Ci hanno lasciato

Camminata della Trasfigurazione

Immagini di repertorio (pre Covid) Luciana Bettega

Camminata della Trasfigurazione:
Venerdì 6 agosto 2021
Santuario di San Silvestro
il ritrovo è al Passo Gobbera alle ore 9.00
Cammineremo in preghiera verso il Santuario.
santa Messa a San Silvestro alle ore 10.00

“Il pellegrinaggio è un segno peculiare,
perché è icona del cammino
che ogni persona compie nella sua esistenza.
La vita è un pellegrinaggio
e l’essere umano e’ viator,
un pellegrino che percorre una strada
fino alla meta desiderata”.

(Misericordiae Vultus, 14)

Chiesetta di San Silvestro 1 maggio 2019 Ph Luciana Bettega
Chiesetta di San Silvestro 1 maggio 2019 Ph Luciana Bettega

Il brano evangelico della trasfigurazione risuona in due occasioni nell’itinerario liturgico annuale: nella seconda Domenica di Quaresima e nella festa del 6 Agosto. Il tempo e il contesto tuttavia provocano a cogliere due messaggi diversi, se pure complementari: in Quaresima l’annuncio della Trasfigurazione intende ridestare la consapevolezza che “solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione”, nella Festa del 6 Agosto a questa motivazione se ne aggiunge un’altra: (Cristo) “nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, fece risplendere una luce incomparabile… per anticipare nella Trasfigurazione la meravigliosa sorte della Chiesa suo mistico corpo”. E’ ciò che la spiritualità cristiana dell’oriente ha compreso da molti secoli, facendo della Trasfigurazione la vera icona di ogni traguardo cristiano.
https://www.diocesitn.it/site/tag/camminata-della-trasfigurazione/Alberto Chiara alberto.chiara.90

Il 6 agosto la Chiesa cattolica e quella ortodossa celebrano la Trasfigurazione di Nostro Signore. Gesù scelse di prendere con sé alcuni discepoli per salire sul Monte Tabor a pregare. Sei giorni prima aveva detto ai suoi discepoli: «Vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno» (Mt 16, 28) ed ecco che Pietro, Giacomo e Giovanni furono scelti per assistere all’ineffabile: Cristo apparve nel suo Corpo glorioso. Infatti, mentre pregava, «il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (Lc 9, 29) e due uomini, anch’essi apparsi nella loro gloria, parlavano con Lui del compimento in Gerusalemme del suo sacrificio: erano Mosè ed Elia che rappresentavano la Legge e i Profeti. L’episodio è raccontato dai vangeli di Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36.

Giovanni Bellini, La Trasfigurazione, Napoli, Galleria Nazionale di Capodimonte.

Giovanni Bellini, La Trasfigurazione, Napoli, Galleria Nazionale di Capodimonte.

QUALE PAPA HA DECISO DI ESTENDERLA ALLA CHIESA UNIVERSALE?

La liturgia romana leggeva il brano evangelico riferito all’episodio della Trasfigurazione il sabato delle Quattro Tempora di Quaresima, mettendo così in relazione questo mistero con quello della Passione. Lo stesso evangelista Matteo inizia il racconto con le parole: «Sei giorni dopo» (cioè dopo la solenne confessione di Pietro e il primo annuncio della passione), «Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E si trasfigurò davanti a loro: il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce».

C’è in questo episodio una netta contrapposizione all’agonia dell’orto del Getsemani. La Trasfigurazione, che fa parte del mistero della salvezza, è ben degna di una celebrazione liturgica che la Chiesa, sia in Occidente come in Oriente, ha comunque celebrato in vario modo e in date differenti, finché papa Callisto III nel 1457 elevò di grado la festa, estendendola alla Chiesa universale. Alla diffusione capillare della festa contribuì Pietro il Venerabile e Cluny.

QUAL È L’INTERPRETAZIONE DI SANT’AGOSTINO?

