Ci hanno lasciato

Festa di Santa Chiara

Festa di Santa Chiara

Dal 10/08/2021 Al 11/08/2021
Località: Tonadico
Luogo: Monastero delle Clarisse Cappuccine

 

 

10 agosto

  • ore 18 – primi vespri della Solennità e vespri e Transito di Santa Chiara.
  • Veglia e ufficio delle letture – Monastero delle Cappuccine, ore 21.00
11 agosto
  • Ore 7.30 Lodi
  • Santa Messa.
    Tonadico, Monastero delle Cappuccine, ore 18.00

Forum economia

Il “FORUM – C’è un altro modo si fare impresa…”  è un incontro annuale per l’economia e il lavoro nato a Primiero quattro anni fa con l’intento di produrre idee nuove per promuovere l’economia ed il lavoro, in particolare quello giovanile, nella Valle di Primiero.

I contributi di teoria e di esperienza provengono soprattutto dal mondo dell’Economia di Comunione. I partecipanti al Forum sono finora infatti prevalentemente economisti, esperti a vario titolo ed imprese che aderiscono al progetto di Economia di Comunione.
L’edizione 2021, FORUM 4, continuerà lo studio di modelli innovativi nel campo dell’economia e dell’imprenditoria. Si cercheranno le risposte dell’economia civile e dell’economia di comunione ai grandi cambiamenti. Si parlerà delle risorse territoriali ed economiche del territorio di Primiero, si parlerà di azienda come luogo di incontro, di relazioni fra imprese, di persone e attività produttiva, di welfare generativo.
Il FORUM 4 prevede quest’anno la lezione magistrale del Prof. Luigino Bruni, economista, accademico, saggista e responsabile del progetto mondiale di Economia di Comunione  https://www.edc-online.org/it/
La lezione avrà per titolo «IL LAVORO DOPO LA PANDEMIA – Costi e benefici del Covid 19 per il mondo delle imprese» e sarà introdotto da  un intervento del Dott. Bruno Turra, ricercatore sociale; valutatore e consulente srategico, esperto della realtà sociale ed economica di Primiero, dal titolo: «Una valle alpina verso un futuro sostenibile e responsabile».
L’ evento, on-line è in collaborazione tra Movimento dei Focolari, Comunità Locale di Primiero, ACLI Primiero. Si svolgerà il 4 agosto 2021 – ore 20,30 e sarà visibile sulla pagina facebook di focolaritalia.it e, in differita, sul canale YouTube di focolaritalia.it.

Prof. Luigino Bruni, da 10 anni apprezzato editorialista di Avvenire, coordinatore del convegno di Assisi su Economia di Francesco, coordinatore mondiale di Economia di Comunione, docente in 2 università, biblista che interroga la Parola di Dio e se ne lascia interrogare, autore di numerose pubblicazioni.

Dal quotidiano Avvenire.

Bruni e Avvenire. La buona misura è dismisura: molto più di un’altra economia

Alessandro Zaccuri domenica 25 luglio 2021

Luigino Bruni e ‘Avvenire’: dieci anni e un giorno tra il Libro e la realtà (dafare nuova)

L’accademico e scrittore in questi anni ha proposto un approccio alla Scrittura in chiave economica evidenziando quel processo che è principalmente produzione di senso La dimensione femminile è una delle caratteristiche ricorrenti nell’analisi dei testi proposta in numerosi articoli – .

Dieci anni. Anzi, dieci anni e un giorno, che a pensarci è un conteggio più adeguato all’idea di economia e di umana sapienza che, a partire dal 24 luglio 2011, Luigino Bruni ha voluto condividere con i lettori di Avvenire attraverso un appuntamento domenicale subito impostosi per autorevolezza e divenuto presto familiare. Dieci anni è l’esito del computo preciso dal quale il buon amministratore non può prescindere quando si tratti di dare concretezza a un progetto. Ma c’è quel giorno in più, a sua volta indispensabile, perché è soltanto nella dismisura che si apprezza la misura: soltanto prendendo atto che non tutto è compiuto si riesce a immaginare il compimento.

