Ci hanno lasciato

Candelora

il 2 febbraio, è il giorno della Candelora

Il 2 Febbraio si celebra per i Cristiani la Candelora, ovvero la festa che celebra il ricordo della presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la nascita.

📅 Lunedì 2 febbraio
Festa della Presentazione del Signore
(Candelora)

🕯 Ore 18.00
Imèr – Santa Messa
Transacqua – Santa Messa

 

Sono invitate le famiglie dei bambini della catechesi per la tradizionale benedizione delle candele.

Nello stesso giorno allarghiamo la preghiera in occasione della
GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA
Ricorderemo in modo particolare le comunità religiose dei salesiani e delle monache clarisse cappuccine.

 

La Candelora è una ricorrenza cristiana che viene celebrata il 2 febbraio, chiamata anche Festa della purificazione della Vergine Maria e della presentazione di Gesù al Tempio.

Con la riforma liturgica, voluta dal Concilio Vaticano II, la Chiesa latina, in pieno accordo con quelle orientali, ha restituito al 2 febbraio la sua connotazione cristologica, ossia festa del Cristo, che aveva in origine, chiamandola Presentazione del Signore.

La festa è popolarmente chiamata anche “Festa della Candelora” perché in quel giorno si benedicono e distribuiscono ai fedeli candele accese che si dice difendano contro calamità e tempeste. Le candele accese simboleggiano Gesù Cristo la luce del mondo; così fu chiamato il Bambino Gesù dal vecchio Simeone al momento della sua presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi:

«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Luca 2,29).

La Candelora segna per lo più, la fine dell’inverno. Un antico e celebre proverbio recita

“Candelora dell’inverno semo fora, ma se piove e tira vento, dell’inverno semo dentro”,”,

ossia all’arrivo della Candelora l’inverno è finito ma se il 2 febbraio il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno.

In pratica con l’avvento di Cristo, le tenebre cedono il passo alla luce, il peccato alla grazia, la morte alla Vita!

Sagra Patronale di Tonadico – San Sebastiano – 20 gennaio 2026

Martedì 20 gennaio 2026
Sagra di San Sebastiano – San Bascian – Tonadico

Santa Messa ore 10.00 

Con la partecipazione della
Schützen Kompanie – Giuseppina Negrelli Primör

 

Festa patronale di San Sebastiano a Tonadico

Martedì 20 gennaio, la comunità di Tonadico si riunirà per celebrare la Festa patronale di San Sebastiano, testimone di fede e di speranza, con una Santa Messa solenne alle ore 10.00 presso la chiesa di Tonadico.

La celebrazione vedrà la partecipazione della Compagnia degli Schützen di Primiero, la cui presenza conferisce solennità alla festa e richiama il valore delle tradizioni, della memoria storica e dell’identità della nostra valle.

La festa patronale rappresenta un momento importante per la vita della comunità: un tempo di preghiera condivisa, di ringraziamento e di affidamento al Santo patrono, invocandone la protezione e l’intercessione.

Tutta la popolazione è cordialmente invitata a partecipare a questo appuntamento di fede e di comunione.

 

 

San Sebastiano foto anno 2024

Schützen a San Sebastiano - Tonadico 2023
Schützen a San Sebastiano – Tonadico anno 2023

 

Schützen a San Sebastiano - Tonadico anno 2023
Schützen a San Sebastiano – Tonadico anno 2023

 

 

Dal sito Santi e beati.