Sant’Agostino spiega, nel Discorso 78, che i suoi vestiti sono la sua Chiesa. «Se i vestiti non fossero tenuti ben stretti da colui che l’indossa, cadrebbero. Che c’è di strano se mediante il vestito bianchissimo viene simboleggiata la Chiesa, dal momento che sentite dire dal profeta Isaia: Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, lì farò diventare bianchi come neve (Is 1, 18)?». Dunque anche se i peccati commessi dagli uomini di Chiesa fossero di colore rosso scarlatto, la sua Sposa avrebbe comunque un abito candido e rilucente grazie al Sole, Cristo. A tale visione Pietro esprime sentimenti soltanto umani, senza pensieri soprannaturali: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» e, a questo punto, l’evangelista Luca precisa: «Egli non sapeva quel che diceva»; Pietro, la pietra sulla quale Cristo avrebbe edificato la sua Chiesa, seppure di fronte alla bellezza della maestà del Salvatore, utilizza canoni di carattere terreno.

Spiega ancora sant’Agostino: «È bello per noi, o Signore – dice – stare qui. Era infastidito dalla folla, aveva trovato la solitudine sul monte; lì aveva Cristo come cibo dell’anima. Perché avrebbe dovuto scendere per tornare alle fatiche e ai dolori mentre lassù era pieno di sentimenti di santo amore verso Dio e che gl’ispiravano perciò una santa condotta? Voleva star bene».

Di fronte a Cristo glorioso Pietro aveva trovato la felicità e non avrebbe più voluto muoversi da quel luogo. La risposta giunse mentre egli ancora parlava: arrivò una nube e li avvolse e da essa uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo», la stessa voce che si era udita quando San Giovanni Battista aveva battezzato Gesù sulle rive del Giordano: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,9-11).

Beato Angelico, Trasfigurazione di Gesù

Beato Angelico, Trasfigurazione di Gesù

QUAL È IL MONTE DELLA TRASFIGURAZIONE?

Una tradizione attestata già nel IV secolo da Cirillo di Gerusalemme e da Girolamo, identifica il luogo dove sarebbe avvenuta la Trasfigurazione con il monte Tabor, in arabo Gebel et-Tur (“la montagna”). Un colle rotondeggiante e isolato, alto circa 600 metri sul livello delle valli circostanti. È su questo colle che i bizantini costruiranno, poi, tre chiese di cui parla l’Anonimo Piacentino che le visiterà nel 570. Un secolo dopo Arculfo vi troverà un gran numero di monaci, e il Commemoratorium de Casis Dei (secolo IX) menzionerà il vescovado del Tabor con diciotto monaci al servizio di quattro chiese. Successivamente ci saranno i Benedettini che costruiranno anche un’abbazia, circondando gli edifici di una cinta fortificata.

PERCHÉ SI CELEBRA IL 6 AGOSTO?

La festa della Trasfigurazione secondo alcuni storici della liturgia ricorda la dedicazione delle basiliche del monte Tabor. Era celebrata dalla Chiesa nestoriana già alla fine del V secolo ed è documentata nel VII secolo nella Siria occidentale. La fissazione della data della festa al 6 agosto dipende dal fatto che secondo una tradizione l’episodio della Trasfigurazione narrato dai Vangeli sarebbe avvenuto quaranta giorni prima della crocifissione di Gesù. In Oriente si celebrava già la festa dell’Esaltazione della Santa Croce il 14 settembre, quindi di conseguenza fu stabilita la data della Trasfigurazione. In Occidente le prime testimonianze della festa risalgono alla metà del IX secolo (Napoli, paesi germanici, Spagna). Successivamente nel X secolo in Francia e nei secoli XI e XII anche a Roma nella Basilica Vaticana.

Tratto da Famiglia Cristiana.

Forum economia

Il “FORUM – C’è un altro modo si fare impresa…”  è un incontro annuale per l’economia e il lavoro nato a Primiero quattro anni fa con l’intento di produrre idee nuove per promuovere l’economia ed il lavoro, in particolare quello giovanile, nella Valle di Primiero.