Se la scienza della misura è l’eredità di Atene, ossia della tradizione di pensiero che deriva dalla cultura greco-latina, l’arte della dismisura è il dono di Gerusalemme, è la prospettiva di inesplicabile grandezza che contraddistingue la mentalità dell’uomo biblico. Non per niente, la prima attestazione di una citazione scritturistica in ambito profano risale all’anonimo trattato greco Del sublime, che nel I secolo d.C. mette a tema quella particolare declinazione della bellezza che implica la percezione del tremendo e spinge verso la magnanimità: la dismisura, appunto, senza la quale verrebbe meno la ragione stessa della misura. I n questi dieci anni e un giorno, Bruni ha affrontato argomenti che, nella loro varietà, restano sempre riconducibili all’esigenza di un ripensamento profondo – mai polemico e sempre documentato – degli elementi che stanno alla base dell’agire economico, nella sua accezione più piena. Lo ha fatto rimettendo in discussione le premesse del capitalismo e restituendo al Medioevo la sua carica innovativa e comunitaria, per esempio. Lo ha fatto, anzitutto, rileggendo la Bibbia da una prospettiva apparentemente inusuale, che è appunto quella dell’economista che interroga la Parola di Dio e se ne lascia interrogare. A differenza di quanto avviene spesso nella saggistica degli ultimi decenni, Bruni non sovrappone mai le sue competenze al dettato del testo al quale si riferisce, né lo piega per trovare conferma a una tesi precostituita o, peggio, pregiudiziale.

Siamo lontanissimi da operazioni come quelle che hanno equiparato L’arte della guerra di Sun Tzu a un manuale di marketing o che hanno dissezionato le opere di Shakespeare per trarne massime di comportamento a beneficio dei manager. Iniziative di per sé comprensibili, in alcuni casi perfino apprezzabili, ma che alla lunga tradiscono un intento opportunistico del tutto estraneo alla singolare forma di esegesi promossa da Bruni. C redente oltre che scienziato (meglio: scienziato in quanto credente, perché la ragioni della speranza non vanno disgiunte dalla ragionevolezza dell’argomentazione), lo storico dell’Economia e teorico dell’Economia di Comunione si accosta alla Bibbia con uno sguardo originale ma non ingenuo. Prima di intraprendere il commento di un libro, attua una ricognizione il più possibile ampia e circostanziata, si rifà all’inesauribile pa- trimonio patristico e attinge agli studi più aggiornati e interconfessionali. Dopo di che, Bruni procede in campo aperto, andando alla ricerca di un legame che, a lungo inavvertito, finisce per imporsi come principio ermeneutico decisivo. In questione, com’è noto, c’è la dimensione economica del racconto biblico, che è qualcosa di più e qualcosa di diverso rispetto al guadagno di esperienza che ogni racconto non manca di suscitare. Questo è lo statuto della letteratura, alla quale la Bibbia stessa appartiene in quanto biblioteca di generi differenti, dal resoconto storico al poema d’amore. Per dirla con l’Eliot della Terra desolata (o devastata, come suggerisce la nuova traduzione di Carmen Gallo), la vicenda di ogni essere umano è sempre sospesa tra profit e loss, tra ‘profitto’ e ‘perdita’, termini squisitamente economici dei quali la letteratura si appropria per esplorare il mistero della vita e della morte, del desiderio e del lutto.

Negli interventi un ripensamento dell’agire economico, mettendo in discussione le premesse del capitalismo e rileggendo la Bibbia da una prospettiva inusuale