San Sebastiano Martire

20 gennaio – Memoria Facoltativa

Milano, 263 circa – Roma, 304 circa

 

I dati storici circa la figura di san Sebastiano sono limitati alla menzione nel più antico calendario della Chiesa di Roma, la «Depositio Martyrum», confluita nel «Cronografo» risalente al 354, e a una citazione nel «Commento al Salmo 118» di sant’Ambrogio vescovo di Milano. Una “Passio” scritta intorno al V secolo aggiunge che Sebastiano era un membro dei pretoriani, le guardie al diretto servizio dell’imperatore di Roma, ed era cristiano dalla nascita. Grazie al suo servizio, poteva portare conforto ai cristiani che erano destinati al supplizio. A sua volta fu denunciato come cristiano e condannato al supplizio delle frecce, per aver tradito la fiducia dell’imperatore Diocleziano. Ne uscì vivo ma non illeso: dopo le cure, si ripresentò a Diocleziano per rimproverarlo aspramente di quanto aveva commesso contro i cristiani. A quel punto, fu nuovamente condannato: frustato a morte, venne gettato, ormai cadavere, nella Cloaca Massima. Le sue spoglie furono però ritrovate e deposte nelle catacombe della via Appia. Le sue reliquie sono oggi venerate nella basilica di San Sebastiano fuori le Mura a Roma, tranne quella del cranio, custodita nella basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma.

Patronato: Atleti, Arcieri, Vigili urbani, Tappezzieri

Etimologia: Sebastiano = venerabile, dal greco

Emblema: Freccia, Palma

Martirologio Romano: San Sebastiano, martire, che, originario di Milano, venne a Roma, come riferisce sant’Ambrogio, al tempo in cui infuriavano violente persecuzioni e vi subì la passione; a Roma, pertanto, dove era giunto come ospite straniero, ebbe il domicilio della perpetua immortalità; la sua deposizione avvenne sempre a Roma ad Catacumbas in questo stesso giorno.

Infanzia missionaria, benedizione dei bambini del 6 gennaio 2026

✨ Festa dell’Epifania di Gesù e dell’Infanzia Missionaria

Martedì 6 gennaio – Epifania del Signore

  • ore 10.30 – Santa Messa della Comunità e Benedizione dei Bambini
    📍 Mezzano

    Martedì 6 gennaio – Epifania del Signore

    🕕 Ore 18.00– Santa Messa della Comunità e Benedizione dei Bambini
     Canal San Bovo

Nel giorno dell’Epifania, le Parrocchie di Soprapieve propongono un momento di preghiera dedicato in modo particolare ai più piccoli, nel segno della pace, della benedizione e della fraternità universale.

📅 Martedì 6 gennaio 2026, alle ore 14.30,
presso la Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta a Pieve – Fiera,
si terrà una celebrazione di preghiera (non una Santa Messa) con la benedizione dei bambini e dei ragazzi, in occasione della Festa dell’Infanzia Missionaria.

Seguendo simbolicamente la stella dei Magi, i bambini sono invitati a sentirsi parte di una Chiesa che guarda lontano, che prega per la pace nel mondo e che riconosce nei più piccoli una speranza viva per il futuro.

La celebrazione sarà un momento semplice e gioioso, aperto a tutti, pensato per affidare al Signore i bambini, i ragazzi e le loro famiglie all’inizio del nuovo anno.

“L’amore di Gesù e la sua pace raggiungano tutti i bambini del mondo.”

Un’occasione preziosa per iniziare l’anno lasciandosi guidare dalla luce di Cristo.

Rassegna di Natale con il coro Sass Maor – 5 gennaio 2026

Chiesa Arcipretale santa Maria Assunta ore 20.30
5 Gennaio 2026

21ª Rassegna di Natale: il canto che unisce le comunità

La tradizione della Rassegna di Natale raggiunge quest’anno la sua 21ª edizione, confermandosi un appuntamento molto atteso nel cammino natalizio della nostra comunità.

📅 Lunedì 5 gennaio 2026, alle ore 20.30, presso la Chiesa Arcipretale di Fiera di Primiero, si terrà una serata di musica corale dedicata al Natale, alla pace e alla condivisione.

Protagonisti della rassegna saranno:

  • il Coro Sass Maor di Primiero (TN), diretto dal Maestro Federico Orler;

  • il Coro Torre Franca di Mattarello (TN), diretto dal Maestro Federico Bonato.

Attraverso il canto corale, le due formazioni offriranno al pubblico un percorso musicale capace di esprimere la gioia del Natale e il desiderio di fraternità che questo tempo porta con sé. La serata sarà presentata da Elisa Faoro.