I contributi di teoria e di esperienza provengono soprattutto dal mondo dell’Economia di Comunione. I partecipanti al Forum sono finora infatti prevalentemente economisti, esperti a vario titolo ed imprese che aderiscono al progetto di Economia di Comunione.
L’edizione 2021, FORUM 4, continuerà lo studio di modelli innovativi nel campo dell’economia e dell’imprenditoria. Si cercheranno le risposte dell’economia civile e dell’economia di comunione ai grandi cambiamenti. Si parlerà delle risorse territoriali ed economiche del territorio di Primiero, si parlerà di azienda come luogo di incontro, di relazioni fra imprese, di persone e attività produttiva, di welfare generativo.
Il FORUM 4 prevede quest’anno la lezione magistrale del Prof. Luigino Bruni, economista, accademico, saggista e responsabile del progetto mondiale di Economia di Comunione  https://www.edc-online.org/it/
La lezione avrà per titolo «IL LAVORO DOPO LA PANDEMIA – Costi e benefici del Covid 19 per il mondo delle imprese» e sarà introdotto da  un intervento del Dott. Bruno Turra, ricercatore sociale; valutatore e consulente srategico, esperto della realtà sociale ed economica di Primiero, dal titolo: «Una valle alpina verso un futuro sostenibile e responsabile».
L’ evento, on-line è in collaborazione tra Movimento dei Focolari, Comunità Locale di Primiero, ACLI Primiero. Si svolgerà il 4 agosto 2021 – ore 20,30 e sarà visibile sulla pagina facebook di focolaritalia.it e, in differita, sul canale YouTube di focolaritalia.it.

Prof. Luigino Bruni, da 10 anni apprezzato editorialista di Avvenire, coordinatore del convegno di Assisi su Economia di Francesco, coordinatore mondiale di Economia di Comunione, docente in 2 università, biblista che interroga la Parola di Dio e se ne lascia interrogare, autore di numerose pubblicazioni.

Dal quotidiano Avvenire.

Bruni e Avvenire. La buona misura è dismisura: molto più di un’altra economia

Alessandro Zaccuri domenica 25 luglio 2021

Luigino Bruni e ‘Avvenire’: dieci anni e un giorno tra il Libro e la realtà (dafare nuova)

L’accademico e scrittore in questi anni ha proposto un approccio alla Scrittura in chiave economica evidenziando quel processo che è principalmente produzione di senso La dimensione femminile è una delle caratteristiche ricorrenti nell’analisi dei testi proposta in numerosi articoli – .

Dieci anni. Anzi, dieci anni e un giorno, che a pensarci è un conteggio più adeguato all’idea di economia e di umana sapienza che, a partire dal 24 luglio 2011, Luigino Bruni ha voluto condividere con i lettori di Avvenire attraverso un appuntamento domenicale subito impostosi per autorevolezza e divenuto presto familiare. Dieci anni è l’esito del computo preciso dal quale il buon amministratore non può prescindere quando si tratti di dare concretezza a un progetto. Ma c’è quel giorno in più, a sua volta indispensabile, perché è soltanto nella dismisura che si apprezza la misura: soltanto prendendo atto che non tutto è compiuto si riesce a immaginare il compimento.

Se la scienza della misura è l’eredità di Atene, ossia della tradizione di pensiero che deriva dalla cultura greco-latina, l’arte della dismisura è il dono di Gerusalemme, è la prospettiva di inesplicabile grandezza che contraddistingue la mentalità dell’uomo biblico. Non per niente, la prima attestazione di una citazione scritturistica in ambito profano risale all’anonimo trattato greco Del sublime, che nel I secolo d.C. mette a tema quella particolare declinazione della bellezza che implica la percezione del tremendo e spinge verso la magnanimità: la dismisura, appunto, senza la quale verrebbe meno la ragione stessa della misura. I n questi dieci anni e un giorno, Bruni ha affrontato argomenti che, nella loro varietà, restano sempre riconducibili all’esigenza di un ripensamento profondo – mai polemico e sempre documentato – degli elementi che stanno alla base dell’agire economico, nella sua accezione più piena. Lo ha fatto rimettendo in discussione le premesse del capitalismo e restituendo al Medioevo la sua carica innovativa e comunitaria, per esempio. Lo ha fatto, anzitutto, rileggendo la Bibbia da una prospettiva apparentemente inusuale, che è appunto quella dell’economista che interroga la Parola di Dio e se ne lascia interrogare. A differenza di quanto avviene spesso nella saggistica degli ultimi decenni, Bruni non sovrappone mai le sue competenze al dettato del testo al quale si riferisce, né lo piega per trovare conferma a una tesi precostituita o, peggio, pregiudiziale.