Questo accade anche nella Bibbia, certamente. Ma nella Bibbia non accade solamente questo, come Bruni sta dimostrando una domenica dopo l’altra. Undici finora i libri commentati, dal racconto fondativo di Genesi (dove i patriarchi sono spesso mercanti, e mercanti particolarmente accorti) fino alla brevissima, meravigliosa storia di Rut, la straniera capace di trasformare in marginalità positiva l’emarginazione alla quale sarebbe altrimenti destinata. La dimensione femminile è una della caratteristiche ricorrenti nell’analisi condotta da Bruni, che nello specifico ha posto la sua indagine sull’Esodo sotto il segno delle «levatrici d’Egitto ». È una sensibilità che non stupisce, considerata l’adesione di Bruni al Movimento dei Focolari, all’interno del quale è fortissima l’impronta mariana impressa dalla fondatrice Chiara Lubich. Una volta di più, però, femminile in quanto percorsa dalla ruah, il respiro materno dello Spirito, è tutta la Bibbia, nel canto dei Salmi così come nella testimonianza dei profeti (Isaia, Geremia ed Ezechiele sono quelli di cui Bruni si è già occupato), nelle cronache consegnate ai libri di Samuele e dei Re così come nell’aspra requisitoria di Qoèlet. Per accorgersene occorre sventare l’equivoco in conseguenza del quale il dettato della Bibbia rischierebbe di restare imprigionato in una fissità fuori dal tempo. Proprio perché è Parola di Dio trasmessa all’umanità, al contrario, la Bibbia si rende sempre disponibile all’interpretazione. In maniera non arbitraria e strumentale, si capisce, ma sempre circostanziata e rispettosa della realtà storica e delle implicazioni teologiche che ogni interpretazione presuppone. I l modello suggerito da Bruni consiste nel leggere la Bibbia in chiave economica non tanto (o non soltanto) perché nella Scrittura si trovino indicazioni imprenditoriali ancora oggi preziose, ma perché la Scrittura stessa mette in atto un processo economico, che è principalmente e irrinunciabilmente un processo di produzione di senso. La Bibbia è il testo generativo per eccellenza, nel quale la dinamica tipica della letteratura è sottoposta a un salto di scala. Il racconto parla di noi, come sempre, ma nello stesso tempo ci rivela qualcosa la cui esistenza ci sarebbe nota solo per via di intuizione o di presagio. In questo modo, ogni pensiero economico si rivela come riflesso, più o meno fedele o distorto, del disegno complessivo dell’economia della salvezza che la Bibbia descrive libro per libro, versetto per versetto.

Decifrare questi segnali è l’impresa che Bruni ha fatto propria e per la quale, da dieci anni e un giorno, abbiamo imparato a essergli grati. Se poi si volesse aggiungere un altro dato, di quelli esteriori e fattuali che tanto ricorrono nella rappresentazione convenzionale dell’economia, si potrebbe ricordare come i libri tratti dalle sue rubriche bibliche, editi con cadenza regolare da Edb, abbiano riscosso un interesse tale da provocare addirittura un tentativo di contraffazione. È capitato qualche anno fa, con il commento al libro di Giobbe, e in fondo anche questo è un segnale da non trascurare.

 

Celebrazione Eucaristica in suffragio dei defunti della pandemia.

SABATO 24 LUGLIO ore 10.30 – Arcipretale a Pieve

CELEBRAZIONE EUCARISTICA a suffragio dei defunti della pandemia organizzata dai Volontari dei  Gruppi Alpini e NU.VOL.A di Primiero e Vanoi


Santa Messa nella Memoria Liturgica della Beata Maria Serafina del Sacro Cuore.

Santa Messa nella memoria Liturgica della
Beata Maria Serafina del Sacro Cuore. 

Nel 10° anniversario della Beatificazione. 
Venerdì 28 maggio ore 20.00 Chiesa di Imèr. 

Pellegrinaggio a Faicchio sui luoghi della Beata Serafina Micheli.
Pellegrinaggio a Faicchio sui luoghi della Beata Serafina Micheli.

Beata Suor Serafina Micheli

A 10 anni dalla festa della beatificazione di Suor Maria Serafina del Sacro cuore a Faicchio ci ritroviamo come comunità parrocchiali nella chiesa di Imèr per onorare la memoria liturgica della Beata, in attesa di celebrare, il prossimo settembre, il 10° anniversario della Beatificazione.

Chi è suor Serafina Micheli?
Fonte delle notizie, Santi e Beati.