La Rassegna di Natale è un’occasione preziosa per ritrovarsi come comunità, lasciandosi toccare dalla forza della musica e dal messaggio di speranza che essa sa trasmettere.

L’invito è aperto a tutti: un momento di bellezza, ascolto e incontro per continuare a vivere lo spirito del Natale.

 

Il Coro Sass Maor è nato nell’autunno del 1974 su iniziativa di alcuni giovani della Valle di Primiero. Sotto la direzione di don Giuseppe Seppi, cui è succeduto nel 1981 Tullio Dalla Sega, il Coro si è dedicato alla raccolta di canti primierotti e alla loro armonizzazione, trovando la collaborazione di validi musicisti come Camillo Moser, Marco Deflorian, lo stesso Giuseppe Seppi, Angelo Mazza, Carlo Deflorian, Sandro Filippi, Paolo Scalet, Terenzio Zardini, Cecilia Vettorazzi, Riccardo Giavina, Mario Lanaro, Roberto Gianotti, Gianluigi Dardo e Alessandro Buggiani.

Frutto di questo lavoro sono i dischi La Mè Val, inciso nel 1981No Stà Desmentegar del 1993Vesin al Larin del 2002, Incanto del 2006 ed il volume “Voci dalla Tradizione” pubblicato nel 1999 in occasione del 25° di fondazione. Nel 2016 l’ultima ed apprezzatissima incisione dal titolo “Tra rocce e stelle“. Il Coro ha effettuato trasferte in tutta Italia, in Germania, Austria, Svizzera e una tournèe nel sud del Brasile (1998). In occasione del 30° di fondazione (2004) il Coro ha scalato la vetta del Sass Maor (Pale di San Martino) a quota 2814 m. s.l.m., mentre in occasione del 40° (2014) realizza un indimenticabile gemellaggio con il coro Monte Santu di Baunei in Sardegna.

Nell’ambito della rassegna “Suoni delle Dolomiti” 2006 e 2008 ha preso parte all’esecuzione dell’opera di musica contemporanea “Vijidaes” (Visioni) del maestro Giorgio Battistelli.

Nel 2014, in occasione del centesimo anniversario della prima guerra mondiale il Sass Maor, in collaborazione con il Coro Enrosadira di Moena e il Gruppo teatrale “Coreghe Drio” dell’Istituto Comprensivo di Primiero mette in scena lo spettacolo “Lettere dal Fronte”, per commemorare tutte le vittime, ed in particolare l’individuo dietro le uniformi, indipendentemente dal loro colore. Dai diari, dalle lettere e dagli scritti di 10  soldati trentini, con la preziosa consulenza del dott. Quinto Antonelli, della Fondazione Museo Storico di Trento, sono stati tratti 11 canti composti da vari musicisti del calibro di Roberto Gianotti, Armando Franceschini, Lorenzo Donati, Ilario Defrancesco, Marina Giovannini e Felix Resch, con la direzione artistica di Luigi Azzolini.

Il Coro è composto di 35 elementi ed è stato magistralmente diretto dal 1990 fino allo scorso anno 2017 dal maestro Marco Gubert. Dall’inizio dell’anno 2018 è diretto dal giovane e appassionato maestro Federico Orler.

Fonte: http://www.corosassmaor.it/coro-sass-maor-chi-siamo/

Davanti a Dio per dire grazie: Te Deum di ringraziamento – 31 dicembre 2025

🌟 Te Deum di fine anno – Mercoledì 31 dicembre


Un inno di ringraziamento per l’anno trascorso e una preghiera di pace per il futuro

La sera del 31 dicembre, nelle comunità cristiane della Diocesi di Trento, viene tradizionalmente intonato il Te Deum, l’antico inno di lode e ringraziamento a Dio che accompagna la conclusione dell’anno civile.