Siamo lontanissimi da operazioni come quelle che hanno equiparato L’arte della guerra di Sun Tzu a un manuale di marketing o che hanno dissezionato le opere di Shakespeare per trarne massime di comportamento a beneficio dei manager. Iniziative di per sé comprensibili, in alcuni casi perfino apprezzabili, ma che alla lunga tradiscono un intento opportunistico del tutto estraneo alla singolare forma di esegesi promossa da Bruni. C redente oltre che scienziato (meglio: scienziato in quanto credente, perché la ragioni della speranza non vanno disgiunte dalla ragionevolezza dell’argomentazione), lo storico dell’Economia e teorico dell’Economia di Comunione si accosta alla Bibbia con uno sguardo originale ma non ingenuo. Prima di intraprendere il commento di un libro, attua una ricognizione il più possibile ampia e circostanziata, si rifà all’inesauribile pa- trimonio patristico e attinge agli studi più aggiornati e interconfessionali. Dopo di che, Bruni procede in campo aperto, andando alla ricerca di un legame che, a lungo inavvertito, finisce per imporsi come principio ermeneutico decisivo. In questione, com’è noto, c’è la dimensione economica del racconto biblico, che è qualcosa di più e qualcosa di diverso rispetto al guadagno di esperienza che ogni racconto non manca di suscitare. Questo è lo statuto della letteratura, alla quale la Bibbia stessa appartiene in quanto biblioteca di generi differenti, dal resoconto storico al poema d’amore. Per dirla con l’Eliot della Terra desolata (o devastata, come suggerisce la nuova traduzione di Carmen Gallo), la vicenda di ogni essere umano è sempre sospesa tra profit e loss, tra ‘profitto’ e ‘perdita’, termini squisitamente economici dei quali la letteratura si appropria per esplorare il mistero della vita e della morte, del desiderio e del lutto.

Negli interventi un ripensamento dell’agire economico, mettendo in discussione le premesse del capitalismo e rileggendo la Bibbia da una prospettiva inusuale

Questo accade anche nella Bibbia, certamente. Ma nella Bibbia non accade solamente questo, come Bruni sta dimostrando una domenica dopo l’altra. Undici finora i libri commentati, dal racconto fondativo di Genesi (dove i patriarchi sono spesso mercanti, e mercanti particolarmente accorti) fino alla brevissima, meravigliosa storia di Rut, la straniera capace di trasformare in marginalità positiva l’emarginazione alla quale sarebbe altrimenti destinata. La dimensione femminile è una della caratteristiche ricorrenti nell’analisi condotta da Bruni, che nello specifico ha posto la sua indagine sull’Esodo sotto il segno delle «levatrici d’Egitto ». È una sensibilità che non stupisce, considerata l’adesione di Bruni al Movimento dei Focolari, all’interno del quale è fortissima l’impronta mariana impressa dalla fondatrice Chiara Lubich. Una volta di più, però, femminile in quanto percorsa dalla ruah, il respiro materno dello Spirito, è tutta la Bibbia, nel canto dei Salmi così come nella testimonianza dei profeti (Isaia, Geremia ed Ezechiele sono quelli di cui Bruni si è già occupato), nelle cronache consegnate ai libri di Samuele e dei Re così come nell’aspra requisitoria di Qoèlet. Per accorgersene occorre sventare l’equivoco in conseguenza del quale il dettato della Bibbia rischierebbe di restare imprigionato in una fissità fuori dal tempo. Proprio perché è Parola di Dio trasmessa all’umanità, al contrario, la Bibbia si rende sempre disponibile all’interpretazione. In maniera non arbitraria e strumentale, si capisce, ma sempre circostanziata e rispettosa della realtà storica e delle implicazioni teologiche che ogni interpretazione presuppone. I l modello suggerito da Bruni consiste nel leggere la Bibbia in chiave economica non tanto (o non soltanto) perché nella Scrittura si trovino indicazioni imprenditoriali ancora oggi preziose, ma perché la Scrittura stessa mette in atto un processo economico, che è principalmente e irrinunciabilmente un processo di produzione di senso. La Bibbia è il testo generativo per eccellenza, nel quale la dinamica tipica della letteratura è sottoposta a un salto di scala. Il racconto parla di noi, come sempre, ma nello stesso tempo ci rivela qualcosa la cui esistenza ci sarebbe nota solo per via di intuizione o di presagio. In questo modo, ogni pensiero economico si rivela come riflesso, più o meno fedele o distorto, del disegno complessivo dell’economia della salvezza che la Bibbia descrive libro per libro, versetto per versetto.