Beata Maria Serafina del Sacro Cuore (Clotilde Micheli) Fondatrice

28 maggio

Imer, Trento, 11 settembre 1849 – Faicchio, Benevento, 24 marzo 1911

 

La sua vita è la prova provata che, quand’anche una “telefonata celeste” indirizzasse chiaramente una persona verso una ben definita vocazione, la concretizzazione di questa è affidata al discernimento ed alla faticosa ricerca personale, da cui nessuno è esentato, tantomeno i santi. Clotilde Micheli nasce l’11 settembre 1849 a Imèr (Trentino) e dalla famiglia avrebbe tutto ciò che serve a far sbocciare una vocazione religiosa: un papà soprannominato “giusto”; una mamma che si divide tra casa e chiesa e che attira, come pensano i suoi vicini, le benedizioni del cielo sul paese; una sorella che sembra avere il filo diretto con il paradiso e che riceve in visione precise indicazioni sulla futura vita religiosa di Clotilde. Le visioni, appunto, di cui oggi non si parla volentieri: ne beneficiano prima la sorella e poi la stessa Clotilde, ma non sono, come a prima vista sembrerebbe, un particolare privilegio, casomai un tormento. Perché se, proprio grazie alle visioni, è ben chiaro il progetto di Dio su di lei, queste accentuano anche le sue fatiche per attuarlo. In particolare, le sembra evidente che Dio non la vuole suora tra le tante già esistenti, bensì fondatrice di una nuova congregazione che abbia lo specifico scopo di adorare la SS. Trinità, con speciale devozione alla Madonna ed agli Angeli, quali modelli di preghiera e di servizio. Ma dato che il diventare fondatrice non è precisamente come bere un bicchier d’acqua, ecco le prime difficoltà, che sembrano a dir poco insormontabili. Gli ostacoli maggiori non li riscontra in famiglia, che anzi la sollecita a rispondere alla sua vocazione, piuttosto in lei ed in chi dovrebbe consigliarla e sostenerla. Monsignor Agostini, futuro patriarca di Venezia, la incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa, ma lei si spaventa ed ha paura di non essere all’altezza della situazione; si trasferisce a Padova, dov’è sostenuta da un altro consigliere spirituale illuminato, che però muore troppo presto; con un sotterfugio qualcuno cerca di farla sposare e lei scappa in Germania, dove si sono trasferiti i genitori, e per otto anni si mette al servizio dei malati come infermiera piena di dolcezza e carità, ma neanche questa è la sua strada. Per farla breve, tra una spinta ed un tentennamento, Clotilde a 38 anni ancora non ha capito dove il Signore la sta attirando. Decide così di andargli incontro, iniziando un pellegrinaggio a piedi che ha come meta Roma e come tappe intermedie i principali santuari mariani. Qui entra nell’Istituto delle Immacolatine prendendo il nome di suor Annunziata, ma vi rimane poco più di due anni, il tempo cioè per accorgersi che non è quello il posto per lei. L’irrequieta Clotilde prosegue così il suo viaggio verso Caserta, nei cui dintorni, finalmente, riesce a raccogliere le prime cinque ragazze che a giugno 1891 prendono il velo insieme a lei: nascono così le Suore degli Angeli, adoratrici della Trinità, proprio come fin da ragazza aveva sognato. Lei prende il nome di Suor Maria Serafina del sacro Cuore ed appena un anno dopo alle sue prime suore viene affidato un orfanotrofio. L’assistenza all’infanzia ed alla gioventù abbandonata diventa così il carisma specifico, coniugato alla preghiera adorante che Madre Serafina sente come loro impegno primario. “Figliole mie, imparate a sorridere sempre”, raccomanda, mentre lei è la prima ad esercitarsi quando arriva la malattia, attraversa l’incomprensione di alcune consorelle, fa fronte alle calunnie che minano ed indeboliscono sempre più il suo fisico. Non aveva detto un giorno: “Signore non so amarti, ma insegnami a patire, che patirò per amore”?  Probabilmente le tocca anche una lunga notte dello spirito, se ad una consorella confida: “So che amo il Signore, ma non lo sento”.   Così, consumata dalle sofferenze fisiche e morali, spira il 24 marzo 1911, esattamente un secolo fa, mentre le sue figlie continuano “come gli Angeli ad adorare la Trinità e sono sulla terra come essi sono nei cieli”. Proclamata venerabile nel 2009, Madre Serafina Micheli è stata beatificata il 28 maggio 2011.

Autore: Gianpiero Pettiti

Fonte delle notizie, Santi e Beati.