Presieduto in Duomo dall’Arcivescovo Lauro Tisi e celebrato anche nelle parrocchie, il Te Deum è un momento solenne di preghiera comunitaria: un tempo prezioso per dire grazie per l’anno trascorso, affidare al Signore le fatiche e le gioie vissute e invocare pace e benedizione per l’anno che inizia.

Il significato del Te Deum

Il Te Deum è uno dei più antichi inni della tradizione cristiana.
Viene cantato nelle grandi occasioni solenni e, in modo particolare:

  • alla fine dell’anno, come ringraziamento per il cammino compiuto;

  • all’inizio del nuovo anno, come invocazione di protezione, pace e speranza.

È una preghiera che educa a rileggere il tempo con uno sguardo di fede, riconoscendo la presenza di Dio nella storia personale e comunitaria.


⛪ Celebrazioni del Te Deum

Mercoledì 31 dicembre 2025 – San Silvestro

🔹 Mattino

  • Ore 10.00 – Santa Messa
    📍 Santuario di San Silvestro (Monte Totoga, sopra Imèr)

🔹 Pomeriggio / Sera – Te Deum di ringraziamento

  • Ore 16.00
    📍 Siror – Santa Messa vigiliare con Te Deum
    📍 Transacqua – Santa Messa vigiliare con Te Deum

  • Ore 18.00
    📍 Imèr – Santa Messa vigiliare con Te Deum
    📍 Canal San Bovo – Preghiera del Te Deum
    📍 Fiera di Primiero – Arcipretale – Santa Messa vigiliare con Te Deum
    📍 Tonadico – Santa Messa vigiliare con Te Deum 

  • 📍 San Martino di Castrozza – Santa Messa vigiliare con Te Deum

Concludere l’anno nella preghiera è un gesto semplice ma profondo:
ringraziare, affidare, ripartire.

Tutti sono invitati a partecipare per vivere insieme questo momento di comunione, gratitudine e speranza, affidando al Signore il nuovo anno e il desiderio di pace per il mondo.

San Silvestro, tra cielo e valle: una Messa per salutare l’anno che si chiude – 31 dicembre 2025

Mercoledì 31 dicembre 2025 Ore 10.00:
Santa Messa a San Silvestro in onore del Santo Patrono delle nostre Valli di Primiero e Vanoi.

Per ulteriori informazioni chiamare don Augusto Pagan al numero 3343438532

📌 Riassumendo:

📅 Martedì 31 dicembre

Santa Messa di San Silvestro
🕙 Ore 10.00
📍 Santuario di San Silvestro, Monte Totoga – sopra Imèr
➡️ In caso di maltempo o impraticabilità, la celebrazione sarà trasferita alla chiesa di Passo Gobbera.

🕯 Celebrazione di ringraziamento di fine anno
🕕 Ore 18.00
📍 Chiesa di Canal San Bovo

📞 Informazioni: don Augusto Pagan – 334 343 8532

 

Uno sguardo silenzioso e carico di bellezza si apre dal Santuario di San Silvestro, sospeso tra cielo e terra.
La piccola chiesa, semplice e raccolta, si staglia in primo piano mentre le montagne sullo sfondo si accendono dei colori caldi del tramonto, con le cime illuminate da una luce dorata che contrasta dolcemente con l’azzurro profondo del cielo della sera.
Un sottile manto di neve avvolge il paesaggio di Imèr e Mezzano, rendendolo ancora più intimo e suggestivo, quasi a custodire il silenzio della valle che si intravede più in basso. La luna, discreta, accompagna la scena dall’alto, aggiungendo un senso di pace e contemplazione.
📸 Si ringrazia Christian Zurlo de “LaVoceDelNordEst” per la gentile concessione della fotografia.

Chiesetta di San Silvestro

Sospesa tra cielo e valle, la piccola chiesetta di San Silvestro ha accolto, il 31 dicembre, un incontro di preghiera e di bellezza: uomini e donne saliti a piedi, con il respiro affaticato e il cuore leggero, si sono raccolti intorno all’altare improvvisato per dire grazie a questo anno che finisce e chiedere luce per il nuovo che viene.
Dal terrazzo di roccia la vista abbraccia il paese sotto di noi, le montagne quiete sembrano ascoltare; la comunità, avvolta dal sole invernale, ha trasformato il freddo in calore di prossimità e il silenzio in canto.