Decifrare questi segnali è l’impresa che Bruni ha fatto propria e per la quale, da dieci anni e un giorno, abbiamo imparato a essergli grati. Se poi si volesse aggiungere un altro dato, di quelli esteriori e fattuali che tanto ricorrono nella rappresentazione convenzionale dell’economia, si potrebbe ricordare come i libri tratti dalle sue rubriche bibliche, editi con cadenza regolare da Edb, abbiano riscosso un interesse tale da provocare addirittura un tentativo di contraffazione. È capitato qualche anno fa, con il commento al libro di Giobbe, e in fondo anche questo è un segnale da non trascurare.

 

Saluti da don Nicola alla Valle del Vanoi, Imèr e Mezzano

Don Nicola Belli – Foto di Luciano Sperandio

Carissimi fratelli e sorelle,

vorrei raggiungervi con un abbraccio mentre sto compiendo il cammino di San Francesco insieme a 11 Pellegrini delle nostre parrocchie.

Come ormai avrete appreso il vescovo mi ha nominato per un nuovo incarico pastorale: dall’autunno prossimo sarò parroco di Mori e Besagno e dell’Unità pastorale della Val di Gresta. Non è mai facile chiudere un tratto di strada per aprirne un altro: ci sono amicizie sentimenti, legami, relazioni, tratti di strada percorso insieme, vite che si sono intrecciate. Abbiamo costruito insieme un tratto di storia del Vanoi, di Imér e Mezzano.

Ho dato la mia disponibilità al Vescovo e ho accolto con grande serenità il nuovo mandato che lui mi ha affidato. Ma questi sono giorni di grande confusione, perché mi sto rendendo conto di quanto le nostre vite si sono intrecciate e di quanto mi volete bene. Parto per portare alle nuove comunità questo bene che mi volete. Vado lì a nome del Vescovo, ma anche a vostro nome. Vi lascio in buone mani: Don Augusto Pagan è un uomo di grande umanità, capace di andare al passo di chi fa più fatica e dalla profonda spiritualità. Accoglietelo come il dono che la Provvidenza ha pensato per voi da sempre e che ora lo realizza.

Don Augusto ha 68 anni ed è originario di Grigno. È stato ordinato sacerdote nell’ordine dei missionari comboniani e dopo anni di missione, è stato parroco prima a Ischia e Tenna, poi a Roncegno e le parrocchie lì attorno e da 6 anni a questa parte parroco delle parrocchie di Mori, Besagno e della val di Gresta.

Ci sarà tempo per vederci, salutarsi, pregare e ringraziare insieme, ma fin d’ora lasciatemi dire dal più profondo del cuore Grazie!

Siete stati per me un dono enorme che la Provvidenza ha voluto farmi. Con voi sono cresciuto e grazie a voi oggi sono quello che sono. Sento che il verbo che ha accompagnato finora la mia vita è quello del ritornare. Venendo qui in Vanoi e Primiero sono ritornato sui passi della storia della mia famiglia, visto che la mia mamma è originaria di qui. Ritornando a Mori, ripercorro quei primi passi del mio ministero sacerdotale. È un invito chiaro del Signore a continuare accentrare la mia esistenza e il mio ministero su di Lui. A ricordare al mio cuore e alla mia mente che la vita non è più mia ma sua. Mi ricorda che io appartengo a Lui e a tutte le persone che incontro sul mio cammino. Ho imparato a non chiedere nulla per me, ma sempre per gli altri e così il Signore mi ha insegnato come si sta al proprio posto e si può amare l’altro accettando il posto nel quale ti lascia entrare nella sua vita. 10 anni fa non avevo chiesto di venire in Vanoi, 5 anni fa ho ricevuto la cura Pastorale di Imèr e Mezzano. Oggi lo stupore (perché minimamente aspettato) perché mi viene chiesto di ritornare lì dove ho iniziato il mio ministero sacerdotale. Sono quello che sono Grazie anche a voi. È grande la sorpresa nel mio cuore di quanto vi voglio bene e voi lo volete a me. Chiedo perdono a chi ho mancato e si è sentito tradito da me. Vi affido tutti al Signore e vi abbraccio uno ad uno.