 

Clotilde Micheli nacque a Imer (Trento) l’11 settembre 1849 da genitori profondamente cristiani; a 3 anni come si usava allora, ricevé il Sacramento della Cresima, a Fiera di Primiero dal vescovo-principe di Trento mons. Tschiderer; a 10 anni ricevé la Prima Comunione.
A partire dalla sua giovinezza la vita di Clotilde Micheli sembra un romanzo ottocentesco, in realtà la Volontà di Dio plasmava quest’anima predestinata, facendola vagare da un posto all’altro, alla ricerca di come realizzare la rivelazione fattagli dalla Madonna il 2 agosto 1867, mentre a 18 anni era in preghiera come al solito nella chiesa di Imer.
La Madonna le manifestò la Volontà di Dio che venisse fondato un nuovo Istituto religioso, con lo specifico scopo di adorare la SS. Trinità, con speciale devozione alla Madonna ed agli Angeli, quali modelli di preghiera e di servizio.
Seguendo il consiglio di una donna saggia e prudente di Imer, Costanza Piazza, Clotilde si recò a Venezia per consigli spirituali da mons. Domenico Agostini, futuro patriarca della città lagunare, il quale consigliò la giovane ad iniziare l’opera voluta da Dio, invitandola a stenderne la Regola.
Ma essa presa dal timore di non riuscire, strappò le lettere di presentazione e ritornò ad Imer. Nel 1867 si trasferì da sola a Padova, qui rimase per nove anni fino al 1876, seguendo la guida spirituale di mons. Angelo Piacentini, professore del locale Seminario, cercando di capire meglio la chiamata ricevuta.
Alla morte del Piacentini nel 1876, Clotilde Micheli si recò a Castellavazzo (Belluno) presso l’arciprete Gerolamo Barpi, il quale conosciute le intenzioni della giovane, mise a sua disposizione un vecchio convento per la nuova fondazione.
Nel 1878 Clotilde stava per subire con un sotterfugio, un matrimonio combinato, per cui avendolo saputo, se ne fuggì in Germania ad Epfendorf nel Wurttemberg, dove i genitori si erano da poco trasferiti per lavoro.
Rimase in Germania sette anni, dal 1878 al 1885 lavorando come infermiera presso l’Ospedale delle Suore Elisabettine e facendosi notare per la sua carità e la delicatezza usata verso gli ammalati. Dopo la morte della madre nel 1882 e del padre nel 1885, decise di lasciare definitivamente la Germania e ritornò ad Imer suo paese natio.
Due anni dopo, questa irrequieta donna di 38 anni, insieme alla cugina Giuditta, intraprese nel maggio 1887 un pellegrinaggio a piedi verso Roma, facendo tappe a vari Santuari Mariani, con devozione e spirito di penitenza, sempre intenzionata a verificare ancora la Volontà di Dio, circa la fondazione ideata.
Ad agosto giunsero a Roma e ospitate dalle Suore di Carità Figlie dell’Immacolata (Immacolatine) fondate da Maria Fabiano; la fondatrice conosciuta Clotilde più profondamente, la convinse a prendere l’abito del suo nascente Istituto, promettendole di lasciarla libera se si fosse attuato il suo disegno giovanile.
Clotilde prese il nome di suor Annunziata e rimase fra le Immacolatine fino all’inizio del 1891, ricoprendo anche la carica di superiora dal 1888 al 1891 nel convento di Sgurgola d’Anagni.
La sua discesa verso l’Italia del Sud proseguì nel 1891, arrivando ad Alife (Caserta) su invito di padre Francesco Fusco da Trani, francescano conventuale, che intendeva proporre a Clotilde la realizzazione di una fondazione ideata dal vescovo mons. Scotti, ma lei constatò che il progetto del vescovo, non concordava con quello che sembrava essere il disegno di Dio su di lei.
Dopo essersi spostata a Caserta ospite di una famiglia che la sosteneva, Clotilde passò nella vicina Casolla con due giovinette che si erano unite a lei. Dopo alcuni mesi, il vescovo di Caserta mons. De Rossi, principe di Castelpetroso, autorizzò la vestizione religiosa del primo gruppo di cinque suore, che avvenne con la presenza di padre Fusco il 28 giugno 1891, la nuova Istituzione prese il nome di Suore degli Angeli, adoratrici della SS. Trinità.
La fondatrice Clotilde Micheli aveva 42 anni e prese il nome di suor Maria Serafina del Sacro Cuore. Un anno dopo un primo nucleo di suore fu inviato a gestire un orfanotrofio a S. Maria Capua Vetere (Caserta), che divenne anche la prima Casa dell’Istituto, seguita poi da altre opere, volte ad aiutare l’infanzia e la gioventù abbandonata.
Ma per madre Serafina cominciò, a partire dalla fine del 1895, un periodo di sofferenze fisiche, che dopo un intervento chirurgico molto delicato, sollecitato dallo stesso vescovo di Caserta, la indebolì vistosamente. Nel frattempo dopo varie vicende fu aperta nel giugno 1899 la Casa di Faicchio (Benevento) che in seguito diventerà l’Istituto di formazione della Congregazione. Madre Maria Serafina fu impegnata a realizzare altre opere ad un ritmo sostenuto che la indebolì ulteriormente, tanto da costringerla a non muoversi più da Faicchio.
Come quasi tutte le fondatrici di Congregazioni religiose, anche lei ebbe molto a soffrire moralmente per le incomprensioni patite anche all’interno stesso del suo Istituto, e il 24 marzo 1911, consumata dalle sofferenze fisiche morì nella Casa di Faicchio, dove è tumulata.
Per la santità della sua vita, che aumentò dopo la sua morte, le sue Suore degli Angeli avviarono la causa per la sua beatificazione, con il nulla osta della Santa Sede del 9 luglio 1990 e che procede presso la competente Congregazione per le Cause dei Santi. Il suo carisma di prescelta con un intervento della Vergine nel lontano 1867, l’accompagnò per tutta la vita e si diffonde tuttora nella sua Congregazione, come dono dello Spirito Santo: “Come gli Angeli adorerete la Trinità e sarete sulla terra come essi sono nei cieli”.