Grazie di cuore a Caterina Nicolao per averci donato questa immagine — un frammento di grazia che racconta la forza semplice e vera della nostra fede condivisa.

 

Chiesa dedicata a San Silvestro
Un grazie sincero anche a Renato Orsingher per averci gentilmente concesso una sua fotografia della chiesetta di San Silvestro avvolta dalla neve.
È uno scatto di qualche anno fa, ma rivederlo oggi suscita ancora la stessa emozione: il silenzio dell’inverno, la luce che accarezza le pietre antiche, la bellezza semplice di un luogo che continua a parlare al cuore della nostra comunità.
Immagini come questa custodiscono la memoria e ci aiutano a sentire, anno dopo anno, il legame profondo con la nostra storia e il nostro territorio.

 

Estratto da Wikipedia:

La Chiesetta di San Silvestro si trova nel territorio del comune di Imèr, in Trentino, sul monte Totoga, dove domina l’entrata della valle di Primiero. Secondo rivelazioni recenti venne costruita nel XIII secolo. La chiesetta viene aperta in occasione del 1º maggio, il 31 dicembre e il lunedì di Pasquetta.

Gli abitanti del Vanoi salivano un tempo per chiedere il sole al santo, in particolare quando la pioggia non dava tregua e rovinava i raccolti.

Questa chiesa, assieme a quelle di San Vittore a Tonadico, San Giovanni e Santa Romina a Mezzano, forma una croce a simbolica consacrazione della vallata di Primiero. Oggi un percorso da trekking denominato La Crosèra unisce questi punti con un bel percorso passante per i punti più caratteristici della valle.

L’interno della chiesetta

Sull’intitolazione a Papa Silvestro I ha forse influito il fatto che la chiesa dominasse un’area boschiva ripida e di difficile accesso o forse il nome del papa ha sostituito quello di una divinità venerata sul colle prima della diffusione del cristianesimo a Primiero.

 

Chiesetta di San Silvestro sul Monte Totoga inviate da Pellin Adriana e Fiore Gobber
Chiesetta di San Silvestro sul Monte Totoga inviate da Pellin Adriana e Fiore Gobber

 

“Puer natus in Bethlehem”: letture spirituali e canti della tradizione con la scuola Musicale.

Nel clima ancora vivo del Natale,

domenica 28 dicembre alle ore 20.30, il Monastero delle Clarisse Cappuccine di Tonadico

ospiterà un suggestivo momento di ascolto e meditazione dal titolo “Puer natus in Bethlehem”.

La serata vedrà la partecipazione dell’Ensemble vocale femminile della Scuola Musicale di Primiero, insieme alle Monache Clarisse Cappuccine, in un intreccio di letture spirituali e canti della tradizione natalizia.
La direzione musicale è affidata al Maestro Paola Crema.

Il titolo dell’incontro richiama l’antico canto natalizio che annuncia la nascita del Salvatore a Betlemme, invitando ciascuno a sostare nel silenzio, nell’ascolto e nella contemplazione del mistero dell’Incarnazione.

L’iniziativa si inserisce come un’occasione significativa per prolungare la gioia del Natale e viverne il significato più profondo, attraverso la musica, la parola e la preghiera.

L’invito è rivolto a tutta la comunità.

Fiera, Santa Messa di Natale con il coro Sass Maor – 25 dicembre 2025

Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta, ore 18 del 25 dicembre 2025.
Santa Messa con il Coro Sass Maor.

Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta di Fiera di Primiero - Pieve foto di Luciana Bettega

Natale in musica: il Coro Sass Maor anima la Santa Messa del 25 dicembre

Nel giorno del Natale, mercoledì 25 dicembre, la comunità è invitata a vivere un momento di particolare intensità spirituale e musicale.

