve, tra una spinta ed un tentennamento, Clotilde a 38 anni ancora non ha capito dove il Signore la sta attirando. Decide così di andargli incontro, iniziando un pellegrinaggio a piedi che ha come meta Roma e come tappe intermedie i principali santuari mariani. Qui entra nell’Istituto delle Immacolatine prendendo il nome di suor Annunziata, ma vi rimane poco più di due anni, il tempo cioè per accorgersi che non è quello il posto per lei. L’irrequieta Clotilde prosegue così il suo viaggio verso Caserta, nei cui dintorni, finalmente, riesce a raccogliere le prime cinque ragazze che a giugno 1891 prendono il velo insieme a lei: nascono così le Suore degli Angeli, adoratrici della Trinità, proprio come fin da ragazza aveva sognato. Lei prende il nome di Suor Maria Serafina del sacro Cuore ed appena un anno dopo alle sue prime suore viene affidato un orfanotrofio. L’assistenza all’infanzia ed alla gioventù abbandonata diventa così il carisma specifico, coniugato alla preghiera adorante che Madre Serafina sente come loro impegno primario. “Figliole mie, imparate a sorridere sempre”, raccomanda, mentre lei è la prima ad esercitarsi quando arriva la malattia, attraversa l’incomprensione di alcune consorelle, fa fronte alle calunnie che minano ed indeboliscono sempre più il suo fisico. Non aveva detto un giorno: “Signore non so amarti, ma insegnami a patire, che patirò per amore”? Probabilmente le tocca anche una lunga notte dello spirito, se ad una consorella confida: “So che amo il Signore, ma non lo sento”. Così, consumata dalle sofferenze fisiche e morali, spira il 24 marzo 1911, esattamente un secolo fa, mentre le sue figlie continuano “come gli Angeli ad adorare la Trinità e sono sulla terra come essi sono nei cieli”. Proclamata venerabile nel 2009, Madre Serafina Micheli è stata beatificata il 28 maggio 2011. Autore: Gianpiero Pettiti Fonte delle notizie, Santi e Beati.
Clotilde Micheli nacque a Imer (Trento) l’11 settembre 1849 da genitori profondamente cristiani; a 3 anni come si usava allora, ricevé il Sacramento della Cresima, a Fiera di Primiero dal vescovo-principe di Trento mons. Tschiderer; a 10 anni ricevé la Prima Comunione.
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Attività estive anno 2021

Stai aspettando l’estate per divertirti insieme ai tuoi amici?
Ecco il programma di quest’estate per i nostri ragazzi! Scarica qui la scheda di adesione da compilare e il modulo con la liberatoria per l’utilizzo dei dati personali.



Maggio 2021: il mese della preghiera incessante per la fine della pandemia e per la ripresa delle attività sociali e lavorative

Unità Pastorale di Soprapieve
Maggio 2021:
il mese della preghiera incessante
per la fine della pandemia
e per la ripresa delle attività sociali
e lavorative
MADONNA DELL’AIUTO (in centro a Fiera) – Dal
lunedì al venerdì ore 20.00
TRANSACQUA – Lunedì e giovedì ore 17.30
TONADICO – Dal lunedì al giovedì alle ore 20.00 – Venerdì ore 17.30
SIROR – Dal lunedì al venerdì alle ore 17.30
SAN MARTINO di C. – Dal lunedì al sabato alle ore 17.30
In comunione con il Santo Padre, sull’esempio delle prime comunità cristiane, in questo
momento di grande prova, eleviamo al Signore, per intercessione della Beata Vergine Maria,
l’incessante supplica per la fine della pandemia, che affligge il mondo da ormai più di un anno e
per la ripresa delle attività sociali e lavorative.
In particolare oggi, la nostra Comunità desidera pregare…
1 PER I DEFUNTI
2 PER COLORO CHE NON HANNO POTUTO SALUTARE I PROPRI CARI
3 PER I CONTAGIATI E I MALATI
4 PER LE DONNE IN ATTESA E I NASCITURI
5 PER I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI
6 PER I GIOVANI
7 PER LE FAMIGLIE
8 PER GLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE
9 PER GLI ANZIANI
10 PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
11 PER I POVERI, I SENZA TETTO E LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA
12 PER LE PERSONE SOLE E PER COLORO CHE HANNO PERSO LA SPERANZA
13 PER I CARCERATI
14 PER GLI SCIENZIATI E GLI ISTITUTI DI RICERCA MEDICA
15 PER I MIGRANTI
16 PER LE VITTIME DELLA VIOLENZA E DELLA TRATTA UMANA
17 PER I RESPONSABILI DELLE NAZIONI E DEGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI
18 PER I MEDICI E GLI INFERMIERI
19 PER LE POPOLAZIONI IN GUERRA E LA PACE NEL MONDO
20 PER I FARMACISTI E IL PERSONALE SANITARIO
21 PER GLI OPERATORI SOCIO-ASSISTENZIALI
22 PER I VOLONTARI
23 PER LE FORZE DELL’ORDINE, I MILITARI E I POMPIERI
24 PER COLORO CHE GARANTISCONO I SERVIZI ESSENZIALI
25 PER GLI INSEGNANTI, GLI STUDENTI E GLI EDUCATORI
26 PER I LAVORATORI E GLI IMPRENDITORI
27 PER I DISOCCUPATI
28 PER IL PAPA, I VESCOVI, I PRESBITERI, I DIACONI
29 PER LE PERSONE CONSACRATE
30 PER LA CHIESA
31 PER LA FINE DELLA PANDEMIA E LA RIPRESA DELLA VITA SOCIALE E LAVORATIVA

1 maggio 2021 – messa dei lavoratori


San Giuseppe Lavoratore – Santa Messa a Mezzano
(in sostituzione di San Silvestro)
organizzata da www.acliservizi.it
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Costituzione Italiana – Articolo 4

Festa del perdono 2021 – Parrocchie di Soprapieve

FESTA DEL PERDONO!!!
I ragazzi e le ragazze della IVa elementare hanno la gioia di annunciare
alle Comunità cristiane di Soprapieve che celebreranno,
per la prima volta, il Sacramento della Riconciliazione.
IN CHIESA ARCIPRETALE A FIERA:
Mercoledì 21 aprile ore 16.30 –
Gruppi di TONADICO e TRANSACQUA
Giovedì 22 aprile ore 18.15 –
Gruppi di SIROR e FIERA
IN CHIESA A SAN MARTINO DI CASTROZZA:
Sabato 24 aprile ore 17.00 – Ragazzi di 4a -5a elementare

Abbiamo un Dio amico della pace
e gli abbiamo fatto benedire le armi
Abbiamo un Dio affettuoso
e l’abbiamo presentato distratto
Abbiamo un Dio vivo
e l’abbiamo reso libresco
Abbiamo un Dio semplice
e l’abbiamo fatto diventare un rompicapo
Abbiamo un Dio dalla forza liberante
e l’abbiamo presentato opprimente
Abbiamo un Dio amore
e l’abbiamo ridotto
a esattore delle imposte
Abbiamo un Dio
dalla vicinanza commovente
e l’abbiamo rinchiuso
nel “teologhese”
Abbiamo un Dio simpatico
e l’abbiamo reso noioso
In una parola:
a furia di pensare e parlare male di Dio,
l’abbiamo ridotto al silenzio.
