Autore: 
Antonio Borrelli

Attività estive anno 2021

Stai aspettando l’estate per divertirti insieme ai tuoi amici? 
Ecco il programma di quest’estate per i nostri ragazzi! Scarica qui  la scheda di adesione da compilare e il modulo con la liberatoria per l’utilizzo dei dati personali.

Attività estive decanato primiero anno 2021
Attività estive decanato primiero anno 2021

Maggio 2021: il mese della preghiera incessante per la fine della pandemia e per la ripresa delle attività sociali e lavorative

Unità Pastorale di Soprapieve
Maggio 2021:

il mese della preghiera incessante
per la fine della pandemia
e per la ripresa delle attività sociali

e lavorative

MADONNA DELL’AIUTO (in centro a Fiera) – Dal
lunedì al venerdì ore 20.00

TRANSACQUA – Lunedì e giovedì ore 17.30

TONADICO – Dal lunedì al giovedì alle ore 20.00 – Venerdì ore 17.30

SIROR – Dal lunedì al venerdì alle ore 17.30
SAN MARTINO di C. – Dal lunedì al sabato alle ore 17.30

In comunione con il Santo Padre, sull’esempio delle prime comunità cristiane, in questo
momento di grande prova, eleviamo al Signore, per intercessione della Beata Vergine Maria,
l’incessante supplica per la fine della pandemia, che affligge il mondo da ormai più di un anno e
per la ripresa delle attività sociali e lavorative.

In particolare oggi, la nostra Comunità desidera pregare…
1 PER I DEFUNTI
2 PER COLORO CHE NON HANNO POTUTO SALUTARE I PROPRI CARI
3 PER I CONTAGIATI E I MALATI
4 PER LE DONNE IN ATTESA E I NASCITURI
5 PER I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI
6 PER I GIOVANI
7 PER LE FAMIGLIE
8 PER GLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE
9 PER GLI ANZIANI
10 PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
11 PER I POVERI, I SENZA TETTO E LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA
12 PER LE PERSONE SOLE E PER COLORO CHE HANNO PERSO LA SPERANZA
13 PER I CARCERATI
14 PER GLI SCIENZIATI E GLI ISTITUTI DI RICERCA MEDICA
15 PER I MIGRANTI
16 PER LE VITTIME DELLA VIOLENZA E DELLA TRATTA UMANA
17 PER I RESPONSABILI DELLE NAZIONI E DEGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI
18 PER I MEDICI E GLI INFERMIERI
19 PER LE POPOLAZIONI IN GUERRA E LA PACE NEL MONDO
20 PER I FARMACISTI E IL PERSONALE SANITARIO
21 PER GLI OPERATORI SOCIO-ASSISTENZIALI
22 PER I VOLONTARI
23 PER LE FORZE DELL’ORDINE, I MILITARI E I POMPIERI
24 PER COLORO CHE GARANTISCONO I SERVIZI ESSENZIALI
25 PER GLI INSEGNANTI, GLI STUDENTI E GLI EDUCATORI
26 PER I LAVORATORI E GLI IMPRENDITORI
27 PER I DISOCCUPATI
28 PER IL PAPA, I VESCOVI, I PRESBITERI, I DIACONI
29 PER LE PERSONE CONSACRATE
30 PER LA CHIESA
31 PER LA FINE DELLA PANDEMIA E LA RIPRESA DELLA VITA SOCIALE E LAVORATIVA