Alle ore 18.00, presso l’Arcipretale di Santa Maria Assunta a Fiera di Primiero (Pieve), durante la Santa Messa, il Coro Sass Maor accompagnerà la celebrazione con il canto, offrendo un contributo prezioso alla preghiera comune e aiutando a contemplare il mistero della nascita di Gesù attraverso la bellezza della musica sacra.

Il canto corale, da sempre parte integrante della liturgia, diventa in questa solennità un segno di gioia, di comunione e di lode, capace di unire voci e cuori nel celebrare il Natale del Signore.

Tutti sono cordialmente invitati a partecipare a questa celebrazione, per vivere insieme un Natale fatto di fede, ascolto e condivisione.

Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta - Fiera Ph Luciana Bettega
Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta – Fiera
foto Luciana Bettega

 

Auguri di Buon Natale da don Augusto Pagan

 

NATALE 2025

Accendi la pace!

«Ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si impara a
disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si
custodisce il perdono. La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile,
fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione.
E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa».

(Papa Leone XIV ai Vescovi della CEI – Roma, 17 giugno 2025)


La speranza, la vigilanza, la conversione, l’attesa, l’ascolto, la gioia, lo stesso Gesù,
sono doni che Maria, madre dei poveri, ci insegna ad accogliere e coltivare;
sono il contenuto prezioso dell’Avvento/Natale.

Pellegrini di Speranza, in quest’anno giubilare, ci lasciamo accogliere dalla Porta:
Cristo Gesù nostra speranza.

Lui viene al nostro incontro, con il fuoco del suo Spirito brucia ciò che schiavizza i cuori
e li rende incapaci di amare.

I doni dell’Avvento sopra citati ci permettono di aprire gli occhi per rallegrarci
dell’opera dello Spirito in mezzo a noi.

Come a Maria titubante, paurosa
(per lei è impossibile dare alla luce un figlio, non conosce uomo!),
l’Angelo le indica l’opera di Dio in Elisabetta
(lei che tutti dicevano sterile, è al sesto mese! Nulla è impossibile a Dio!),
così, lo stesso Angelo, risponde alla sfiducia, paura, scoraggiamento
proprio dei nostri giorni, indicandoci l’opera dello Spirito:


**È SEMPRE NUOVO E GIOVANE LO SPIRITO DI GENEROSITÀ

NEL CUORE DI TANTI VOLONTARI NELLE NOSTRE COMUNITÀ.**

Nei Vigili del fuoco, che ci hanno introdotto con la celebrazione della loro patrona
Santa Barbara, in questo tempo forte della vigilanza che caratterizza l’Avvento,
negli Alpini ed in tanti gruppi ed associazioni che non pretendiamo elencare
ma che nella gratuità e con la finalità di fare bella la nostra convivenza
servono nel silenzio,
nell’amore paziente che si esercita nelle famiglie
e al servizio degli anziani ed ammalati,

CONTEMPLIAMO IL MONDO NUOVO,
LA PACE CHE SI ACCENDE,
LA REALIZZAZIONE DEL SOGNO DI DIO,
IL NATALE 2025 CHE CI ACCINGIAMO A CELEBRARE.


Particolarmente ricco il nostro Avvento 2025 che ci fa riaprire l’elenco
delle opere dello Spirito fra noi:

la bellissima testimonianza di p. Francesco Patton
dalla martoriata Palestina con il suo libretto/provocazione
Disarmare il cuore.

Luigi, Lena, Giansiro, Artemis, membri delle nostre comunità
che in questo Avvento hanno celebrato il compimento
del loro pellegrinaggio
e che continuano a vivere tra noi
per la bellezza dell’amore che hanno dato e ricevuto.

I quaranta ragazzi accompagnati dalle catechiste,
le famiglie, i loro padrini e madrine,
a cui il Vescovo Lauro ha conferito
il sacramento della Confermazione.

Il Sì rinnovato di tante coppie
che hanno celebrato un anniversario importante
del loro percorso.