Don Nicola Belli

 

Don Nicola Belli
Don Nicola Belli in Arcipretale a Fiera – Pieve

 

Attività estive anno 2021

Stai aspettando l’estate per divertirti insieme ai tuoi amici? 
Ecco il programma di quest’estate per i nostri ragazzi! Scarica qui  la scheda di adesione da compilare e il modulo con la liberatoria per l’utilizzo dei dati personali.

Attività estive decanato primiero anno 2021
Attività estive decanato primiero anno 2021

Santa Messa di Santa Marta

Festa di Santa Marta a San Martino di Castrozza
Festa di Santa Marta a San Martino di Castrozza

Festa di Santa Marta, patrona dell’accoglienza

Giovedì 29 Luglio 2021
San Martino di Castrozza ore 18.00

Santa Marta 29 Luglio
Santa Marta 29 Luglio

Come Maria di Betania possiamo fare l’esperienza di sederci e metterci in ascolto
del Maestro che parla. Questo ci fa scoprire una nuova dimensione, un nuovo
percorso che ci mette in contatto con Dio. Niente “vocine” ma la scoperta
della dimensione dell’interiorità, del silenzio, di Dio che passa attraverso
l’esperienza della preghiera. L’uomo, purtroppo tende a possedere, a manipolare, a
schematizzare anche questa stupenda esperienza, riducendola ad un rumore senza
senso, ad mia noiosa ripetizione, a un dovere da assolvere in caso di difficoltà.
Spesso concepiamo la preghiera come una serie di formule che ripetiamo fino alla
noia. La preghiera è anzitutto ascolto, ascolto di Dio e di intercessione per il
mondo. Ma che cos’è la preghiera secondo Dio?
E’ colloquio, scambio di opinioni, reciproca intesa. Non una lista della spesa, non
un tentativo di corruzione, non una litania scaramantica.
Dio ci ha detto Gesù, non è un despota capriccioso o un potente da convincere.
Siamo figli e da figli ci tratta. Un buon Padre sa di che cosa ha bisogno il suo
figlio. Molte delle nostre preghiere rimangono inascoltate perchè abbiamo
sbagliato 1’indirizzi del destinatario. Non si rivolgono ad un padre, ma ad un
patrigno, ad un antipatico tutore a cui chiedere qualcosa che, pensiamo, ci sia
dovuto. La preghiera che Gesù ci ha insegnato, è piena di buonsenso
e di concretezza, di affetto e di gioia, di fiducia e di realismo e ci permette di
mettere a fuoco la nostra giomata. Gesù ci invita ad insistere perchè se chiediamo
otteniamo, se ci affidiamo siamo accolti dall’abbraccio del Padre.. Se non sei
esaudito è perchè chiedi male, senza l’insistenza dell’amico importuno, perchè ciò
che chiedi non è il vero tuo bene. E. allora, perchè non imparare a pregare? La
preghiera ha bisogno di te, come sei, devoto o peccatore, ma un “tu” vero, non
finto, non di facciata. La preghiera ha bisogno di un tempo in cui non sei distratto
o con la testa altrove. La preghiera ha bisogno di un luogo: dalla tua camera al
luogo dove passi la tua giornata, davanti alla natura, di flonte alle persone con cui
vivi. La preghiera ha bisogno di silenzio per ascoltare la Parola assaporata con
gioia. La preghiera ha bisogno di una parola da dire. La preghiera ha bisogno di
una parola da vivere. Nella preghiera scopriremo che nulla ci può impedire di dire
con verità e con gioia: Padre.

Chiesa di San Martino di Castrozza – inverno.

Chiesa San Martino di Castrozza con neve. Foto di Stefania Giatti
Chiesa San Martino di Castrozza con neve.
Foto di Stefania Giatti

Sagra dei Carmeni 2021

Festa della Madonna del Carmine a Mezzano

Mercoledì 14 luglio
Ore 20.00: Adorazione Eucaristica e Vespri
Giovedì 15 luglio
Ore 20.00: Santa Messa
Venerdì 16 luglio
Ore 20.00: Adorazione Eucaristica e Vespri
Sabato 17 luglio
Ore 8.00: Santa Messa
Ore 8.30 – 10.00 e 16.00 – 18.00:
Confessioni individuali
Domenica 18 luglio
Ore 7.00 – 10.30: Sante Messe
Ore 17.00: processione per le vie del paese
con la statua della Madonna del Carmine