1 maggio 2021 – messa dei lavoratori

Mezzano
Mezzano

San Giuseppe Lavoratore – Santa Messa a Mezzano
(in sostituzione di San Silvestro) 

organizzata da www.acliservizi.it 

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Costituzione Italiana – Articolo 4 

 

Festa del perdono 2021 – Parrocchie di Soprapieve

FESTA DEL PERDONO!!!

I ragazzi e le ragazze della IVa elementare hanno la gioia di annunciare
alle Comunità cristiane di Soprapieve che celebreranno,
per la prima volta, il Sacramento della Riconciliazione.
IN CHIESA ARCIPRETALE A FIERA:

Mercoledì 21 aprile ore 16.30 –
Gruppi di TONADICO e TRANSACQUA

Giovedì 22 aprile ore 18.15 –
Gruppi di SIROR e FIERA

IN CHIESA A SAN MARTINO DI CASTROZZA:
Sabato 24 aprile ore 17.00 – Ragazzi di 4a -5a elementare


Abbiamo un Dio amico della pace
e gli abbiamo fatto benedire le armi
Abbiamo un Dio affettuoso
e l’abbiamo presentato distratto
Abbiamo un Dio vivo
e l’abbiamo reso libresco
Abbiamo un Dio semplice
e l’abbiamo fatto diventare un rompicapo
Abbiamo un Dio dalla forza liberante
e l’abbiamo presentato opprimente
Abbiamo un Dio amore
e l’abbiamo ridotto
a esattore delle imposte
Abbiamo un Dio
dalla vicinanza commovente
e l’abbiamo rinchiuso
nel “teologhese”
Abbiamo un Dio simpatico
e l’abbiamo reso noioso
In una parola:
a furia di pensare e parlare male di Dio,
l’abbiamo ridotto al silenzio.

25 aprile 2021 – San Marco evangelista, patrono di Transacqua

Giovedì 25 aprile 2024 alle ore 10.30,
FESTA PATRONALE DI SAN MARCO 
a Transacqua

Santa Messa solenne della Comunità.
Segue festa degli anziani.

San Marco, ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sé nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove  scrisse il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l’apostolo Paolo, che incontrò nel 44.

O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, fa’ che, alla scuola del vangelo, impariamo in questo momento di sofferenza per la pandemia e di speranza, a seguire fedelmente il Cristo Signore.

San Marco prega per noi.

Buona festa a tutti.

Auguri di San Marco

 

San Marco evangelista (25 aprile).

Marco è il patrono di Venezia dove il suo corpo sarebbe stato portato nell’ 828 da Alessandria dove secondo la tradizione sarebbe morto martire dopo aver predicato il Vangelo.
Gli Atti degli Apostoli lo ricordano accanto a suo cugino Barnaba e a Paolo nel primo viaggio missionario. Più tardi lo ritroviamo a Roma tra i collaboratori di Pietro e Paolo. Qui, probabilmente, compose il suo Vangelo che è il più antico dei quattro e tramanda l’eco della predicazione di Pietro.

Secondo un’antichissima tradizione, Pietro lo mandò ad Alessandria d’Egitto, dove cambiò la Chiesa locale diventandone primo Vescovo.

Morì il 25 Aprile dell’anno 68. San Marco è patrono dei notai, degli scrivani, dei vetrai, dei pittori su vetro, degli ottici; la sua festa è il 25 aprile.