Presepio di sassi a Ronco Pieroi. Foto Mario Demarchi
Presepio di sassi a Ronco Pieroi.
Foto Mario Demarchi

I presepi nelle nostre chiese, strade e case,
preparati con amore,
con l’incessante preghiera:

VIENI SIGNORE GESÙ!

Che la luce della Parola che si fa carne
alimenti la Speranza nei nostri cuori.


don Augusto

 

Auguri di Natale 2025 da don Giuseppe Da Pra

Lettera alle famiglie – Don Giuseppe Da Pra
Orari delle Sante Messe nel periodo Natalizio e Orario delle Confessioni


QUANDO IL CUORE DIVENTA FIENO

Mentre scrivo questi auguri, sono davanti al presepe in canonica a Pieve.
L’ho preparato nei ritagli di tempo. Gli impegni di questo periodo sono tanti e mi sembra sempre di avere la sensazione che il tempo a disposizione non basti mai.

E così, per un attimo, chiudo gli occhi, ascolto il cuore e penso al
“Bambino nato a Betlemme, un neonato, adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”
(Fonti francescane).

Cosa chiedere in questo Natale per tutti voi, per le nostre famiglie, per i piccoli e grandi?

C’è un pastore nel presepe che ha le mani vuote, ma lo sguardo verso la capanna di Betlemme.

Ecco il dono: lo stupore.
Ha le mani vuote, nessun dono da poter offrire se non quello del proprio incanto.

È il dono che ci ha lasciato il Vescovo Lauro nella sua Visita pastorale in mezzo a noi: guardare e guardarci con gli occhi di Gesù di Nazareth.

E dinanzi a un po’ di fieno intravedo una culla di un amore così folle da farsi carne, per condividere la debolezza e la fragilità di coloro che ama, tramutandole in forza e vitalità infinite.

Il pastore, che abita i nostri presepi, con le braccia allargate e le mani vuote, non ha altro desiderio se non quello di accogliere l’unica cosa che dà senso al vivere e al morire: l’Amore.

“Sì, perché il Bambino di Betlemme è tutto Amore, solo Amore, nient’altro che Amore.
È amore che guarisce dall’odio e dall’indifferenza.
È amore che risana le ferite del cuore.
È amore che rimette in piedi, dona vigore ai sogni, muove la storia umana verso orizzonti di pace e di giustizia.
È amore che rende gli occhi capaci di scorgere la luce anche nel bel mezzo della notte.
Della mia notte, delle nostre notti, della notte del mondo.”
(don Mimmo Battaglia)

E quante volte ci siamo chiesti: quando arriverà la luce?
Quando terminerà la notte del dolore, del male, della violenza?

Quante volte questa domanda è stata posta dai ragazzi al Vescovo Lauro, dalle persone sofferenti in Casa di Riposo, dai genitori che hanno perso un figlio.
E quante volte io stesso, nel profondo della mia preghiera, l’ho posta al Signore.

E la risposta di Dio è una sola:
la tua notte, la notte nel mondo, termina quando il nostro cuore diventa fieno,
la nostra vita diventa culla,
le nostre parole diventano carezze,
i nostri sogni diventano voci di angeli che annunciano la pace,
e la nostra vita si trasforma in Vangelo, capace di accogliere il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo.

Accogliere il Vangelo, sì, è questo ciò che auguro a me e a tutti voi in questo Natale.

Il Vescovo Lauro ci ha aiutato a cogliere la bellezza e la forza di uomini e donne, piccoli e grandi che sono “Vite che sanno di Vangelo”.

Faccio mia l’invocazione del nostro Vescovo:

“Vieni Signore Gesù e donaci ancora una volta il tuo modo di stare al mondo,
quel modo di stare al mondo per cui le storie degli altri ci toccano,
ci feriscono,
ci coinvolgono”.

BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO!

Il parroco don Giuseppe,
con don Bepi, don Carlo, don Gianpietro, don Ilario, don Silvio,
Diacono Alessandro